Castel Gandolfo, Paolo Belli M5S “struttura, organizzazione e formazione vedo il Movimento come Conte”

Paolo Belli e il M5S "Ora Giuseppe Conte parla la mia stessa lingua e da lui mi aspetto che metta in piedi assieme a tutti noi una Forza politica che sia in grado di condurre questo Paese verso il futuro con competenza, passione e trasparenza sulle ali della legalità";

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Meta Magazine intervista il consigliere comunale di Castel Gandolfo Paolo Belli del Movimento 5 Stelle

Cos’è cambiato secondo il Consigliere Belli nel M5S con l’era Conte?

“In primo luogo, ed è sotto gli occhi di tutti, il M5S è cambiato molto tempo prima dell’arrivo di Giuseppe Conte. Il Movimento ha iniziato un lento, impercettibile, ma inesorabile cambiamento dalla morte del suo creatore, Gianroberto Casaleggio.

Per motivi di spazio e tempo eviterò di ripercorrere tutte le fasi di questo cambiamento, ma il vero spartiacque è stato quello. Conte poi si è trovato ad assolvere un compito estremamente arduo, quello cioè di essere Capo del Governo, senza essere il leader della Forza politica che lo sosteneva.

Trovo che nel tempo dei due Governi: Conte I e Conte Bis, lui abbia lavorato di cesello, muovendosi sulla lama del rasoio come solo un grande politico può fare. E’ stato uno dei più grandi e competenti Capi di Governo degli ultimi quarant’anni, riuscendo a mantenere in equilibrio una Forza politica nata dal Popolo e per il Popolo, ma senza avere la struttura e l’organizzazione per poter governare.

Non voglio e non posso entrare in questa sede, in una disquisizione sulle Dottrine Politiche e sulla struttura necessaria per far funzionare un’Organizzazione che si accredita come capace di governare uno Stato ed un Paese complesso come l’Italia, ma di fatto, la mancanza di organizzazione e struttura è stato da sempre il tallone d’Achille del Movimento.

Poteva andar bene fintanto che siamo stati una Forza d’Opposizione, ma quando sei chiamato a governare un Paese di oltre sessanta milioni di anime, le cose cambiano drasticamente. Sono certo che lo stesso Gianroberto, se avessimo avuto la fortuna di averlo ancora tra noi e da fine stratega politico qual era, avrebbe modificato la sua creatura per adattarla alle mutate esigenze.

Confucio insegna che è dello sciocco non cambiar parere e coloro che si ostinano a voler restare aggrappati ad un’idea ferma, immutabile nel tempo, sono destinati all’insuccesso, perché è nella natura stessa dell’uomo e della realtà in cui siamo immersi, il cambiamento.

Ciò che una forza politica può e deve fissare sono i principii, l’etica e la morale sulla quale basare la propria azione; ma l’azione deve essere supportata da un’organizzazione che si adatti ai vari scenari che di volta in volta si modificano  e con i quali abbiamo a che fare.

Mi scuso per questo lungo preambolo, ma è necessario per far capire che Giuseppe Conte non è l’artefice, ma è il prodotto di un cambiamento già in essere; probabilmente non avvertito dai più, ma iniziato da lungo tempo.

Da Conte ora mi aspetto il consolidamento di questa Forza politica, la creazione di una struttura organizzata che sia in grado di rispondere celermente e con efficacia alle istanze dei cittadini e del territorio. Conte non è un messia, ma è la persona giusta al momento giusto per cercare di rimettere in piedi una macchina che stava perdendo i bulloni. Pensate al vecchio gioco, estremamente istruttivo, del Meccano; il vecchio Movimento era un’automobile costruita con i pezzi del Meccano e i bulloni, che la tenevano insieme erano fatti dalla buona volontà di tanti bravi cittadini. Oggi non basta più la sola buona volontà, anzi è da molto tempo che non bastava più, ma si è sopperito con tanta fatica da parte di quei veri Attivisti che hanno messo cuore e anima nel progetto di migliorare, in meglio, questo Paese.

Finalmente è arrivato il momento di trasformare la macchina fatta con il Meccano in una vera automobile, magari elettrica, assemblata secondo le leggi fisiche dell’ingegneria e da operai specializzati. Cosa significa tutto ciò? Significa che Giuseppe Conte dovrà essere ingegnere, architetto ed anche operaio specializzato per cominciare ad assemblare una vera struttura politica, organizzata secondo le logiche e le necessità attuali della politica.

