Ciampino, Diritti in Comune sulle ciclabili “La mobilità alternativa si pianifica, non si improvvisa” 

"Ogni volta che c’è l'attuazione dei progetti di isole ambientali e ciclovie, si scatena tra le forze politiche un chiacchiericcio da bar che non rende conto della complessità di quella che dovrebbe essere la discussione, mentre la cittadinanza assiste sgomenta e impotente alla trasformazione dei pochi spazi pedonali in luoghi che disincentivano la socialitá, alla soppressione inutile di parcheggi, all'abbattimento del patrimonio arboreo della città".

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Ciampino - Piazza della Pace

“Ogni volta che c’è l’attuazione dei progetti di isole ambientali e ciclovie, si scatena tra le forze politiche un chiacchiericcio da bar che non rende conto della complessità di quella che dovrebbe essere la discussione, mentre la cittadinanza assiste sgomenta e impotente alla trasformazione dei pochi spazi pedonali in luoghi che disincentivano la socialitá, alla soppressione inutile di parcheggi, all’abbattimento del patrimonio arboreo della città. Da ultimo, la creazione di una corsia ciclabile su Via Col di Lana sta facendo molto discutere e ha scatenato uno scaricabarile tra Colella e Ballico su chi sia la vera madre del progetto. Una discussione sterile: le responsabilità, programmatiche e progettuali, ricadono su entrambe le amministrazioni.

Girando per Ciampino, possiamo vedere un mosaico di piste, corsie e marciapiedi ciclabili tutti diversi l’uno dall’altro. Al netto di una loro continuità di spazio metrico, sono interventi non integrati tra loro perché si rivolgono ad utenti della strada di fatto differenti, seppure tutti a due ruote. Ma che sia per svago o per necessità di trasporto, che uno sia giovane o anziano, lo spazio urbano, anche quello deputato alla viabilità, dovrebbe essere attraversato da tutte e tutti in sicurezza.

Sono, tra l’altro, interventi frutto di un compromesso che deriva da una mancata pianificazione urbanistica. Progetti che non sono pensati insieme al Piano del traffico e della sosta, ma saranno questi due piani – di cui ancora il lavoro dell’università è nella fase di “studio strategico” e quindi non sappiamo quando vedranno la luce – che dovranno poi adattarsi a queste scelte. Da qui deriva il problema di interventi diversificati da zona a zona, il problema dei parcheggi (le auto non scompariranno con una verniciata per terra) e anche del verde pubblico.

Sono interventi su “progetto”, ma la città pubblica, di cui piaceva riempirsi la bocca anche Emanuela Colella in campagna elettorale, non può essere una somma di progetti dettati dall’alto senza essere mai stati pensati prima: la città si pianifica su vari livelli di intervento urbanistico, integrati tra loro, la cui realizzazione deve essere programmata nei tempi adeguati. L’Amministrazione Colella non può, tra l’altro, più utilizzare la scusa del PNRR per pararsi dietro la necessità di utilizzare ad ogni costo questi fondi. Le fortissime criticità che avevamo più volte sollevato e che sono state sempre negate dall’Amministrazione, sono state invece certificate con la delibera di giunta n. 109/2025, con la quale la Sindaca Colella ha chiesto e ottenuto che tale risorse venissero utilizzate a valere su risorse statali (quindi non più PNRR) potendo così avere meno vincoli e tempistiche più lunghe per concludere le attività dei progetti (ora nel 2027). Non ci fosse stato il salvagente di un governo nazionale incapace di gestire i fondi UE, avremmo dovuto pagare con risorse comunali questi interventi.

Crediamo che una buona Amministrazione non sia quella che spende soldi tanto per spenderli, ma che utilizzi risorse pubbliche laddove queste siano finalizzate ad interventi che rispondono alle esigenze della città perché pensate e pianificate con l’ascolto della cittadinanza e la cui condivisione è parte integrante della progettazione e della loro realizzazione. Non è questo il caso.

Quello a cui invece stiamo assistendo è una polarizzazione del dibattito pubblico sulla viabilità cittadina che va a detrimento della visione di uno spazio pubblico accessibile per tutte e tutti”. Lo dichiara Diritti in Comune.