



“Insieme, diamo voce al dolore invisibile”. Con questo messaggio, martedì 12 maggio alle 17:30 Pavona (la cerimonia presso Piazza Berlinguer) e alle ore 18:30 Cecchina (la cerimonia presso Piazza XV Aprile) hanno risposto all’appello della Giornata Mondiale dedicata alla Fibromialgia. 2 cerimonie partecipate e intense, che hanno unito istituzioni, cittadini e associazioni attorno a un simbolo concreto: le due panchine viola installate sul territorio con il patrocinio del Comune di Albano Laziale.
Le panchine, inaugurate al tramonto, vogliono essere un punto di riferimento permanente. Un simbolo di vicinanza, ascolto e supporto per tutte le persone che convivono con la fibromialgia. Sullo schienale, le parole che racchiudono il senso dell’iniziativa: “Ascolto • Rispetto • Empatia • Speranza” e “Insieme, si può”.
Le testimonianze: dare un nome al dolore
A promuovere l’evento sono state Giamaica, Pamela, Manola, Silvia e Francesca, cinque donne del territorio che hanno scelto di metterci la faccia. “La fibromialgia si vede, anche se non si vede”, hanno ricordato durante l’inaugurazione. “È un dolore cronico, invalidante, spesso non riconosciuto. Oggi vogliamo che diventi visibile. Che chi soffre sappia di non essere solo”.
A Cecchina in particolare è intervenuto il Dottor Alessandro Ambrosini, medico pediatra del NOC. La realizzazione grafica e artistica delle panchine è stata offerta dall’Associazione 4 Eventi presieduta da Valentina Brannetti.
Tanti i cittadini presenti, insieme ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale e del mondo della politica e del sociale. Un minuto di silenzio, poi la lettura di alcune testimonianze e lo svelamento delle panchine, avvolte da un nastro viola e da farfalle simbolo di rinascita.
“La fibromialgia non ci definisce. La nostra forza, sì”
Questo uno dei messaggi riportati sulla locandina dell’evento e ripreso negli interventi. L’obiettivo della giornata, come sottolineato dal Comune, è stato proprio questo: “Conoscere per comprendere. Comprendere per aiutare”. Sensibilizzare la comunità su una patologia ancora troppo sottovalutata, che colpisce soprattutto le donne e che impatta pesantemente sulla qualità della vita.
“Ascoltiamo. Capiamo. Sosteniamo. Insieme si può” non è solo uno slogan. Con le due panchine viola, Cecchina e Albano Laziale si dotano di un presidio di consapevolezza. Un invito quotidiano a non girare lo sguardo dall’altra parte.
Le panchine resteranno come punto di incontro e riflessione. Perché il dolore invisibile, da oggi, ha un posto visibile dove sedersi. E non sentirsi più soli.



