Un altro detto recita: “à la guerre comme à la guerre”, cosa significa? Nel nostro caso che non puoi fare la grande politica, né nazionale, né locale con i ragazzi del “dopolavoro ferroviario”. Loro ci mettono anima e cuore, ma occorre molto altro, a partire, ad esempio dalla Formazione.

Giuseppe Conte, poco tempo fa, ha detto che serve una vera Scuola Politica che formi politicamente, culturalmente e amministrativamente quegli attivisti di buona volontà. Questo oggi dice Giuseppe Conte: struttura, organizzazione e formazione.

Io non sono entrato dalla porta principale del Movimento, sono entrato avvicinandomi ad un banchetto, mettendo a disposizione di quello che era uno splendido gruppo locale, le mie capacità, la mia passione e la mia voglia di cambiare questo Paese. Dalla fine del 2017, assieme ad un altro piccolo gruppetto di visionari, assetati di cambiamento, ho creato nella nostra sede di Castel Gandolfo, la prima vera Scuola Politica in presenza del Movimento 5 Stelle. Ho creato una struttura organizzata che parlava di formazione con attivisti studenti, video lezioni proiettate su un grande schermo e docenti che spiegavano in aula cos’è l’Amministrazione di un Comune, come funziona un Bilancio, come si costruisce una Mozione e come si crea una strategia politica basata sulle informazioni e la storia recente e più antica della nostra Repubblica. Avevamo portato questo primo progetto sperimentale di formazione ad esser riconosciuto a livello nazionale anche dalla stessa Associazione Rousseau. In seguito sappiamo cosa è accaduto e questo mio, nostro, grande progetto si è fermato.

Ora Giuseppe Conte parla la mia stessa lingua e da lui mi aspetto che metta in piedi assieme a tutti noi una Forza politica che sia in grado di condurre questo Paese verso il futuro con competenza, passione e trasparenza sulle ali della legalità”;

A livello locale cosa succede, la sua posizione Consigliere?

“Al momento, a livello locale nulla è cambiato. Sono stato eletto per rappresentare una parte della cittadinanza, sono in Opposizione e svolgerò, come ho fatto sin dall’inizio, il mio ruolo con rispetto verso la Maggioranza perché espressione democratica della volontà popolare. Ma oltre al rispetto userò la stessa determinazione nel controllare le modalità del suo operato. La Maggioranza a Castel Gandolfo è stata costruita da un insieme di Forze politiche mal amalgamate; l’Amministrazione del Sindaco Monachesi è retta dal PD, dal Centro Destra e da una Lista Civica orientata verso una sinistra. La storia e le cronache ci hanno dimostrato che non ha funzionato. Hanno voluto mettere insieme anime troppo differenti e con interessi spesso contrastanti che non hanno permesso un’Amministrazione armonica  in favore dei cittadini e del territorio. Non ce l’ho con nessuno in particolare, dopo anni che li frequento e conosco, posso dire che sono tutte brave persone, ma il “peccato originale” è stato il voler governare a tutti i costi!

Credo che sia il frutto di ordini superiori di partito, ma questo comporta un danno a tutta la comunità!

Spero che in futuro, alla prossima tornata elettorale, tutti si mettano una mano sulla coscienza e decidano che prima degli interessi di partito viene l’interesse della Comunità”;

Come vede il M5S tra un anno a livello locale e nazionale?

Direttore mi fa una domanda alla  quale solo un rappresentante della vecchia politica potrebbe rispondere, sicuramente con previsioni strampalate e tendenti all’esaltazione di sé e della propria squadra. Io mi ritengo una persona intellettualmente onesta, che cerca sempre di capire e ascoltare prima di parlare.

Come posso risponderle ad una domanda del genere senza avere la classica palla di vetro da chiromante? Potrei fare delle proiezioni sulla base delle informazioni oggi in mio possesso, ma sarebbe solo un esercizio di stile, perché se c’è una cosa che ho imparato in questi anni è che la politica cambia continuamente e repentinamente. Quello che però posso affermare è che io sarò sempre lo stesso sia a livello locale, sia se mi dovessi occupare in futuro di un territorio più ampio: una persona che cerca la Giustizia Sociale, dignità dell’individuo e del lavoro. Questi sono i tre pilastri della mia azione politica alla luce di un’etica e di una morale che oggi è sempre più difficile trovare, soggiogati dalla Società dell’apparenza che ha preso il posto della sostanza. Se il Movimento 5 stelle saprà custodire queste virtù, tra un anno o dieci nulla sarà cambiato nei suoi principi e nelle sue fondamenta, anche se dovesse indossare una maglietta con su scritto “Pippo, Pluto e Topolino”.

 

Grazie per l’attenzione.

Paolo Belli

 

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