Campaniliana, “l’umorismo è il solletico al cervello”

Inaugurata l'edizione 2017 della Rassegna Nazionale Campaniliana a Velletri presso l'Auditorium della Casa della Cultura e della Musica

0
1347
campaniliana_2017
Giorgio Montefoschi, Vito Molinari, Arnaldo Colasanti

In un affollato e splendido Auditorium della Casa della Cultura e della Musica, sabato 21 ottobre si è dato avvio ai nove giorni della Rassegna Nazionale “Campaniliana” per celebrare, con una programmazione molto densa, i quarant’anni dalla scomparsa di Achille Campanile. A inquadrare l’intera iniziativa, attraverso un’immersione diretta nelle opere e nella drammaturgia di Campanile, il Convegno “Umorista sarà lei” preceduto e chiuso da due esibizioni teatrali. Il Laboratorio “Centostorie” di Velletri, per la regia di Carla Petrella, ha aperto la serata con una selezione di brani tratti dalla produzione teatrale campaniliana, iniziando con La rivolta delle sette e passando per le bravi quanto fulminanti Tragedie in un due battute, fino ai paradossi della celebre Acqua minerale. Queste pieces sono state recitate con estrema professionalità e bravura da Helenia Brunetti, Betty Bianchini e Carla Petrella. Un accesso privilegiato nel multiforme universo campaniliano che ha ben introdotto all’inizio del convegno, coordinato da Rocco Della Corte, il quale ha salutato la numerosa platea, ricordando che la scelta dei luoghi della rassegna, alla sua prima edizione, è stata dettata dal fatto che in contrada Arcioni, sul confine tra Velletri e Lariano, Campanile trascorse i suoi ultimi anni mai abbandonando il mestiere di scrivere. La parola è passata a Gaetano Campanile, figlio dell’autore, che ha portato la propria testimonianza sulla figura paterna da una prospettiva che, oltre allo stimato intellettuale, ha fatto scorgere uno spessore umano non in contrasto con la vena (non si faccia confusione con la «avena», per riprendere uno degli aforismi campaniliani), propria degli artisti. Sul palco sono intervenuti anche brevemente Silvio Moretti e Angelo Cannatà, curatori della raccolta di scritti inediti e dispersi Grazie, Arcavolo! (edizioni Aragno, 2017) che sarà presentata il 28 ottobre, sempre nell’Auditorium, alle 17,30. Tra i relatori primo a parlare è stato Giorgio Montefoschi, scrittore e critico letterario, che ha rievocato le sue prime esperienze nel mondo letterario, vissute a stretto contatto con la genialità di Campanile e la sua famiglia, costituita dalla moglie Pinuccia e dal figlio Gaetano – il «vero capolavoro» come Achille lo definiva in alcune dediche dei suoi libri – di cui ha ricordato il gusto per gli scherzi fin dalla più tenera età. Gli aneddoti di Montefoschi, tra i quali quello evocativo della casa a Nettuno – tanto voluta da Campanile per la vicinanza al mare, ma dalla quale neanche una vaga presenza di acqua si scorgeva, hanno fatto premessa sul “personaggio” Campanile, affrontato da Arnaldo Colasanti, scrittore e critico letterario, con un’ottica più aderente alla produzione campaniliana e alla suo impatto nel Novecento. Interessante è stato il tentativo di risposta alla domanda sottesa all’intero intervento, sulla tipologia di umorismo proposta negli scritti di Campanile e sulla sua percezione da parte delle nuove generazioni, non più abituate a una battuta caustica che scava nel linguaggio e insieme al sorriso sulle labbra lascia un rovello nella mente. Le considerazioni di Colasanti sulla lingua di Campanile, sempre curata e attenta allo scollamento di significati in un medesimo significante, hanno evidenziato la capacità di rendere il carattere provvisorio del senso di ogni parola, preparando la lettura del racconto Le seppie coi piselli interpretata in maniera magistrale da Piera Degli Esposti, intensa e talentuosa come sempre, che a Campanile ha voluto riconoscere l’essersi scoperta anche attrice “comica”. L’intervento del regista Vito Molinari ha completato la panoramica sulla poliedrica attività intellettuale di Campanile, riportandola al suo primario carattere militante e di presa sul presente, come ha dimostrato l’attraversamento di stroncature espresse da Campanile in merito a celebri programmi, come “Canzonissima”, e ai pareri critici sui principali volti televisivi del tempo ai quali neanche Mina, con la sua coreografia ripetuta adatta per ogni brano, è saputa sfuggire. Un nuovo passaggio dalla figura e produzione di Campanile alla voce dell’opera stessa è avvenuta in chiusura, con la presentazione di un estratto da Visite di condoglianze (il dialogo del telegramma) da parte della Compagnia “Gruppo Teatro Studi” di Civitavecchia, composta da Ines Busnego, Marco Babacci, Antonio Tricamo, Simonetta Pirrongelli e Cristiana Pirrongelli. Al termine della rappresentazione, Simonetta Pirrongelli, regista dello spettacolo, ha condiviso con il pubblico l’emozione del primo incontro del “Gruppo Teatro Studi”, riunitosi dopo quarant’anni a Velletri proprio per ricordare il Maestro, con Achille Campanile che in quell’occasione ha mostrato un’umiltà propria solo dei grandi. A sigillare l’atmosfera carica di suggestioni campaniliane è intervenuto, infine, Claudio Maria Micheli, Direttore della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura, per ringraziare tutti i convenuti per la partecipazione e il grande coinvolgimento in un progetto ideato dalla FondArC stessa, in coproduzione con l’Associazione Memoria ’900, e in collaborazione con il Fondo Campanile e il Comune di Velletri, che ha patrocinato l’intera rassegna. Alla conclusione del convegno è succeduta l’apertura della mostra fotografica-documentaria “Umorista sarà lei” curata da Silvio Moretti e Angelo Cannatà, che è stata inaugurata dall’Assessore Luca Masi alla presenza di S. E. mons. Vincenzo Apicella e che sarà aperta fino al 29 ottobre (tutti i giorni dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 18,30). Prendendo in prestito le parole di Manuale di conversazione, convegno e mostra sono stati «solo l’inizio» per la Rassegna Nazionale “Campaniliana” che, con un principio di alto livello culturale e contributi critici orientati a restituire un Achille Campanile inedito – tutto ciò che l’etichetta di umoristico ha spesso offuscato –, proseguirà nel corso di tutta la settimana con un fitto calendario di eventi, presentazioni, proiezioni e rappresentazioni teatrali dedicate a riscoprire uno dei pilastri, non solo nel campo letterario, del Novecento italiano.

