Fdi Castel Gandolfo “La Giunta Monachesi, 8 anni di nulla”

Duro atto d'accusa del portavoce del Circolo di Fdi a Castel Gandolfo Fabio Angeletti al sindaco Milvia Monachesi e alla sua Giunta 

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Degrado Castel Gandolfo

Duro atto d’accusa del portavoce del Circolo di Fdi a Castel Gandolfo Fabio Angeletti al sindaco Milvia Monachesi e alla sua Giunta 

“Il 26 maggio scorso abbiamo assistito ad un “atto d’accusa” formulato contro un ex assessore comunale reo di non essersi piegato all’ordine dato dal suo Sindaco, e cioè quello di tramare contro un suo stesso compagno di partito (Marta Toti), cercando di convincerla a mollare la poltrona di Presidente del Consiglio Comunale, poltrona che successivamente sarebbe stata ceduta a lui come segno di riconoscimento. In occasione del Consiglio Comunale il Consigliere Bruno Camerini è stato inoltre accusato di aver intralciato l’opera amministrativa degli uffici, come se tale comportamento fosse la reale causa del totale fallimento (per la seconda volta) di questa amministrazione.  Sono otto gli anni da quando Milvia Monachesi è eletta Sindaco della nostra bella Città, otto anni di “nulla”; otto anni di rincorse a mettere toppe a destra e a sinistra (alcune messe anche male); otto anni di sedute consiliari dove è sempre andata in scena la falsità e l’ipocrisia, l’arroganza e la presunzione, la strafottenza e la maleducazione. Però continua ad essere lì, aggrappata a quella poltrona, oserei dire, grazie anche alla complicità delle forze di opposizione, rei di non aver fatto nulla per smontare quel “castello di illusioni” creato da chi ha portato a casa una vittoria elettorale grazie a delle promesse che non erano del tutto sicuri di poter mantenere. Nonostante tutto c’è ancora chi difende a spada tratta sia lei, il Sindaco, che la sua Giunta. Nonostante tutto c’è ancora chi crede ad ogni singola parola che esce dalla bocca di quei “politici”. Persone che hanno dimostrato di pensare solo al bene di alcuni e non a quello dell’intera comunità, e le prove sono sotto gli occhi di tutti.

Qualche passo indietro

Suo il merito di aver “esiliato” ad Albano Laziale il nostro Corpo di Polizia Locale, lasciando così la nostra Città priva della necessaria “deterrenza” che un comune di una certa importanza deve essere in grado di dimostrare di possedere nei confronti di chi se ne infischia delle leggi e dei regolamenti. I risultati non si possono nascondere, sono sotto gli occhi di tutti tranne di chi dovrebbe “agire”. Milvia Monachesi continua a sbalordirci. Suo è anche il merito di aver trasformato la più importante piazza di Castel Gandolfo in un set pubblicitario. Pensate, la piazza più in vista e frequentata della nostra Città, presente su milioni e milioni di cartoline sparse per il mondo, è stata trasformata in un set pubblicitario di un noto farmaco che combatte la diarrea. Proprio un bel salto di qualità, non trovate? Dalla piazza dove si sono affacciati tutti i Papi fino a giungere a Papa Ratzinger, a piazza dove viene registrato uno spot televisivo a favore di una cura per i nostri problemi di intestino. Chissà cosa avranno avuto da dire in merito i nostri vecchi sindaci? Non finisce qui. Dopo 5 anni passati a girarsi i pollici (a parte gli stupendi murales dipinti al Terminal Bus) è giunta l’ora di passare “alla conta”: le elezioni amministrative del prossimo 11 giugno sono alle porte ed essendo scesa in campo una nuova forza politica, sarebbe meglio mettere a segno alcuni colpi, giusto per far capire agli indecisi da che parte stare.

1° colpo: nel Consiglio Comunale del 29 settembre 2016 viene conferita la cittadinanza onoraria al Sindaco di Crognaleto (prov. di Teramo) Giuseppe D’Alonzo. Sulla sua pagina social il Sindaco scrisse che la scelta di conferire l’onorificenza aveva lo scopo di “rendere ancora più forte ed ufficiale il legame nato, nell’immediato dopoguerra, con l’insediamento a Pavona di un gran numero di famiglie provenienti dal paese abruzzese che, pur mantenendo una relazione molto forte con il paese natio, sono divenuti parte integrante e forza attiva del nostro tessuto sociale”;

