L’Ente Parco cambia passo sull’annoso tema della difesa delle proprie ragioni in Tribunale. Se, infatti, di norma la difesa del Parco, come quella di altri Enti pubblici, è affidata all’Avvocatura dello Stato, di fatto tale soluzione si rivela, in alcuni casi, non rispondente alle esigenze dell’Ente.
“Si moltiplicano in modo preoccupante – spiega il commissario straordinario del Parco, avv. Ivan Boccali – le condanne a pagare per le più diverse situazioni, e il motivo fin troppo spesso è che nessuno si presenta nelle sedi deputate in nome del Parco, nonostante l’Ente ricorra sistematicamente alla procedura stabilita per avere una difesa. Oppure, accade che chi è indicato per difendere l’Ente non sempre ne argomenta, e ne conosce, adeguatamente le ragioni. Il risultato è una crescita inaccettabile delle cause che l’Ente perde, con elevate somme di denaro da pagare. Così, per rispettare il principio per cui si deve limitare l’affidamento di incarichi di difesa ad Avvocati scelti dai singole PA, ci troviamo a pagare dieci volte tanto, quando va bene, una parcella media che, se fossimo stati difesi in modo diverso, avremmo risparmiato alle tasche della Collettività“.
Assicurare all’Ente Parco una tempestiva ed efficiente difesa in giudizio, con la possibilità di ricorrere, per specifici casi chiaramente elencati nell’atto di indirizzo appena adottato dal Commissario straordinario (DCS n. 24/2025, “Rappresentanza e difesa in giudizio dell’Ente Parco – Atto di indirizzo“), a Professionisti scelti e seguiti direttamente dall’Ente Parco, con i quali avere un dialogo continuo, che permetta un controllo costante della costruzione della difesa: nulla di diverso da quanto si fa quando si devono portare le proprie ragioni davanti ad una autorità giudiziaria.
“Con questo atto di indirizzo – prosegue Boccali – ho voluto porre un freno alla tendenza per cui si fa causa all’Ente confidando nella sua debole difesa. Un conto è perdere – e dover pagare – perchè si è in errore, altro conto e sprecare le risorse pubbliche per motivi totalmente differenti, come quello di mostrare una debolezza di metodo e non di merito“.
Salvo i casi individuati dall’Ente, il Parco continuerà a rivolgersi all’Avvocatura dello Stato ma chiedendo risposte in tempi congrui, inoltre, per le situazioni che richiedono un intervento diverso, si procederà a incaricare professionisti il cui compenso sarà il minimo stabilito per legge per la tipologia di prestazione richiesta.



