La “Campaniliana” volge al termine: al Teatro Artemisio-Volonté premiazione del vincitore del Premio Teatrale e rappresentazione de “La moglie ingenua e il marito malato”

Chiusura in grande stile per la “Campaniliana”: domenica 29 ottobre, alle ore 17,30 (ingresso in sala dalle 17,00 alle 17,25) avverrà il gran finale per l’edizione 2017 della rassegna nazionale di teatro e letteratura dedicata al grande Achille Campanile. I biglietti sono quasi tutti esauriti (restano ancora poche unità in galleria) per la rappresentazione teatrale, ma prima dell’esibizione avverrà la cerimonia di proclamazione del vincitore del Premio Nazionale Teatrale indetto dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri diretta dal Maestro Claudio Micheli. La referente del Premio, professoressa Vera Dani, alla presenza dei giurati Arnaldo Colasanti (presidente), Simona Marchini e Gaetano Campanile, consegnerà il premio in danaro gentilmente messo a disposizione dalla Casa di Cura Madonna delle Grazie per la somma di € 1500,00, mentre il Fondo Campanile donerà al vincitore un ricordo del premio. Andrà così agli archivi la prima edizione di un Premio che, nonostante sia appena stato istituito, ha già raccolto tantissime adesioni (sessantotto i copioni regolarmente arrivati alla scadenza) e che lascia presagire un roseo futuro. In prima fila saranno presenti tutte le autorità, per chiudere “virtualmente” l’edizione numero uno della “Campaniliana” che si è svolta proprio in occasione del quarantesimo anniversario dalla scomparsa dello scrittore romano, vissuto tra Velletri e Lariano negli ultimi anni. Successivamente, spazio al teatro: la compagnia “Il Teatrone”, storica istituzione nel panorama culturale veliterno, porterà in scena dopo oltre trenta anni di assenza la commedia di Achille Campanile intitolata La moglie ingenua e il marito malato. Sotto la regia di Enzo Toto, un cast selezionato che ha lavorato duramente in questi mesi darà il meglio di sé per rendere – come avrebbe voluto il Maestro – una rappresentazione molto difficile e ricca di personaggi e colpi di scena. Il Teatro Artemisio-Volonté è vicino al tutto esaurito e per domenica anche gli ultimi posti rimasti in galleria saranno occupati (la prevendita è stata letteralmente presa d’assalto, e la platea si è riempita dopo appena una settimana). Il cast è composto da Enrico Lopez, Fulvio De Angelis, Elisabetta Berdini, Enrico Cappelli, Antonella Consolandi, Patrizia Bigi, Valentina Calcagni, Emanuele Cammaroto, Alessandro Toto, Marco Tredici, Emiliano Lopez e Fulvio D’Abbruzzi. Le prove sono state svolte anche sotto la supervisione di Gaetano Campanile, figlio dell’autore, che ha avuto dunque modo di rendersi conto del grande lavoro svolto dagli attori. Domenica 29 ottobre dunque si preannuncia come una data ricca di emozioni: dopo la premiazione e la rappresentazione, si tireranno le somme di un’iniziativa che ha riscosso consensi e apprezzamenti dal pubblico coinvolgendo più possibile la città di Velletri e non solo. La FondArC, l’Associazione Memoria ‘900, il Comune di Velletri e il Fondo Campanile avevano definito questa manifestazione, lunga e costellata di appuntamenti, come una scommessa perfettibile e audace. L’esito non può che considerarsi positivo.

