Federico Bassani “Fare tutto ciò che ci fa stare bene”

Intervistiamo Federico Bassani, classe 1996, nuotatore non vedente che ha partecipato alle recenti Paralimpiadi di Tokyo giungendo 7mo nella finale dei 100m rana

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Federico Bassani alle Paralimpiadi di Tokyo

Abbiamo raggiunto telefonicamente Federico Bassani, classe 1996, originario di Marcellina, un paese della Provincia di Roma, nel giorno in cui si era tatuato addosso il simbolo della sua partecipazione alle Paralimpiadi di Tokyo 2021. Ci dice che è una tradizione di tutti gli atleti tatuarsi un ricordo della loro prima partecipazione ai Giochi.

Federico ha fatto parte della fortunatissima spedizione azzurra della squadra di nuoto nel Paese del sol-levante, conquistando il 7 posto assoluto nella finale dei 100 rana, arrichito dal nuovo record italiano, nonché primato personale della distanza.

Campione italiano e detentore del record nazionale nei 50 stile libero e nei 100 rana, nel 2018 ha collezionato  due quarti posti agli europei di Dublino.

ha perso la vista all’età di 5 anni, a causa di una malattia della retina, ed è iscritto all’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti nella sezione di Roma e Provincia, nella quale ricopre il ruolo di coordinatore del Comitato Giovani.

“Mi sono laureato e mi sto specializzando in Ingegneria Clinica, perché il mio sogno sarebbe lavorare sull’occhio bionico, per dare una speranza a tanti giovani oggi non vedenti come me”. Confida Federico Bassani.

“Pratico sport da sempre, nuoto in particolare, ma dopo la ciecità mi piace tantissimo giocare a Baseball. Da quando ho scoperto la possibilità di praticare questo sport apparentemente complicato per la mia disabilità, ho voluto subito provarlo e mi ci sono appassionato”.

Atleta della SS lazio Nuoto, Federico sin dal suo primo provino per una società natatoria paralimpica ha iniziato la sua attività agonistica: “Era il 2013”.

Ci sapresti riassumere le emozioni che hai provato partecipando alle tue prime Paralimpiadi?

“Ho saputo di essere stato selezionato per Tokyo all’ultimo giorno utile – era l’11 Luglio 2021 ndr – prima di partire per il ritiro collegiale di Senday l’11 Agosto successivo. I tecnici chiamavano i prescelti in ordine alfabetico a bordo vasca: sentire il mio nome è stata un’emozione unica. L’anno pre olimpico per me è stato un anno complicato, fatto di stop e di cambiamenti. Dalla convocazione però una nuova tensione mi si è presentata, non più quella legata alla possibilità o meno di partire, ma quella di non riuscire ad essere all’altezza delle aspettative mie e delle persone che mi circondavano. Eppure… E’ andata più che bene, da una stagione in cui l’obiettivo poteva essere la convocazione, tutto avrei pensato tranne che partecipare ad una finale, e non una finale qualsiasi, la finale dello stile che ho sempre preferito, quello che mi ha fatto sempre pensare:

“ma… Forse qualcosa la so fare. Per tutto questo devo ringraziare prima di tutti la mia famiglia, che in questi anni mi ha sostenuto in tutto, anche nel mio impegno sportivo. I miei allenatori Enrico Testa, Valentina Falzarano e Gianluca Cacciamano che, nonostante il poco tempo a disposizione, sono riusciti ad accompagnarmi fino a questo appuntamento che inseguivo da 8 anni. Il mio personal trainer Bruno Amore che, oltre ad avermi distrutto in palestra, è sempre disponibile quando ho bisogno di parlare con qualcuno. Il mio fisioterapista Giuseppe Checchi, la mia nutrizionista Annalucia Fedullo… Il mio ex allenatore Andrea Palantrani senza il quale forse non avrei mai iniziato la carriera agonistica. In fine tutte le persone che mi hanno seguito, veramente tantissimi, sinceramente non mi sarei mai aspettato tutto questo. Li ringrazio dal profondo del cuore; se questa esperienza è stata così fantastica è anche merito loro”.

Programmi futuri?

“In genere non amo troppo programmare. Per ora riprendo ad allenarmi dando il massimo, col pensiero ai mondiali del prossimo anno”.

Federico Bassani, amante della cucina e suonatore di chitarra acustica, come detto è anche impegnato nell’UICI e proprio da giovane dirigente, insieme ad altri studenti come lui, sta promuovendo un progetto, in collaborazione con gli Atenei di Roma, inerente l’accessibilità al diritto allo studio per i non vedenti: uno sportello informativo per facilitare e supportare i ragazzi e le ragazze, affinchè lo studio e non la burocrazia e le barriere, fisiche e non, sia il primo e unico problema da affrontare quotidianamente”.

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