“Grottaferrata, riscontriamo la nota pubblicata dal Comune in merito alla Variante urbanistica semplificata dell’Ex Traiano.
Innanzitutto dobbiamo specificare che gli atti si leggono e l’unica interpretazione che gli diamo è sempre e solamente legata alla gestione della cosa pubblica, nell’interesse dei cittadini.
Ovviamente conosciamo le leggi che regolano la materia e, ribadiamo, che riteniamo grave che scelte effettuate su un comprensorio dalla vicenda urbanistica così lunga e tormentata, non vengano effettuate dalla politica, cioè da chi ha avuto la fiducia dei cittadini per governare. E’ un sano principio della democrazia, che riteniamo sia imprescindibile.
Sappiamo bene che il Dirigente può decidere attraverso una semplice determinazione, ma la riteniamo una scelta in questo caso fortemente inopportuna, perché crediamo che inserire un numero maggiore di abitanti in una situazione già estremamente complessa per via della viabilità (poco significativi sono in casi del genere i metri quadrati di standard), ma anche con ricadute a livello sociale ed economico, riguardi le scelte dei politici, che hanno un mandato affidato da parte dei cittadini e a cui sono tenuti a rispondere.
La Variante in oggetto non è assolutamente un atto dovuto ai privati, che per loro interesse possono proporre, ma il Comune può e deve perfino contrattare per ottenere il miglior interesse pubblico possibile.
L’interesse pubblico nell’ultima Variante non esiste. Ed è gravissimo.
Ben diverso è il ragionamento riguardante il contributo di valorizzazione non percepito: ricordiamo che il Piano Integrato ha trovato motivo di essere approvato nel 2010 attraverso la pubblica utilità (le opere previste nel 2006 e praticamente cancellate da questa Consiliatura), legata ai benefici del cambio di destinazione d’uso della volumetria già insediata. Questo ultimo cambio di destinazione ha comportato un discreto innalzamento del valore immobiliare e un relativo onere di valorizzazione che deve essere corrisposto. Non si capiscono le ragioni per le quali non sia stato richiesto ed ottenuto.
Analogamente ad altri comuni per situazioni simili, in testa Roma, il Comune di Grottaferrata dovrebbe chiedere ai proprietari per tutte le trasformazioni riguardanti la rigenerazione urbana, un giusto contributo economico, unica motivazione amministrativa in cui è ravvisabile l’interesse pubblico e per il quale ci può essere la disponibilità da parte dell’Amministrazione al recepimento delle progettualità dei privati.
Riteniamo molto grave non aver letto nulla nel comunicato riguardante il coinvolgimento della Regione Lazio nella vicenda amministrativa: ribadendo l’attuale possibile confusione delle norme, vista la recente approvazione della L.R. 12/25, a nostro parere è fondamentale la trasmissione alla Regione della Variante per la conformità urbanistica, con la formazione del silenzio assenso dopo 60 giorni. Non vorremmo che questa mancanza possa generare in futuro controversie con la proprietà sulla piena validità degli atti con possibili richieste di danni nei confronti dell’Amministrazione comunale”. Lo rendono noto Fare Bene a Grottaferrata e Movimento Politico Libertas




















