Cultura, politica e società, incontro tra Matteo Gabbianelli e Vittorio Nocenzi

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Matteo Gabbianelli, Vittorio Nocenzi e Maurizio Aversa
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Matteo Gabbianelli, Vittorio Nocenzi e Maurizio Aversa

“E’ sempre un piacere immenso  l’incontro – si legge in una nota diramata da Maurizio Aversa, segretario del Pcdi di Marino – con questo mastodonte della cultura castellana, italiana e internazionale. Un uomo curioso che se non lo avessi di fronte non lo immagineresti come un “adulto saggio”, ma come un ragazzo che vuole ancora scoprire e trovare mille risposte a nuove mille domande che si possono affacciare alle persone che vivono. Vittorio Nocenzi, del Banco, in splendida forma, dopo lo “scherzetto” della scorsa estate è alle prese col marchingegno di comunicazione portatile e fissa appuntamenti e scadenze orarie e settimanali. Ci accoglie, prima di giungere a studio, a Genzano, nel modo che gli è più consono: originale. Stava camminando per l’olmata in piano, bene, “non aspettatemi a studio, venite qui a camminare. Questo è un angolo delizioso di Genzano” e ci mostra con tutta la forza della appartenenza a quella fisicità fatta di cose e persone, non appena lo raggiungiamo, Matteo Gabbianelli dei Kutso ed io, proprio lì dove ci ha detto. Ora è drammaticamente alle prese con un problema non da poco, ci confida: “la società attuale, in particolare quella italiana, è sprofondata in modo sconcertante nella mediocrità. Sia nella quotidianità che nei grandi appuntamenti. Sia nella vita delle persone, giorno per giorno, che nella vita di chi ha responsabilità economiche, di comunicazione, di governo”. Insomma, un cruccio, che non è davvero risolvibile in una riunione o in un provvedimento. Infatti, Vittorio, illustra a Matteo uno dei cardini di cui egli cerca continuamente di individuare nelle persone con cui ha a che fare: l’affidabilità e l’intelligenza. Dice il fondatore-leader del Banco che “l’intelligenza può consentirci di uscire fuori da tutta questa palude. Ma che da sola forse non è sufficiente, in quanto è l’affidabilità che testimonia la possibilità di continuare nel tempo e di riproporre le responsabilità da mettere a frutto”. Faccio notare che, come avevamo azzardato nel chiedere a Matteo di candidarsi nella lista comunista per le amministrative di Marino, c’è una sorta di parallelo tra quanto fece il giovane Nocenzi candidato indipendente nel PCI negli anni settanta, ed oggi il giovane Gabbianelli candidato indipendente ( e per di più capolista) nella lista PCdI. Questa sorta di “passaggio del testimone c’è”, ma non prima, per l’informatissimo Vittorio che anche da dieci chilometri di distanza, segue pressochè quotidianamente il divenire delle cose marinesi, non prima di avere una rappresentazione sulla situazione della sinistra e del centrosinistra oggi (specie dopo arresti e malgoverno della destra). Il leader dei Kutso gli motiva dal proprio punto di vista come “l’impegno, il provare a fare in concreto, è un giusto tributo che ogni cittadino, in specie se ha idee, qualcosa da dire, qualche cosa da far valere, deve alla società e alla comunità in cui vive.- Espone, Matteo Gabbianelli, pressato da Vittorio – La vicenda del Palaghiaccio, la questione delle attività culturali, degli spazi collettivi per una crescita delle nuove generazioni fatta di relazioni, di emozioni, di cultura, di interscambio e mai di solitudine. I valori, il non ricercare la soppressione delle aspirazioni degli altri, ma, in positivo, mostrare la propria valenza, sono queste le spinte, che anche nella politica, anche nella amministrazione, possono trovare modo di interpretazione e concretizzazione”. Vittorio annuisce, ma vuole sapere se può esprimere realmente un moto di liberazione. Approfondiamo e dopo un po’ è disposto a dichiarare: “Finalmente! Esulta col suo vocione. Davvero siete riusciti (magari con qualche piccola incomprensibile eccezione) a riunire il centro e la sinistra! Un centrosinistra ampio, erano anni che Marino aveva bisogno di questo. Ricordo perfettamente le analisi e i tentativi di interpretazione delle divisioni con cui Mirko Laurenti e Maurizio Aversa mi hanno tempestato alla ricerca di un comune sentire per cercare vie d’uscita. Ora – aggiunge Nocenzi – mi dite, e non ho ragione di dubitare, che grazie alle volontà politiche che convergono; e grazie a questa candidata di specchiata moralità, di sicura provenienza politico-sociale, e di acclarata capacità professionale, quale è Eleonora Di Giulio, siete ben posizionati in campo, pronti a prendere la guida della città. Sono felice, per i marinesi, e per il vostro percorso. Davvero un sincero “in bocca al lupo”, a voi tutti e a Matteo affinchè possa dimostrare che ci si può elevare concretamente dalle nebbie che talvolta ci sommergono nelle mediocrità diffuse”. Impegni per il futuro? Con Vittorio è così: non scadenze programmate ma infinito amore per la sua Marino. Input per Matteo? Sicuramente uno: provaci Matteo! E per Eleonora? Ha le caratteristiche e la squadra giusta per attivare un rinascimento marinese. A 44 anni dall’uscita del “Salvadanaio”, il ragazzo rock/prog è più – conclude Aversa – vivace che mai”.

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