2° colpo: “Il giorno 8 giugno 2017 presso l’assessorato all’urbanistica della Regione Lazio, il Comitato Regionale per il Territorio ha approvato definitivamente, con parere favorevole, la Variante Generale al Piano Regolatore della Città di Castel Gandolfo, bloccata in Regione dall’anno 2007”. Un forte segnale alla cittadinanza di Pavona e delle Mole che si apprestava ad andare alle urne per confermare per altri 5 anni la Giunta Monachesi alla guida della nostra Città;

3° ed ultimo colpo: il rifacimento del manto stradale a Pavona, su Via Leonardo da Vinci, Via Ugo Foscolo, Via Giosuè Carducci e parte di Via Michelangelo. Pratiche iniziate nel 2016 per essere terminate il 18 maggio 2017 con l’aggiudicazione della Ditta vincitrice dell’appalto. Ma il tempo stringe: occorre subito iniziare i lavori, ma il Codice degli Appalti fissa dei tempi tecnici da seguire, a meno che… non sia dichiarato il “carattere d’urgenza”. Detto e fatto. L’11 giugno 2017 le urne hanno parlato: Milvia Monachesi ringrazia.

La tanto sperata costruzione delle palazzine alle Mole

La lottizzazione doveva sorgere su una porzione di verde ampio 4,5 ettari, ovvero quanto 9 campi da calcio di serie A, situato proprio davanti al parco archeologico ibernesi. Area in parte di proprietà pubblica, in parte privata. Sarebbero stati 8 palazzi, ovvero 120 appartamenti, 80 destinati ad essere venduti al prezzo calmierato delle cooperative edili e 40 al normale valore di mercato, oltre ad una area commerciale-artigianale destinata ad ospitare vari servizi ancora non ben definiti. Ma quando il cemento stava per prendere il posto del verde, degli ulivi secolari, delle viti e dei frutteti, a giugno 2019 sono arrivati i due pareri negativi della Soprintendenza paesaggistica che hanno bloccato la lottizzazione. Nel frattempo imprese e cittadini hanno anticipato i soldi, ora attendiamo la sentenza del TAR che, a dire del Vice Sindaco e Assessore all’Urbanistica, Cristiano Bavaro, dovrebbe arrivare nel corrente mese di giugno. Il tempo passa e alcuni cittadini residenti a Pavona, dopo l’euforia provocata dall’uscita di alcuni manifesti a pochi giorni dalle elezioni dell’11 giugno 2017, sentono che sulla loro testa si sta abbattendo una tromba d’aria capace di spazzare via tutte le promesse fatte. Hanno il sentore che i soldi pagati di tasse per quindici anni stiano andando in fumo e con essi tutti i sogni che alcuni politici locali hanno alimentato con le loro promesse. I risultati purtroppo non si sono fatti attendere. Qualcuno ancora oggi dice: “ve lo avevamo detto di non fidarvi?”, ma non c’è stato nulla da fare. Abbiamo un’amministrazione, come detto in precedenza, che combatte per tutelare gli interessi di alcuni, mentre se ne infischia di tutelare l’ambiente che ci circonda. Infatti se ne è guardata bene dal costituirsi parte civile nel processo che dal 15 marzo 2017 vede imputata la ditta che ha fatto il lavoro di costruzione della chilometrica condotta fognaria di Via Antonio Gramsci (la strada che da Castel Gandolfo scende al lago). Una banchina artificiale di metri 700 x 4 circa che costeggia il lato acqua e arriva fino a lambire la cosiddetta “Cabina del Papa”. Il tutto realizzato con gli sversamenti di migliaia e migliaia di metri cubi di materiale terroso di riporto. Gridano “alla diffamazione” e citano in giudizio cittadini che ripetutamente e con tutti i mezzi che la legge mette loro a disposizione, chiedono di “aprire gli occhi e le orecchie” sulle criticità presenti sul territorio, quando – invece – chi dovrebbe sentirsi ripetutamente diffamata da questa politica è l’intera comunità di gandolfina. Nel frattempo il territorio cade in pezzi. La politica continua a non rispondere alle sollecitazioni, fa le orecchie da mercante. L’opposizione non c’è e se c’è tace o si astiene. Attorno ad essa un territorio in stato comatoso. Ho documentato con foto e video il degrado e lo squallore in cui versano le spiagge del nostro Lago, gli alberi abbattuti con la complicità delle tenebre (e sicuramente di qualche simpaticone) e lasciati a terra a marcire. I vecchi bagni pubblici (situati alla fine di via Antonio Gramsci e a due passi dal Ninfeo Dorico), oramai aperti a ratti, striscianti e a qualche personaggio che approfitta delle tenebre e della mancanza di controlli per lasciarsi andare in pratiche di dubbia moralità, mentre quelli della Società che gestisce i parcheggi a pagamento, la SIS, sono chiusi da ottobre 2019 e cioè da quando un “fantomatico problema tecnico” ha indotto ACEA a chiudere l’acqua. Ho ottenuto soddisfazione dal Prefetto per la messa in sicurezza dell’ex stabilimento balneare “Spiaggia verde”, ma la politica “nicchia” e non si fa rispettare. La zona archeologica delle Macine, l’Emissario Romano, i Ninfei Dorico e Bergantino, il Faro Domiziano e la Banchina Domiziana, testimonianze della nostra storia non adeguatamente curate, valorizzate e sfruttate per fornire ricchezza alla nostra Città. Un atto vile e barbarico ha reso inservibile l’impianto antincendio situato presso il parcheggio a pagamento di Viale Giovanni Paolo II: apparecchiature elettroniche distrutte, il vetro del quadro generale completamente andato in pezzi, la mancanza di estintori, manichette e lance hanno di fatto privato l’area di sosta della Città Metropolitana di Roma Capitale del requisito di sicurezza che renderebbe idonea l’intera area parcheggio.

