Esce Tra razionalismo e irrazionalismo: il pensiero di Bruno Fabi di Patrizia Audino

Il libro della professoressa di filosofia Audino è stato pubblicato dalla casa editrice Armando Tra razionalismo e irrazionalismo: il pensiero di Bruno Fabi

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Tra razionalismo e irrazionalismo: il pensiero di Bruno Fabi

Il libro della professoressa di filosofia è stato pubblicato dall’illustre casa editrice “Armando”

Esce il libro “Tra razionalismo e irrazionalismo: il pensiero di Bruno Fabi” della scrittrice veliterna Audino

Con la prestigiosa editrice Armando di Roma, la professoressa di filosofia Patrizia Audino ha pubblicato, nel decennale della morte del grande filosofo Bruno Fabi, un libro da titolo emblematico “Tra razionalismo e irrazionalismo: il pensiero di Bruno Fabi”. Nell’introduzione dell’autrice, si legge un esergo commovente: “Ricordo le sue parole al telefono, non avendolo conosciuto di persona: Cara professoressa, chiunque dinanzi a un impegno profuso per rendere pubblico il proprio pensiero non può non essere riconoscente a chi si adopera per farlo”. Infatti, Patrizia Audino, vivente il Fabi, aveva organizzato nella sua scuola superiore un seminario sul libro centrale del grande filosofo: “Il Tutto e il Nulla”, al quale avevano partecipato i firmatari del “Manifesto dell’ Irrazionalismo sistematico” Franco Campegiani, Filippo Ferrara e Aldo Onorati, nonché gli studenti guidati dall’Audino. In questo prezioso testo sono raccolte le documentazioni del convegno, di cui si interessò la stampa e le varie radio-tv invitate. Inoltre – e questo è molto importante – il libro si apre con un capitolo straordinario a firma della Audino: “Gli sviluppi dell’Irrazionalismo nella storia della filosofia”, ove si evince il ruolo rivoluzionario del Fabi, scrittore, poeta, pittore, “ingegno multiforme” (così lo definisce Aldo Onorati che ha curato quasi tutta la pubblicazione della sua opera omnia), Procuratore Generale Onorario della Corte Suprema di Cassazione e Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica, professore all’università di Urbino di “Diritto Romano”, fondatore del movimento di pensiero “Irrazionalismo sistematico” nel quale ribalta le tesi di Hegel secondo il quale “Tutto ciò  che è razionale è reale è tutto ciò  che è  reale è  razionale”, mentre Fabi dimostra che ” Tutto ciò che è  reale è  irrazionale”, aprendo un orizzonte che si lega, sviluppandola, a tutta la produzione letteraria e artistica in genere ispirata alle teorie dell’inconscio e al pensiero di Bruno Fabi, al quale sono debitori molti giovani studiosi e poeti e letterati. Proseguendo nella lettura di questo singolare libro, troviamo riportate le riflessioni che nel giorno del seminario vennero fatte da Franco Campegiani, Filippo Ferrara e Aldo onorati, tutte e tre su versanti diversi ma complementari, data la complessità del personaggio trattato. Campegiani approfondisce il versante filosofico contenuto nel capolavoro di Fabi “Il Tutto e il Nulla” (del quale il saggista marinese ha stilato la post-fazione della seconda edizione); Ferrara esamina il contesto del “razionalismo hegeliano” e della contrapposizione di Schopenhauer, fino a Popper di cui Ferrara è studioso; Onorati parla della conoscenza avuta con Bruno Fabi, del quasi ventennale rapporto con il grande pensatore. Chiude il testo una trilogia: interviste ai firmatari del Manifesto dell’Irrazionalismo Sistematico, nelle quali si evince l’attualità del messaggio fabiano, anzi: la proiezione di esso nel futuro, dato lo spostamento del mondo e dell’esistenza verso una sorta di “irrazionalità” che coinvolge l’uomo e le cose di cui egli si serve, devastando il pianeta e alterando il clima. Teniamo presente che sia Campegiani, sia Ferrara che Onorati hanno frequentato Bruno Fabi, assorbendo direttamente dal maestro anche quei concetti, quei corollari, quelle ipotesi che non sono contenute per intero nell’opera omnia. Fatto sta che, il giorno della sua morte e nella settimana a seguire, tutta la stampa nazionale ha parlato a grandi caratteri del Fondatore del Movimento Filosofico, e sarebbe auspicabile raccogliere quei numerosi articoli un fascicolo unico onde ampliare, grazie al contributo dei giornalisti, la visione su uno dei più significativi filosofi italiani del Novecento.

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