“Papa Leone XIV: attività didattica favorisce la diffusione della cultura ispirata ai valori cristiani
Rettore Bonini: Siamo l’università non statale di medie dimensioni con la più ampia offerta formativa. Il bilancio è positivo, ma libere università gravemente penalizzate da inerzia normativa.
Brunetta: Con LUMSA accordo di ricerca che porterà al più importante rapporto sul tema carcere – recidiva zero
Polidoro: AI non compete con noi, ma ci potenzia come mai nessun’altra tecnologia nella storia. Mi piacerebbe sentire meno allarmismo e approssimazione.
Oggi, martedì 9 dicembre 2025 è stato inaugurato ufficialmente l’anno accademico 2025-26 dell’Università Lumsa.
La cerimonia si è aperta col saluto del Cardinale Angelo De Donatis presidente del Consiglio d’amministrazione dell’Università LUMSA:
“Oggi ci ritroviamo insieme per inaugurare un nuovo anno accademico. Non è un mero atto formale, ma un momento significativo della vita del nostro Ateneo all’insegna della condivisione e della riflessione. Riconosciamo la strada che abbiamo potuto percorrere e rilanciamo quella missione che da oltre 85 anni vede la Lumsa impegnata nella formazione delle giovani generazioni, secondo i principi di un autentico umanissimo integrale, nel solco della Costituzione repubblicana e della dottrina sociale della Chiesa. Nella recente lettera apostolica Disegnare nuove mappe di speranza, Papa Leone XIV ha invitato il mondo educativo a non limitarsi a conservare ma a rilanciare, inaugurando sulla scia della grande stagione del Vaticano II una nuova stagione educativa che parli al cuore delle nuove generazioni, ricomponendo conoscenza e senso, competenza e responsabilità, fede e vita”.
Subito dopo ha preso la parola il professor Francesco Bonini, Rettore dell’Università LUMSA, che ha dato lettura del telegramma ricevuto dal segretario di Stato del Santo Padre, Cardinale Pietro Parolin, con il saluto e la benedizione di Papa Leone XIV:
“Inaugurando l’anno accademico di codesto ateneo, Papa Leone XIV rivolge il cordiale e paterno saluto. Egli incoraggia a proseguire l’importante opera di formazione della persona umana e, mentre invoca copiosi doni dello spirito per una fruttuosa attività didattica che favorisce la diffusione della cultura ispirata ai valori cristiani, volentieri invia a lei, ai docenti, alle missionarie della scuola, al personale non docente, agli alunni e a tutti i presenti la benedizione apostolica”
Successivamente il rettore Bonini ha iniziato la sua relazione. Di seguito alcuni passaggi:
“Tutte le analisi ci dicono che lo scenario universitario italiano e non solo è alle soglie di un momento rilevante di cambiamento, ove situarsi consapevolmente e creativamente. È stato, quello in corso ma che già diamo per avvenuto, un anno ancora una volta molto positivo per la nostra università: se si tratta di innovare è bene farlo appunto in queste condizioni, quando non ci si auto contempla, ma ci si mette in movimento.
Bilancio positivo dicevo nonostante il fatto che la nostra, come tutte le università non statali e non telematiche, cioè libere, sia ancora gravemente penalizzata dall’inerzia normativa in ordine ad almeno due questioni urgenti: Ristoro per le provvidenze per il diritto allo studio; aggiornamento del decreto ministeriale sui requisiti di docenza dei diversi corsi di laurea.
Il giusto e significativo aumento degli stanziamenti per il diritto allo studio, infatti, non è purtroppo stato accompagnato dalla conseguente compensazione ad università, come la nostra, rigorosamente non profit, che a questo punto di fatto rischiano di apparire, di fatto contributori netti allo Stato”.
“Siamo l’università non statale di medie dimensione con la più ampia offerta formativa. È necessario valutare sostenibilità nel medio periodo di questa configurazione e le forme e i modi della sua evoluzione. Qualunque sia la risposta a questa strutturale questione siamo chiamati ad un duplice esercizio, di compattamento dell’offerta in atto e di esplorazione ed eventualmente di investimento in altri contesti, E in ogni caso della dimensione STEAM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arti e Matematica). Il posto delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale (che ha preso il posto della sostenibilità come mantra anche ahimè di marketing, oltre che di necessaria attenzione) in modo da realizzare quel miglioramento continuo dell’offerta che pratichiamo costantemente ed è stato anche segnalato come buona pratica dall’ANVUR”.
Il Rettore si è poi soffermato sul tema della pace:
“Come sappiamo il mondo universitario anche italiano – lo vedo costantemente anche come vicepresidente della Crui – è stato pesantemente attraversato dalle guerre in corso e particolarmente dal nuovo, tragico episodio del conflitto israelopalestinese. Il punto è affermare una cultura di pace ‘disarmata e disarmante’, che non è ideologia né irenismo, piuttosto realismo, e dunque interpella l’università come istituzione che produce formazione critica e libera, oltre che i diversi saperi, tutti”.
Infine, il professor Bonini ha ricordato una delle ‘mission’ dell’Università LUMSA:
“L’impegno, tra gli altri, che chi si laurea alla Lumsa, o ottiene comunque dei titoli rilasciati dalla nostra Università, anche post-laurea, sia in grado ed abbia, grazie al percorso che ha compiuto nel nostro Ateneo, la capacità, ma senta anche il desiderio, di dire qualcosa di nuovo, di originale, nel mondo del lavoro e nella vita sociale. In fondo la riuscita di una istituzione educativa, per di più superiore come l’università, si misura di fatto così, in termini di bene comune”.
