Associazione Civiltà dell’Amore, appello per la pace

Dopo l'incontro all'Università Lumsa e il richiamo del Santo Padre

0
139

“ASSOCIAZIONE CIVILTA’ DELL’AMORE ALL’UNIVERSITA’ LUMSA:  DOPO IL RICHIAMO DEL PAPA AVVIAMO CON I VESCOVI LA SENSIBILIZZAZIONE AL DISARMO DELL’EUROPA E ALLA CONVERSIONE DEL NUCLEARE IN ENERGIA DI PACE

Con il richiamo di Papa Leone XIV e l’Appello della Conferenza Episcopale Italiana da Assisi si è allargato l’appello ai cristiani per la Pace nucleare già lanciato l’8 agosto scorso, in occasione dell’80° anniversario di Hiroshima, da Civiltà dell’Amore.

L’appello è stato illustrato da mons. Gianni Fusco (docente Università LUMSA), Antonino Giannone (presidente del Comitato Tecnico Scientifico di Assisi Strategic Forum) e Giuseppe Rotunno (presidente Civiltà dell’Amore) presso la sala Pia dell’Università LUMSA.

All’incontro durante il quale è stato sottolineato come la Pace Nucleare sia sempre più a rischio e gli interrogativi delle persone comuni diventano (giustamente) sempre più pressanti, sono intervenuti:

Marcello Viola (coordinatore Associazione “Dalla Competitività alla Cooperazione”) che ha spiegato come la Cooperazione sia il nuovo paradigma culturale per la Pace per giungere ad una Civiltà dell’Amore;

Benedetto Delle Site (presidente Movimento Giovani UCID) che ha sottolineato come gli imprenditori guardino alla pace con interesse etico e quindi al nucleare di pace sollecitati dalla Dottrina Sociale della Chiesa;

e Mauro ALVISI (Prorettore Università di Ginevra) che ha illustrato il manifesto “Decalogo per la Pace nel mondo” messo a punto alla Pontificia Accademia Teologica con autorevoli Enti e personalità internazionali.

Negli interventi si è constatato unanimemente che il cammino di conversione delle menti, dei cuori e delle armi nucleari, oggi urge ancor più. Cominciato dall’87 con il primo accordo di disarmo nucleare Reagan-Gorbaciov,  si è sviluppato negli anni mediante un Progetto di Civiltà dell’Amore con la conversione delle atomiche in energia di pace portandole da un numero iniziale di  circa 70.000 unità, alle 13.000 attualmente dispiegate nel mondo.

Tra i vari sinergici appelli di Civiltà dell’Amore alle istituzioni e ai cristiani, scaturiti dal percorso intrapreso fin qua, i presenti hanno deciso di fare proprio quello dei vescovi italiani riuniti con il Papa ad Assisi dal 17 al 20 novembre 2025 che si conclude con un’accorata invocazione:

“È quanto oggi, sulla tomba del Santo, chiediamo umilmente a tutti e in primo luogo a noi stessi, Vescovi delle Chiese in Italia. Con voce accorata, in nome del Principe della Pace (Is 9,5) supplichiamo quanti governano i popoli, perché – messe al bando le armi, a cominciare dalle testate atomiche – impieghino ogni loro sforzo a servizio della pace e i mezzi a loro disposizione per combattere la fame che è nel mondo. Allora, sì, il Dio della pace sarà noi (Rm 15,32; Fil 4,9)”.

L’appello ai cristiani, che detengono il 90% delle armi nucleari nel mondo, è stato inizialmente lanciato il 6 agosto u.s. all’ Università LUMSA. Oggi quello “per il Disarmo e la Conversione Nucleare”, maturato nei successivi Convegni ad Assisi raccoglie un numero crescente di adesioni di associazioni cristiane e non, ma soprattutto si ritrova in profonda sintonia con l’Appello dei Pastori della Chiesa Italiana.

Da oggi il proposito di avviare insieme, vescovi e laici, una grande sensibilizzazione della gente per indurre, da cristiani in primis, innanzitutto la nostra Europa non verso una terza guerra mondiale, ma al disarmo e alla conversione delle atomiche verso una reale Civiltà dell’Amore, antidoto alla civiltà dell’odio fino all’autodistruzione.

Alla conclusione dell’evento sono stati presentati i 50 membri del Comitato Tecnico Scientifico di Assisi Strategic Forum che valuterà i progetti per una CIVILTÀ DELL’AMORE finalizzati alle esigenze primarie del prossimo futuro in 14 aree tematiche”. Lo rende noto l’Università Lumsa.