Cattolici in politica sulle orme di Papa Francesco

La crisi balneare, il governo giallorosso, la scissione di Renzi: approfondimento sul dibattito intorno alla presenza dei cattolici in politica.

0
397
cattolici_politica
Cattolici e politica

La crisi balneare, il governo giallorosso, la scissione di Matteo Renzi. Gli ultimi scossoni nel panorama politico hanno riaperto il dibattito intorno alla presenza dei cattolici in politica.

La minoranza creativa. Dalla diaspora democristiana in poi in Italia non c’è più stato un contenitore politico capace di accogliere i cattolici italiani nella loro totalità. Come nelle elezioni politiche, anche in quelle amministrative un simbolo benedetto in maniera esplicita dal Vaticano non c’è e forse mai ci sarà. Non è un caso se il papa emerito Benedetto XVI, in un’intervista del 26 settembre 2009 durante il volo verso la Repubblica Ceca, ha esortato «la Chiesa cattolica a comprendersi come minoranza creativa che ha un’eredità di valori che non sono cose del passato, ma sono una realtà molto viva e attuale». Quindi, a chi rivolgersi? Si potrebbe iniziare da un libro intitolato Compendio della dottrina sociale della Chiesa. In esso è contenuta una sintesi dei discorsi e delle encicliche dei pontefici con al centro politica, giustizia, pace, lavoro, economia e diritti fondamentali. Basterebbe questo strumento, unito a informazione e spirito critico, a smascherare le fake news di candidati che si presentano come rappresentanti di questa parte dell’elettorato.

Centrodestra e centrosinistra. Allerta spoiler: nessuno dei partiti politici rappresentati in Parlamento ha un programma totalmente fedele al Compendio. La polarizzazione destra-sinistra ha portato infatti a preferire solo alcuni dei valori del Vangelo. A volte per scelta personale, a volte per interessi economici. Dato per scontato che qualsiasi progetto al centro, autonomo da entrambi i poli, sia inevitabilmente destinato al fallimento, al fedele non resta che scegliere il male minore. Sì, ma quale? Alla critica che tutti i politici sono corrotti, gli intellettuali cristiani rispondono che in quasi tutti i partiti ci sono esponenti cattolici fortemente influenzati da cardinali e vescovi ed è su di loro che occorre scommettere. Obiezione corretta, ma che non tiene conto di un aspetto fondamentale: sono sempre minoranza nel proprio gruppo. C’è chi esprime coraggiosamente il suo dissenso, chi prova la via del negoziato e chi, sfiduciato, si adegua passivamente alla maggioranza. In tutti e tre i casi i risultati sono quantomeno discutibili.

Dal metodo… Allora, da dove ripartire? Innanzitutto dal metodo: il discernimento. Secondo il gesuita di Civiltà cattolica padre Francesco Occhetta, autore del fortunato libro Ricostruiamo la politica. Orientarsi nel tempo dei populismi, «il discernimento in politica è come una bussola che orienta il cammino di un popolo, è l’arte di vagliare, setacciare, distinguere principi, dati scientifici: il “sentire” storico di una cultura per prendere una decisione». Lo strumento tanto caro ai gesuiti, è valido non solo per l’animo umano, ma anche per i fenomeni sociali. La scelta di un partito o di un candidato è più importante di quella di una squadra di calcio o di un prodotto commerciale. Talmente importante che può variare nel tempo, se fatta con sincera convinzione e non per interesse personale. Prima individualmente, poi in comunità, occorre vagliare quali sono le proposte in campo: quanto sono aderenti alla dottrina sociale della Chiesa? Poi le persone che le portano avanti: quanto sono coerenti con i valori che dicono di difendere? E, infine, quanti e quali obiettivi hanno raggiunto a fine mandato? Domande e riflessioni forse un po’ banali, ma che risuonano all’interno degli oratori e delle canoniche

.…al programma. La Chiesa, come qualsiasi altra istituzione laica, ha come fine ultimo quello di contribuire al miglioramento della società. La Chiesa cattolica poi, essendo una comunità universale, deve tener conto anche delle specifiche particolarità di ciascuno stato del mondo. Il fedele si aspetta delle risposte che riguardano le domande fondamentali dell’esistenza, ma che sono ispirate o quantomeno legate all’esperienza del quotidiano. Non è un caso che Papa Francesco stia aprendo processi per tornare su temi di estrema concretezza come la famiglia (Amoris laetitia), l’ambiente (Laudato sì), la condizione giovanile (Christus vivit) e, per chi crede, l’evangelizzazione (Evangelii gaudium). Se un politico oggi aspira a rappresentare i cattolici a livello comunale, provinciale, regionale, nazionale o europeo, non può prescindere dalle indicazioni del pontefice. L’unico ad aver compreso «che oggi non viviamo un’epoca di cambiamento quanto un cambiamento d’epoca» (Papa Francesco, Incontro con i rappresentanti del V Convegno nazionale della Chiesa italiana, 2015).

Print Friendly, PDF & Email