Amici dell’Est, non lontani anni luce, neppur vicini tuttavia: vi scrivo per parlarvi di spazio. No, non un’estensione compresa tra due o più punti di riferimento come indicherebbe la Treccani. Bensì lo spazio cosmico, quel vuoto che, secondo Barry Dainton, esiste fra i corpi celesti.
È buffo e al tempo stesso stimolante che lo faccia io, che vengo dal Litorale Nord di Roma. Perché, vi state chiedendo? Perché non è a Civitavecchia, Tolfa o Manziana che ha sede l’ESRIN (European Space Research INstitute), vale a dire l’Istituto Europeo per la Ricerca Spaziale; e non è né a Cerveteri tantomeno a Bracciano la Capitale Europea dello Spazio 2021.
Difatti, mentre il primo è ubicato a Frascati, la seconda ha ottenuto residenza temporanea a Colleferro. Entrambe rappresentano un motivo di orgoglio sia per la nostra Regione che per il nostro Paese.
Sì, l’Italia è all’avanguardia nel settore spazio, ma sembra che non tutti ne siano a conoscenza. Questo è un vero peccato, perché si tratta di qualcosa che tocca tutti da vicino, nei meandri della nostra quotidianità: avete notato come il simbolo della connessione Wi-Fi ricordi il segnale emesso da un satellite? Sapete che senza la tecnologia spaziale non potreste fare più uso del navigatore nei vostri viaggi?
La verità è che queste comodità evolutive rischiano di venir date per scontate, anzi già lo sono in larga parte. Corriamo il rischio di trasformarci in una popolazione “viziata” e questo alla lunga risulterà deleterio.
Niente paura, tratteremo questi temi in futuro su queste pagine, ritagliando per voi un piccolo spazio per lo spazio…con meno matematica possibile. Promesso!




















