Cardioprotetta la Domus Aurea

La Fondazione Giorgio Castelli Onlus dona gli ultimi due defibrillatori al Parco Archeologico del Colosseo

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Domus Aurea. La reggia che Nerone fece costruire sul Colle Oppio per celebrare la sua potenza e la sua identificazione con il dio Sole. Un unicum archeologico e storico, situato all’interno del Parco Archeologico del Colosseo che, come ricorda la Dottoressa Alfonsina Russo, direttrice del Parco, viene visitato ogni anno (dati prepandemia) da oltre otto milioni di visitatori, oltre – prosegue la direttrice – ad avere la presenza di maestranze, personale addetto alla sicurezza, fornitori e semplici cittadini che approfittano della bellissima area verde per una passeggiata con vista sull’Anfiteatro Flavio.

Una mole impressionante di persone che da oggi è più sicura. La Fondazione “Giorgio Castelli” Onlus ha infatti completato, con la donazione degli ultimi due defibrillatori, il progetto di cardioprotezione dell’intera area archeologica che comprende, oltre alla Domus Aurea, anche il Colosseo e i Fori Imperiali. Con quelli consegnati in questa occasione, sono complessivamente quattordici i defibrillazioni installati dalla Fondazione all’interno del Parco, dei quali cinque posizionati all’interno del Colosseo, sette nei Fori Palatini e due nel percorso all’interno della Domus Aurea.

“Con la consegna degli ultimi due apparecchi – dice il Dottor Vincenzo Castelli nel corso della Conferenza Stampa a margine della cerimonia – completiamo il progetto di cardioprotezione di uno dei siti archeologici più importanti del mondo. E l’efficacia di questo progetto è stata subito messa alla prova nei mesi passati, quando un turista statunitense, in visita al Colosseo, è stato colpito da arresto cardiaco. L’intervento tempestivo di uno dei custodi e la defibrillazione precoce hanno fatto in modo che l’uomo, altrimenti destinato a morte sicura, potesse essere restituito all’affetto dei suoi cari.”

I defibrillatori installati nel parco appartengono all’ultima generazione, come ha spiegato il tecnico della casa fornitrice: “Sono apparecchi controllati da remoto – ha spiegato – ad una centrale operativa in grado di controllarne la perfetta funzionalità ed intervenire immediatamente in caso di potenziale malfunzionamento, garantendone nel tempo la perfetta funzionalità. Un apparecchio in grado, anche, di mettere in contatto il soccorritore con la centrale operativa che, in viva voce, può assisterlo nelle operazioni di soccorso.”

Tecnologia d’avanguardia, formazione degli operatori che, come ricordava Castelli, hanno aderito in massa ai corsi di addestramento che la Fondazione ha organizzato all’interno del Parco Archeologico. Un esempio virtuoso di come istituzioni e volontariato possano collaborare per garantire la sicurezza della comunità.

Da oggi quindi i milioni di turisti che visitano la parte più bella della storia di Roma Antica possono farlo nelle migliori condizioni di sicurezza possibili.

E se il cuore si dovesse fermare per un attimo, sarà solo a causa della straordinaria bellezza che ci raccontano queste meraviglie della Città Eterna.