Falso e truffa Aggravata: 28 dipendenti degli Istituti Regina Elena e San Gallicano a processo

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Roma, 11 giugno 2024 – Dopo anni di meticolose indagini, la Procura di Roma ha deciso di rinviare a giudizio 28 dipendenti dell’Istituto Tumori Regina Elena e dell’Istituto Dermatologico San Gallicano. Gli imputati dovranno rispondere delle accuse di falso e truffa aggravata e continuata ai danni di un ente ospedaliero. La prima udienza del processo è fissata per il prossimo 9 settembre.

Un’inchiesta su larga scala

L’indagine è partita dalla denuncia dei dirigenti degli IFO (Istituti Fisioterapici Ospitalieri), che ha rivelato un quadro preoccupante di corruzione e assenteismo all’interno delle strutture sanitarie. Inizialmente, la Procura aveva messo sotto osservazione oltre duecento dipendenti, ma alla fine, il cerchio si è ristretto a 28 persone che ora dovranno affrontare il processo.

Il periodo incriminato

I fatti contestati risalgono al periodo antecedente la pandemia di COVID-19, precisamente tra ottobre 2018 e giugno 2019. Durante questi mesi, i dipendenti incriminati avrebbero orchestrato un sistema per timbrare i cartellini al posto dei colleghi, permettendo così un continuo andirivieni di impiegati, tecnici, infermieri e medici. Invece di adempiere ai loro doveri lavorativi, molti di loro erano impegnati in attività personali come shopping, colazioni al bar, faccende domestiche, portare l’auto dal meccanico, accompagnare e riprendere i figli da scuola e, in alcuni casi, svolgere un secondo lavoro.

Le prove raccolte

La Procura ha costruito il caso grazie a una vasta raccolta di prove, tra cui immagini delle telecamere di sorveglianza posizionate intorno ai tornelli degli istituti, pedinamenti e riscontri tramite dispositivi GPS. Questo lavoro investigativo ha permesso di documentare il modus operandi degli imputati e ha fornito un quadro dettagliato delle loro attività illecite.

Nessun provvedimento interno

Nonostante il rinvio a giudizio, i 28 dipendenti continuano a lavorare regolarmente e, finora, non hanno subito alcun provvedimento disciplinare interno. Anzi, secondo fonti interne agli IFO, alcuni di loro sono stati addirittura valutati positivamente nei periodici premi di produzione. Questa situazione ha sollevato non poche polemiche all’interno degli ospedali e tra l’opinione pubblica, alimentando interrogativi sulla gestione dell’amministrazione. Laura Figorilli, Direttore amministrativo degli IFO, non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito, mantenendo un silenzio che molti ritengono imbarazzante e inopportuno.

Conclusioni

Il processo che inizierà a settembre sarà un banco di prova non solo per gli imputati, ma anche per l’intero sistema di gestione degli IFO. La comunità ospedaliera e i cittadini attendono con interesse gli sviluppi della vicenda, nella speranza che venga fatta chiarezza e giustizia su un caso che ha minato la fiducia nelle istituzioni sanitarie.

Nel frattempo, l’attenzione resta alta su come la direzione degli IFO intenderà gestire la situazione, garantendo trasparenza e rigore nella valutazione delle responsabilità interne.