Ara Pacis, oltre l’Impressionismo

Fino al 3 maggio, al museo di Roma sul Lungotevere

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Fino al 3 maggio, al museo di Roma sul Lungotevere i capolavori dell’arte europea dal Detroit Institute of Arts. Picasso, Nolde e Kokoschka, passando per Renoir, Cezanne e Kandinsky

Arrivano dagli States, dal Detroit Institute of Arts, 52 capolavori dei grandi maestri dell’arte europea dal XIX al XX secolo. Al Museo dell’Ara Pacis, questa straordinaria selezione annovera i pionieri dell’Impressionismo (Degas, Renoir); i protagonisti delle Avanguardie parigine (Matisse e Picasso), passa per Van Gogh e arriva agli sperimentatori tedeschi come Kandinsky e Beckmann.

Fino al 3 maggio 2026, appuntamento sul Lungotevere con: “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”, a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da MondoMostre, con il supporto di Zètema Progetto Cultura.
Una mostra che non solo riconsegna una parte della ricchezza delle collezioni americane, ma che, assieme, ricostruisce quell’intreccio di visioni e rivoluzioni che definirono la pittura europea tra Ottocento e Novecento. Un viaggio attraverso 50 anni di creatività: un tempo sufficiente a mettere in discussione i modelli accademici e per sperimentare nuove modalità, aprendosi al futuro.

Tra paesaggi naturalistici, ritratti, scene di nudo femminile e rappresentazioni reali – e grazie a un allestimento accattivante – le emozioni e le idee permeano lo spazio, accompagnando i visitatori in un percorso che celebra gli artisti che hanno rivoluzionato il modo di rappresentare la realtà.

Dalla prima sezione con Degas, Cézanne, Renoir, Pissarro e Sisley, si prosegue con le ricerche sviluppate dopo il 1886, quando la pittura francese si avvia verso una costruzione più stabile della forma e una trasformazione del colore. Qui, un magnifico Van Gogh; la Parigi come centro artistico europeo anche grazie a Picasso e Matisse (in questa sezione, anche le opere cubiste di María Blanchard, unica artista donna presente nella selezione proveniente dal DIA); procedendo, l’avanguardia tedesca (acquisita dal DIA grazie alla lungimiranza del suo direttore, Valentiner, e al sostegno di importanti mecenati): Kandinsky e Feininger dal “Die Brücke” e il “Blaue Reiter”, e in chiusura, la visione della Germania sconfitta, raccontata da Nolde e Kokoschka.

Nel complesso, tutti autori che contribuirono a ridefinire il linguaggio pittorico, segnando una fase di cambiamento senza precedenti nella storia dell’arte: la vita che irrompe sulla tela; la luce della pittura en plein air; la ricerca della verità; la scomposizione delle forme e la definitiva liberazione dal dovere di rappresentazione.

Per l’occasione, dunque, il DIA (fra i principali musei americani) rende un eccezionale prestito alla Città eterna. Si tratta di opere che, raramente, lasciano la loro patria, quindi, per quantità e qualità, davvero difficili da vedere tutte assieme in Italia. “Dietro” di esse, il lavoro di straordinari collezionisti privati, che, viaggiando in lungo e in largo per l’Europa, fecero entrare negli Stati Uniti artisti poco noti, qualcuno addirittura avversati. Sarebbe errato, allora, pensare che è come se, in un certo senso, tornassero a casa?…

Oltretutto, questa all’Ara Pacis è un’opportunità che celebra pure la diplomazia culturale tra Roma e Detroit: una collaborazione che prenderà forma anche nel prestito de “La Buona Ventura” di Caravaggio al DIA, nel 2027.

Come di consueto, la mostra è accessibile a tutti, attraverso percorsi multisensoriali e visite integrate.

Info: www.arapacis.it; www.museiincomune.it; www.mondomostre.it