Il Cimitero Comunale

Dovrebbe essere un luogo perfettamente curato sotto tutti i punti di vista. Un luogo dove la “dignità” non deve essere considerata “merce di scambio”. La sua manutenzione è stata posta tra le attività da portare a termine in tempi abbastanza brevi, ma a tutt’oggi di questa manutenzione straordinaria rimangono solo parole scritte sulle linee programmatiche del Sindaco.

Le promesse

Via dei Pescatori, nata in occasione delle Olimpiadi di Roma 1960: costruita per collegare la torre di arrivo (Tribune Olimpiche) con la torre di partenza (il vecchio trampolino i cui resti giacciono in fondo al lago), ora è presa d’assalto da autovetture, ciclisti, motociclisti e dagli amanti dello sport all’aria aperta. Gli stalli blu “completamente illegali”, non permettono lo scorrimento “in sicurezza” delle auto (a doppio senso) e rendono difficoltoso il transito di pedoni, di famiglie con passeggini e di persone diversamente abili. Correva l’anno 2013 quando si parlò della costruzione di un “marciapiede a sbalzo” sul lago, ma la Regione Lazio disse che 4 milioni di euro (!) da spendere per un marciapiede, sinceramente, non li aveva. Poi i ripetuti inviti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per dare più illuminazione all’arteria, posizionare i dossi e la costruzione di un marciapiede. Risultato: gli stalli blu sono ancora lì, protetti da una “segnaletica orizzontale” di dubbia legalità, l’illuminazione è rimasta sempre quella e del marciapiede si è visto – per ora – la sola firma di un mutuo per il prestito di 250 mila euro. Mutuo che i cittadini castellani hanno già iniziato a pagare dal 1° gennaio 2018. Su questo argomento sto concentrando tutta la mia attenzione affinché l’intera arteria venga presto restituita alla legalità. Aspettiamo da circa 4 anni il tanto decantato Project Financing che dovrebbe portare alla sostituzione dell’intero impianto di illuminazione comunale e che ci impegnerà economicamente per i prossimi 20 anni. Nel frattempo si corre ai ripari mettendo una pezza qua e là.  Aspettiamo il rifacimento del manto stradale di via Ercolano e Via delle Mole, l’allargamento di Via Santo Spirito e la costruzione di un plesso scolastico a Pavona, alle Mole e un bell’asilo nido in zona Ibernesi. Tutte promesse ufficializzate con atti amministrativi e portate all’attenzione di tutta la comunità durante i vari Consigli Comunali. La ristrutturazione del famoso Castelletto, stupenda villa sequestrata nel 2011 al boss Enrico Nicoletti, ex tesoriere della Banda della Magliana e affidata al Comune di Castel Gandolfo. “Potremmo utilizzare la struttura come sede dei Carabinieri e Polizia Locale, oppure come sede per la Protezione Civile di Castel Gandolfo, oppure come museo del lago, oppure come Officina Arte e Mestieri… Oppure come Casa Famiglia. Niente di tutto questo. Solo 5 grossi pini abbattuti senza autorizzazione, tutto in completo stato di abbandono. E ogni giorno che passa salgono sempre più i preventivi per i lavori di ristrutturazione. Da circa 500 mila euro si è arrivati a circa 900 mila, e sicuramente non finisce qui. Anche questo sito viene puntualmente portato alla luce in occasioni di campagne elettorali. Fantastici sogni come quello della costruzione di una pista di pattinaggio sopra il Terminal Bus e la costruzione di un Centro Anziani a Pavona. Per il Centro Anziani, pare che si preferisca pagare l’affitto di un locale. Cosa ha fatto questa amministrazione in 8 anni di permanenza in Piazza della Libertà? Nulla. Non è stata nemmeno capace di trovare uno sponsor per restituire il giusto splendore alla fontana del Bernini, ora utile appoggio per le cassette delle pesche “d’importazione” messe in bella mostra in quella che una volta era la vera “Sagra delle Pesche”. I giardinetti pubblici (quelli situati nei pressi di quello che era una volta un locale chiamato “I Dondoli”), il Parco Torlonia, la Pineta, il Parco Ibernesi: con il verde che disponiamo potremmo organizzare eventi sportivi, socio-culturali e musicali di tutto rispetto. Il Teatro Petrolini rimesso a nuovo dopo aver speso fiori di quattrini pubblici, ridotto a presentazioni di libri o a fare da cornice a qualche riunione di partito.