Ospite dell’evento il professor Renato Brunetta, presidente del CNEL (Consiglio Nazionale dell’economia e del Lavoro) che ha parlato della figura di Antonio Genovesi. L’Università LUMSA è stato il primo ateneo ad introdurre la “Promessa Genovesi”, un giuramento etico (come il giuramento d’Ippocrate per i medici) pronunciato pubblicamente durante la cerimonia di discussione della tesi da tutti i laureandi in Economia:
“Nel 2017, mi imbatto in un pensatore straordinario, Antonio Genovesi, e scopro un’altra economia, l’economia civile… quel pensiero di Genovesi fondante una cultura totalmente diversa, il valore della comunità, della società civile, il valore dell’inclusione, della fraternità, ancora prima di libertà uguaglianza e fraternità. Il 22 settembre 2023 è iniziata la consigliatura del CNEL, ed è la consigliatura che io dedico all’economia civile, a come i corpi intermedi, vale a dire i rappresentanti dei lavoratori, dei datori di lavoro, del volontariato, possono interpretare i tempi che stiamo vivendo, le transizioni: digitale, energetica e demografica, ma ci mettiamo anche la transizione geopolitica, la guerra mondiale a pezzi. Io cerco di dedicare questa consigliatura all’economia civile, all’economia sociale, attraverso i corpi intermedi, questa è la missione che mi do e devo dire mi sta andando anche bene, nel senso che si sta coagulando un insieme di forze, ma non dimenticandomi di essere un vecchio professore, ho bisogno di qualcuno che mi dia una mano a costruire un’altra cassetta degli attrezzi, citazione keynesiana, che non sia la solita economia che hanno insegnato tutti noi, che ho insegnato io, l’economia dell’individualismo, della competizione, dei mercati, della finanza, del potere di mercato, l’economia, quella che ci governa, quella che ci rende ricchi o poveri, quella che forse è anche ingiusta, contro cui non sappiamo cosa fare, perché non abbiamo gli strumenti. E io, un po’ velleitariamente mi dico, e se costruissimo un’altra cassetta degli attrezzi, non sostitutiva della prima, ma complementare alla prima”.
“Una volta in televisione sentii un prete che diceva, ‘Dio è nelle missioni difficili’. Questo mi rimase dentro. Ho detto facciamo le missioni difficili e poi troverò chi trovo, troverò Dio, troverò la comunità, troverò la civiltà. Mi tocca la prima missione difficilissima e qui comincia a entrare l’Università LUMSA: le carceri. Scuola, lavoro, formazione in carcere e fuori dal carcere significa recidiva zero. Cosa può fare il CNEL, cosa può fare la società civile per rendere civile un carcere, ad oggi non c’è riuscito ancora nessuno, nonostante la nostra Costituzione preveda che le carceri non devono avere funzione afflittiva, ma di reinserimento. Da qui inizia il primo incontro con l’Università LUMSA e comincio a dire ‘lavoriamo insieme’, infatti abbiamo convenuto grazie a un accordo di ricerca che da qui verrà fuori il più grande rapporto annuale nazionale e internazionale sul tema di ‘Recidiva Zero’, cioè come rendere civili le strutture carcerarie grazie alla scuola, al lavoro, alla formazione in carcere e fuori dal carcere, accordo di un’istituzione il CNEL con l’università, con il meglio dei ricercatori nazionali, europei e internazionali su questi temi”.
Nella prolusione “Thinking outside the Black Box, ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare l’AI” il prof. Piero Polidoro, ordinario di Filosofia e Teoria dei linguaggi all’Università LUMSA, ha spiegato perché non si dovrebbe avere paura dell’Intelligenza Artificiale:
“Innanzitutto, perché non ci conviene: come ha efficacemente scritto Ethan Mollick, il genio è uscito dalla lampada, e non ci tornerà. Ma, soprattutto, perché l’AI, di per sé, non mette in dubbio il nostro essere umani e non compete con noi. Semmai, è uno strumento che ci potenzia, forse come nessuna altra tecnologia ha fatto nella storia. Certo, dovremo ripensare il nostro agire nel mondo, riposizionarci, comprendere quale ruolo assumere ora che abbiamo, finalmente, un’AI capace di avere un impatto pervasivo e sostanziale sulla nostra esistenza. Conoscerla meglio, anche in modo critico, ci aiuta a capirne le possibilità e, sicuramente, anche i rischi, che però non dipendono tanto dall’AI in sé (l’AI non è la bomba atomica), ma dal modo in cui la useremo. Nel dibattito pubblico, sinceramente, mi piacerebbe sentire meno allarmismo (e meno approssimazione) e più riflessioni su come potremmo usare l’AI per migliorare le nostre vite, le nostre comunità, il modo in cui lavoriamo, su come contribuire al bene comune”.
Nel corso della cerimonia sono stati consegnati i Premi di laurea intitolati a Luigia Tincani, a Giorgio Petrocchi, al Cardinale Giuseppe Pizzardo, a Giuseppe Dalla Torre e a Federica Annese.
I riconoscimenti sono stati assegnati rispettivamente ad Antonella Borraro, a Ludovica Mocerino, a Isabella De Battistis, a Catalina Codreanu e a Chiara Quattrini.
L’evento è stato moderato dalla giornalista Veronica Stigliani”. Lo rende noto l’Università Lumsa.



















