Dario Casani si dimette dalla carica di Responsabile della Comunicazione del partito Rivoluzione Animalista.

Dario Casani si dimette da responsabile comunicazione di RA. Tutte le motivazioni del professionista romano sulla sua drastica scelta a 3 anni dalla sua nomina.

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Dario Casani: “ecco il perchè delle mie dimissioni da Responsabile comunicazione RA”.

Dario Casani si dimette dalla carica di Responsabile della Comunicazione del partito Rivoluzione Animalista.

Tutte le motivazioni del professionista romano sulla sua drastica scelta a 3 anni dalla sua nomina.

“L’esperienza nel partito è stata sicuramente illuminante sotto alcuni aspetti, deludente sotto molti altri. Non ho rimpianti perché sono sicuro di aver dato al partito molto più di quello che ho ricevuto, purtroppo però, quando ho realizzato che RA non aveva intenzione di svilupparsi in un modo sano e organizzato, ma che stava fondamentalmente “sparando a caso” nominando coordinatori Nazionali e Regionali sulla base non di meriti, ideali o competenze, ma su quella delle conoscenze personali (molte volte nemmeno troppo verificate) ho preferito fare un passo indietro. Dal punto di vista strettamente professionale abbiamo fatto davvero tanto con pochissimo, anzi, possiamo dire con niente, ma non era più possibile sviluppare o studiare dei piani comunicativi basati solo ed esclusivamente su nomine di coordinatori. Puoi essere bravo quanto vuoi, ma se non hai nulla da comunicare e soprattutto se non puoi avere un controllo reale sulla linea comunicativa del partito, avere un responsabile della comunicazione non serve, soprattutto nel momento in cui la prima cosa che manca all’interno del partito è proprio la comunicazione. Non c’era un dibattito con la base, non c’erano riunioni o discussioni politiche sui temi o sulle alleanze, sulle opportunità, sui programmi o semplicemente sulle idee e le proposte per il territorio. Tutto era deciso solo ed esclusivamente dall’alto, il più delle volte senza che neanche io ne venissi informato. Se a queste problematiche si aggiungono improbabili “alleanze politiche” mai discusse con la base, riunioni inesistenti, un coordinamento tra coordinatori regionali (che di base coordinavano loro stessi) totalmente carente, si capisce come la mia decisione sia stata anche troppo tardiva. Nel mio cuore so di aver provato in tutti modi a guidare il Segretario verso una comunicazione strutturata e professionale, creando documenti, linee guida, regole di comunicazione, idee e progetti (quasi sempre rimasti lettera morta) che portassero il partito ad essere un vero partito politico e non una semplice pagina facebook che pubblica foto di gatti e animali abbandonati, ma ho evidentemente fallito a causa della totale mancanza di un pezzo fondamentale della comunicazione politica di un partito: la politica. Molti mi hanno accusato di aver “abbandonato” il Partito nel momento del bisogno, quando si stava preparando alle elezioni comunali di Roma. E’ vero, l’ho fatto, ma proprio perché, avendo valutato in questo ultimo anno l’andamento delle cose al suo interno, non volevo associare il mio nome (a livello professionale) ad una comunicazione che non avrebbe seguito nulla di quello che indicavo, che sarebbe stata confusa, convulsa e piena di contraddizioni. Io credo che se un responsabile della comunicazione non ha il controllo reale della comunicazione dal Partito, perché non viene informato di nulla e soprattutto si ritrova pubblicati articoli/post mai passati sotto i suoi occhi, di fatto non può essere “responsabile” di quello che il partito comunica e soprattutto di come lo fa: quindi le dimissioni erano d’obbligo. Durante la campagna elettorale di Roma (che dubito RA sarà in grado di affrontare) le cose non sarebbero di certo migliorate, anzi. Auguro al Partito tutte le fortuna possibili sperando che trovi la forza di cambiare radicalmente molte delle idee che al momento gli impediscono di decollare, focalizzandosi sui territori, ascoltando gli iscritti e i simpatizzanti, parlando con gli animalisti e le associazioni, decidendo una linea precisa di questa “Rivoluzione”, ma soprattutto nominando i coordinatori partendo dal principio base che per essere Coordinatore si deve avere qualcuno da coordinare”. Lo dichiara Dario Casani

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