ABBIAMO UN’AMMINISTRAZIONE CHE FA I “SOGNI SBAGLIATI”, SOGNI CHE ILLUDONO LA GENTE INVECE DI PORTARE RICCHEZZA E SERENITÀ.

Gli stabilimenti balneari: il PUA, approvato nel 2013, stabilisce che il 60% della spiaggia sia destinata ad uso privato e il restante 40% debba rimanere pubblico. Con la legge regionale nr. 9 del 2017 il Comune di Castel Gandolfo è stato delegato dalla Regione al rilascio di tutte le concessioni lacuali. Peccato che all’interno della stessa legge viene anche stabilito che le spiagge lacuali debbano essere destinate il 50% al pubblico e il restante 50% al privato. Ma il Comune fa le orecchie da mercante e se ne frega. A discapito del PUA dà in concessione anche i lotti che il Parco Regionale dei Castelli Romani consiglia di non assegnare, appunto per rispettare la percentuale da destinare a pubblico. Se ne infischia di chi nel frattempo ha apportato modifiche con opere edilizie “non autorizzate” dall’autorità regionale. Il PUA è rimasto semplicemente “carta straccia” ovvero, un atto necessario per poi farci “campagna elettorale”. Nel Piano di Utilizzazione degli Arenili era prevista anche una bellissima pista ciclabile che partiva dal porticciolo ed arrivava fino al Cantone. “I gestori balneari non l’hanno voluta”, questa è stata la “giustificazione” fornita da chi c’era a quel tempo. La Regione, nel concedere le concessioni ai gestori, omette di consegnare ufficialmente il bene demaniale e di stabilirne i confini. Ciò ha comportato, che il gestore destinatario dell’autorizzazione, nel tempo, si è appropriato di un’area destinata ad uso pubblico procurando un ingente danno alle casse erariali regionali. Non solo, perché a causa di una “errata interpretazione” del regolamento della Tari, i gestori degli stabilimenti balneari non avrebbero corrisposto la tassa sui rifiuti nella dovuta proporzione. Il Comune nel 2019 è corso ai ripari modificando il regolamento, ma se ne è guardato bene dal chiedere gli arretrati. Non l’hanno fatto perché altrimenti sarebbero piovuti ricorsi a non finire? Non lo sapremo mai. Però, nel frattempo, le quote non pagate sono state poste a carico delle famiglie castellane. Ma i cittadini lo sanno?  I cittadini castellani lo sanno che il 17 luglio, in occasione del primo Consiglio Comunale della Giunta Monachesi bis, il Comune di Castel Gandolfo ha approvato un concordato con la zona extraterritoriale del Vaticano per il pagamento di una cifra “forfettaria” di 5.691,14 euro all’anno di Tari (con possibilità di pagamento anche a rate: 30/6, 31/8 e 31/10)? Zona extraterritoriale che, vorrei ricordare, è composta da ben 55 ettari di verde, più l’intero Palazzo Pontificio. Per non parlare poi di ciò che venne a suo tempo stabilito nei “patti lateranensi” circa il pescaggio dell’acqua del nostro Lago. No, non lo sa nessuno semplicemente perché in Consiglio Comunale, fino ad oggi, non c’è mai stata una seria opposizione, ma semplicemente delle persone rassegnate a “subire” passivamente le decisioni prese da una politica litigiosa e lontana dal saper prendere importanti decisioni che potrebbero veramente cambiare l’aspetto e l’economia della nostra Città. Cari concittadini, a Castel Gandolfo la politica deve cambiare, ma prima di tutto devono cambiare i cittadini che fino ad oggi hanno fatto in modo che questa politica si occupasse di loro”. Lo dichiara il Portavoce del Circolo di Fdi a Castel Gandolfo Fabio Angeletti.

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