Discarica Albano, dopo la Befana si annuncia sit-in sotto la sede della Città Metropolitana

Alla manifestazione parteciperebbero il Comune di Albano e le associazioni per chiedere la revoca dell'ordinanza che ha riaperto la discarica

0
178
roncigliano
roncigliano

“Una manifestazione congiunta sotto la sede della Città Metropolitana di Roma in piazza Santi Apostoli da tenersi subito dopo la Befana e organizzata dal comune di Albano, insieme a cittadini, associazioni e comitati territoriali per chiedere – tutti insieme – al sindaco capitolino Roberto Gualtieri di non sottoscrivere la proroga di ulteriori 6 mesi dell’ordinanza di riapertura della discarica di Albano sottoscritta dall’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi, a luglio scorso, visto che il primo cittadino di Roma che riveste anche il ruolo di sindaco della ex Provincia è l’unico deputato a firmare o meno la proroga. Inoltre, lo scopo dell’iniziativa sarebbe anche quello di invitare l’assessora capitolina ai Rifiuti Sabrina Alfonsi a trovare soluzioni alternative ad Albano all’interno del suo territorio di competenza”. Si legge in una nota diramata dall’Associazione Salute Ambiente Albano – Cancelliera, che aggiunge: “È l’ipotesi di cui si è discusso ieri pomeriggio 22 dicembre, a palazzo Savelli, sede del comune di Albano. Presenti all’incontro il sindaco Massimiliano Borelli, l’assessore ai Rifiuti Maurizio Sementilli, la comandante della Polizia Locale Maria Luisa De Marco, i referenti dell’associazione Salute Ambiente Albano, Amadio Malizia e Elena Mazzoni; del comitato UST, Ettore Ronconi e Marika Roma, e infine del comitato No Inc, Simona Silvestri e Giuliano Tripolini. Le ipotesi sul campo sono due.

Prima: il comune di Albano non esclude più di essere costretto, laddove la proroga venga confermata, a sottoscrivere una ordinanza di chiusura urgente della discarica di Albano, sulla base dell’inquinamento riscontrato da Arpa Lazio nelle falde acquifere sottostanti il sito industriale da cui attingono centinaia di pozzi ad uso civile e commerciale della zona, ancora sprovvista di acquedotto pubblico. Seconda: istituzioni e cittadini sono pronti a reiterare all’Ufficio Rifiuti Lazio la richiesta di revoca in autotutela delle vecchie autorizzazioni regionali classe 2009 mai revisionate e aggiornate, ma su cui si fonda la riapertura del VII invaso”. Conclude la nota.