È Francesco Brandi il vincitore della Prima Edizione del Premio Nazionale Teatrale “Achille Campanile”

2 Novembre 19:00 – La prima edizione del premio nazionale teatrale “Achille Campanile” ha il suo vincitore: dopo tanta attesa, finalmente svelato il nome dell’autore che si aggiudica il premio in danaro di 1500 euro messo a disposizione dalla Casa di Cura Madonna delle Grazie e la targa con il logo della manifestazione offerta dal Fondo Campanile. È Francesco Brandi, regista e sceneggiatore, a vincere il concorso con l’inedito “Prestazione occasionale”, copione di genere umoristico che è già in calendario al Teatro de’ Servi di Roma nel prossimo gennaio e al Teatro Carcano di Milano per i mesi successivi, ad inizio 2018. Il Direttore Artistico della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura, Claudio Micheli, sta lavorando per fissare la data zero al Teatro Artemisio-Volonté prima del debutto a Roma. La premiazione ha avuto luogo di fronte ad oltre quattrocento persone, nella domenica pomeriggio del Teatro Artemisio-Volonté stesso, prima dell’esibizione della compagnia “Il Teatrone” che magistralmente recitato La moglie ingenua e il marito malato di Achille Campanile. Madrina della serata la professoressa Vera Dani, consigliera della Fondazione, che ha dato il benvenuto ai presenti e fatto un breve bilancio della manifestazione, svolta in co-produzione tra la stessa FondArC e l’Associazione Memoria ‘900 con il patrocinio del Comune di Velletri e la collaborazione del Fondo Campanile. La città ha risposto benissimo partecipando attivamente alle svariate iniziative messe in calendario, dal convegno-spettacolo, ai reading, passando per la mostra e per la presentazione in prima nazionale dell’ultimo libro di inediti e dispersi di Campanile. La professoressa Dani ha posto l’accento sul grande lavoro di squadra che si è messo in moto, a partire dal Comitato Scientifico-Organizzativo, per consentire la buona riuscita della manifestazione che ha destato il gradimento generale di chi ha partecipato ai vari eventi proposti. L’auspicio per una seconda edizione è stato poi ribadito dal professor Arnaldo Colasanti, presidente della Giuria, intervenuto sul palco e che ha dovuto lavorare duramente per selezionare tra i sessantotto copioni pervenuti il migliore. Colasanti ha portato i saluti di Simona Marchini, altra giurata, impegnata nel Festival del Cinema di Roma (di cui è organizzatrice) e per questo impossibilitata ad essere presente. Il presidente della Giuria ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato al concorso rispondendo al bando indetto dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura, ed è arrivato dunque il momento del vincitore: Francesco Brandi, autore di “Prestazione occasionale”, visibilmente emozionato è salito sul palco spendendo parole di elogio per l’organizzazione. “Dopo aver vinto il Premio Flaiano, ora il Premio Campanile: sono davvero onorato e commosso – ha dichiarato – e anche contento di vedere che si bandiscono premi per commedie, spesso considerate opere meno importanti delle altre e che invece sono la linfa della cultura in questo paese. Il “Premio Campanile”, secondo me, è l’unico specifico per commedie in Italia”. Colasanti ha lodato il clima amichevole delle iniziative, la familiarità che la “Campaniliana” ha suscitato in lui, spendendo parole lusinghiere verso l’organizzazione: “ci sono tanti aspetti positivi nel Paese Italia, e uno è proprio quello della cultura e del suo valore sociale”. L’assegno è stato consegnato al vincitore da Pina Ilardi, in rappresentanza della Casa di Cura Madonna delle Grazie, mentre il premio – realizzato dall’orafo Duilio Leo – è stato donato direttamente da Gaetano Campanile. Sul palco per i saluti e le foto ufficiali anche l’Assessore Luca Masi, in rappresentanza del Comune di Velletri, e l’Assessore Fabrizio Ferrante Carrante, per il Comune di Lariano, oltre naturalmente al Direttore Artistico della Fondazione Claudio Micheli e alla referente del Premio Vera Dani. Al termine della premiazione tutti in poltrona per godersi lo spettacolo, ma alla fine dell’esibizione dei teatranti Francesco Brandi – napoletano di nascita e romano di adozione – ha rilasciato alcune dichiarazioni video che sono già disponibili in rete. L’appuntamento è alla seconda edizione della “Campaniliana”, con il Premio Nazionale Teatrale che parte già con numeri da record al suo primo anno.

