
Da qualche giorno sono stati ufficializzati i primi dati sulla raccolta differenziata porta a porta estesa a tutto il territorio comunale di Albano Laziale. Volsca Ambiente e Servizi ha comunicato che il rifiuto differenziato è il 67%, a fronte del 65 indicato dai piani regionali per i Comuni. Abbiamo chiesto al Prof. Luca Andreassi, Consigliere Comunale che da circa 5 anni detiene la delega ai rifiuti e si occupa dell’avvio della raccolta differenziata porta a porta, di farce il punto della situazione in tema di rifiuti.
Andreassi, i dati della differenziata su tutto il territorio di Albano sembrano confortare il lavoro sin qui svolto dall’amministrazione comunale: dunque con la chiusura della differenziata porta a porta il suo lavoro di delegato ai rifiuti è finito?
“Raggiungere quasi il 70% della raccolta differenziata è certamente il coronamento di un progetto. Progetto faticoso e lungo, iniziato nel 2011 e che ha visto Albano diventare negli anni un comune virtuoso. Detto così può apparire autoreferenziale. Ma sono i progetti ed i riconoscimenti ottenuti che lo testimoniano. Finalista del Premio Comune Virtuosi, protagonista nel progetto europeo Urban Wins sulla riduzione della produzione dei rifiuti, all’avanguardia nel Lazio sul riuso con il progetto che si sta portando a termine con Volsca Ambiente e Servizi, la città di Velletri, WWF e Occhio del Riciclone, l’economia circolare realizzata con le macchine mangiaplastica MrPack in cui i comportamenti virtuosi dei cittadini vengono premiati con detrazioni sulla TARI o sconti presso gli esercizi commerciali convenzionati tanto da suscitare l’interesse di Legambiente che siamo stati inseriti nella ristretta cerchia di comuni virtuosi in Italia. Ma anche i numeri da sballo nella raccolta degli abiti usati e degli oli esausti. Fatti, insomma non chiacchiere.
Non ha risposto alla domanda. Il suo lavoro è terminato?
“Ho come la sensazione di essere giunto in una stazione ferroviaria. Su un treno da cui si può scendere ma anche no. Io so di aver lavorato bene in questi anni sempre sentendo la fiducia del Sindaco e con dei collaboratori straordinari. Da una parte l’Ufficio Ambiente prima con Federica Giglio ed oggi con Simonetta Lucci, dall’altra Volsca Ambiente e Servizi”.
Lei parla di riciclo, riuso e circuito virtuoso attorno alla differenziazione dei rifiuti: ci può specificare meglio in concreto a cosa si riferisce e quali azioni il Comune ha in serbo per ampliare il circuito?
“Tante idee ma due su tutte. La tariffa puntuale, ovvero una tariffa in cui l’utente paga tanto meno quanto è più bravo nel differenziare il rifiuto. Insomma sei bravo e virtuoso, paghi poco. Te ne freghi, paghi tanto. Situazione tariffaria che favorirà anche il controllo del territorio. E poi l’utilizzo della tecnologia e dei sistemi informatici più evoluti alla gestione dei rifiuti. Siamo nel 2017, la tecnologia esiste. Usiamola”.
Le macchine mangiaplastica Mr Pack stanno riscuotendo grande successo tra i cittadini, tanto che le file per lo sversamento delle bottiglie iniziano ad essere importanti: non sarebbe il caso di installare qualche altra macchina?
“Proprio per rimanere in tema di tecnologia applicata alla gestione dei rifiuti. Sì abbiamo in serbo diverse novità. Intendiamo aumentare il numero ma soprattutto stiamo pensando a macchine che non recuperino solo contenitori per liquidi ma tutta la plastica. Con un sistema di pesatura (ed uno di controllo) che consenta all’utente di acquisire punti direttamente proporzionali al peso della plastica. Siamo certi, infatti, che questi sistemi non solo stimolino le persone verso comportamenti virtuosi ma incrementino l’efficienza del porta a porta”.
Sulla scorta di Mr Pack non si potrebbe recuperare anche altro materiale tipo vetro e metallo con il medesimo metodo delle macchinette?
“La strada è segnata dalle Mr Pack. Il cuore resterà la raccolta differenziata. Ma sistemi accessori come le MrPack, i contenitori abiti usati ed oli esausti, farmaci e pile hanno dimostrato la loro efficienza. Quindi, perché no?”.
Albano tra 10 anni: ci farebbe una fotografia in base ai progetti che ha in mente di realizzare sui temi ambientali?
“Una domanda impegnativa. Ho in testa una città con un piano di mobilità sostenibile efficiente, con mezzi di trasporto elettrici che garantiscano i collegamenti casa-scuola, casa-lavoro, casa-stazioni. Una città con isole pedonali, aree di ricarica auto elettriche. Una città in cui si sostengano i progetti di bioedilizia. Una città in cui ci siano dei centri di riuso e in cui si riesca a realizzare una filiera corta dei materiali del porta a porta, valorizzandoli completamente anche dal punto di vista economico”.
Idee molto chiare. Viene la tentazione di chiederle. E lei dove si vede fra 10 anni?
“A fare il Professore Universitario. Senza dubbio la professione che so fare meglio”.

















