Anpi polemizza per la stele inaugurata a Nemi

Nota della Sezione ANPI “A. Gismondi” Nemi e Comitato Provinciale di Roma dell'ANPI per la stele inaugurata domenica 18 ottobre

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“L’inaugurazione della stele avvenuta nel Comune di Nemi lo scorso 18 ottobre è quanto di più lontano possa esserci dai principi su cui è fondata la Repubblica italiana, sia per il messaggio che lancia, sia per le modalità e i contenuti che la manifestazione ha comunicato nei vari interventi che si sono susseguiti.
Nei giorni scorsi già avevamo denunciato la simbologia presente nel materiale pubblicitario dell’evento che oggi ritroviamo ritratta nella stele che da il benvenuto alla città. Il logo del Nucleo Paracadutisti Colline Romane – seppur con l’applicazione di una saetta simbolo proprio dei reparti di paracadutisti – è inequivocabilmente un emblema nazionale del Terzo Reich che durante la Seconda Guerra Mondiale compariva negli elmetti dell’esercito germanico, responsabile nel nostro paese di stragi, eccidi, deportazioni compiute con la complicità e la collaborazione dei fascisti della RSI.
Durante la cerimonia è stata poi costante la celebrazione e l’esaltazione della battaglia di El Alamein, parte della guerra di aggressione che l’Italia fascista e la Germania nazista svolsero in quegli anni. Le migliaia di ragazzi mandati dal fascismo a morire nel deserto per l’impresa coloniale non possono e non devono essere ricordati senza sottolineare che l’Italia in quel luogo era l’oppressore e che quella guerra era volta a realizzare nel mondo un ordine dittatoriale e razzista.
Se il ricordo di quella tragedia tralascia quelle che erano le motivazioni politiche per le quali le truppe italiane si trovavano a combattere in quel contesto, non si può che trasmettere un messaggio sbagliato, veicolo di quelle idee e convinzioni sconfitte poi con la vittoria della democrazia.
Questa stele non è a nostro avviso un monumento ai Caduti, il quale a Nemi già esiste, quanto piuttosto una costruzione di elogio ad un ideale di sopraffazione e sottomissione dei popoli. La presenza poi di esponenti che hanno condiviso percorsi ed iniziative con organizzazioni neofasciste come Forza Nuova, protagoniste negli anni di episodi di violenza e razzismo, i cui esponenti sono stati più volte condannati e ritenute dalla magistratura come organizzazioni di stampo nazista, disonora la città di Nemi e la memoria stessa dei Castelli Romani, territorio che ha combattuto per la libertà d’Italia con tenacia, determinazione e coraggio, e di cui alcuni cittadini riposano oggi anche alle Fosse Ardeatine.
È disonorevole inoltre per l’intero territorio vedere che l’Amministrazione comunale, rappresentante dei valori scritti nella Costituzione (mai citati durante la cerimonia del 18 ottobre), dia copertura istituzionale ad iniziative di gruppi che nei loro canali di comunicazione celebrano esponenti della RSI responsabili dei crimini compiuti durante l’occupazione tedesca dell’Italia. L’ANPI continuerà a mobilitarsi per tutelare la memoria della democrazia e della libertà e per diffondere tra le giovani generazioni e tra la cittadinanza tutta i valori di pace, solidarietà ed amicizia tra i popoli”. Lo dichiara la Sezione ANPI “A. Gismondi” Nemi e ANPI Comitato Provinciale di Roma