Per la chiusura della “Campaniliana” torna a teatro “La moglie ingenua e il marito malato”

2 Novembre h.19:15 – Finale in grande stile per la Rassegna Nazionale “Campaniliana” che, dopo nove giorni ricchi di eventi, si è conclusa al Teatro Artemisio con lo spettacolo “La moglie ingenua e il marito malato” di Achille Campanile messo in scena dalla compagnia “Il teatrone” per la regia di Enzo Toto.

A nove giorni dal convegno-spettacolo che ha inaugurato una settimana carica di iniziative, domenica 29 ottobre si è conclusa come era iniziata la prima edizione della Rassegna Nazionale “Campaniliana”, lasciando la parola all’opera stessa di Achille Campanile. Non c’è dubbio, infatti, che uno dei pilastri sui quali si è sorretta l’intera manifestazione sia stato l’attraversamento della figura di Achille Campanile – quarant’anni dopo la sua scomparsa il 4 gennaio 1977 – nella sua dinamica complessità, alla riscoperta della vastissima produzione di un intellettuale, sempre impegnato tra letteratura, drammaturgia, giornalismo, critica e molto altro, spesso imbrigliata entro l’etichetta di “umoristica”. La rappresentazione de “La moglie ingenua e il marito malato”, in seguito all’assegnazione del Premio Nazionale Teatrale “Achille Campanile” attribuito a Francesco Brandi per il migliore copione inedito di registro comico, ha ricreato sul palco del Teatro Artemisio “Gian Maria Volonté” l’atmosfera quotidiana e al tempo stesso paradossale propria della scrittura campaniliana. Il clima propositivo della rassegna è stato rispettato per la scelta di portare sulle scene un’opera, tratta dall’omonimo romanzo edito nel 1941, che vi mancava da trent’anni, grazie all’impeccabile regia di Enzo Toto e della compagnia “Il Teatrone”. Al centro della vicenda è una situazione sospesa tra l’uso comune e il ventaglio delle probabilità, che prende avvio dalla crescita sulla fronte dello scienziato Silvio Rune, interpretato da Enrico Lopez, di due corna sulla natura delle quali si interrogano i diversi protagonisti. Muovendosi sul sottile discrimine tra la consueta espressione “avere le corna” e il suo senso letterale, sotto l’acuta lente di Achille Campanile – o meglio attraverso il suo monocolo –, attorno alla strana malattia del Professor Rune si profilano le disparate congetture del fratello Ottavio e di sua moglie Jolanda, della suocera Olga, della portinaia e di suo marito, degli inquilini del piano si sotto e di sopra Valem e Kalem, del Dott. Amand, dell’avvocato Karlsar, dell’investigatore Moller fino a giungere ad Adele, la moglie ingenua del professore che nega il tradimento, rispettivamente interpretati con estrema bravura da Fulvio De Angelis, Elisabetta Berdini, Antonella Consolandi, Patrizia Bigi, Marco Tredici, Emiliano Lopez, Lucio D’Abbruzzi, Emanuele Cammaroto, Alessandro Toto, Enrico Cappelli e Valentina Calcagni. A sorprendere dell’intreccio di quest’opera, nella quale le complicazioni aumentano invece di appianarsi, è il progressivo coinvolgimento, accanto ai due protagonisti evocati anche nel titolo, dell’intero stuolo dei personaggi in un dramma che da personale si trasforma in collettivo, quando un luogo comune del linguaggio si rivela essere comune anche nella realtà e tutti si scoprono traditi e traditori, ciascuno con il suo paio di corna metaforiche comparse all’ombra di quelle fisiche del Professor Rune. Una conclusione che non poteva essere migliore per la Rassegna Nazionale “Campaniliana”, ideata dalla Fondazione di partecipazione Arte & Cultura in coproduzione con l’Associazione Culturale “Memoria ’900”, con la collaborazione del Fondo Campanile e il patrocinio del Comune di Velletri, e che si spera che possa proseguire con altre e altrettanto partecipate edizioni nei prossimi anni, continuando a scavare nell’opera polifonica di Achille Campanile, lì dove tra un Eraclito che piange e un Democrito che ride si apre la faglia di un riso che, per il suo carattere ragionativo e al tempo stesso universale, nasce dal cervello.