Flash mob per i punti nascita di Anzio e Velletri “Trasformiamo i numeri in persone”

Le giornaliste promotrici del flash mob del 24 Maggio parlano dell'iniziativa a difesa dei punti nascita: "Diamo voce a chi urla nel silenzio"

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Flash mob Anzio

Il 24 Maggio prossimo si terrà davanti agli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno e Colombo di Velletri, oltre che in altre realtà della Regione Lazio, un flash mob contro la chiusura dei punti nascita, e più in generale, per sensibilizzare sul tema delle strutture sanitarie sul territorio. L’iniziativa si terrà con la modalità del drive-in: tutti in macchina sosteranno davanti ai nosocomi ed alle ore 12:00 suoneranno all’unisono i clacson.

Promotrici dell’iniziativa sono tre giornaliste del nostro litorale: Linda Di Benedetto, Romina e Natasha Malizia.

Abbiamo parlato con loro per farci raccontare nel dettaglio cause ed obiettivi che le hanno portate ad organizzare il tutto.

Come è nata l’iniziativa?

“A Settembre si era scongiurata la chiusura dei reparti del punto nascite di Anzio e Nettuno grazie ad un tam tam mediatico. Invece con l’emergenza coronavirus è stato chiuso sia ad Anzio che Velletri: “temporaneamente”, così scrive l’Asl di competenza. Le mamme sono state costrette ad andare a partorire all’ospedale di Ariccia, divenuto in parte covid, o alla casa di cura di Aprilia, che è sprovvista della pediatria. Una difficoltà che ha pesato anche economicamente su molte famiglie, vista anche la crisi economica dovuta alla Pandemia. Queste madri hanno cominciato a scrivere alle testate locali, esprimendo dissenso e malessere dovuto alla chiusura. Un sentire comune a cui abbiamo dato voce organizzando un evento per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema. Ad oggi i sindaci delle due città – Anzio e Velletri ndr – si sono affidati alla promessa che i reparti verrano riaperti, ma i numeri non corrispondono. Le nascite purtroppo sono in calo: non arrivano ai 500 parti previsti dalle linee guida della Regione ed Anzio ha solo due pediatri. Le assunzioni sono bloccate ed il concorso non è mai ripartito;

Quali obiettivi vi ponete voi organizzatrici

“L’obiettivo è di dare voce al sentire comune di centinaia di mamme: per questo abbiamo scelto il 10 Maggio, il giorno in cui si celebra la loro festa, per lanciare il flash mob drive-in”;

Che risposte state avendo dal territorio?

“Hanno cominciato ad arrivare delle segnalazioni da alcuni comuni del Lazio con lo stesso problema, o privati di interi presidi ospedalieri o ancora delle attrezzature ospedaliere essenziali. Collefferro, Anagni, Terracina, Albano, Palestrina, Anzio e Velletri sono state depotenziate. Ad oggi questo flash mob ha lo scopo di trasformare nuovamente i numeri in persone. Non escludiamo la possibilità di lanciare una raccolta firme oppure una petizione. L’iniziativa deve essere da spinta per ulteriori azioni concrete e non deve spegnersi in occasione del primo flash mob. Faremo di tutto per mantenere alta l’attenzione”;

Siete giornaliste e per lavoro abituate a raccontarle le manifestazioni: cosa vi ha spinto questa volta a mettervi dall’altra parte e cioè dalla parte di chi promuove una mobilitazione?

“Sempre lo stesso: raccontare le storie di chi ci lo chiede, ma stavolta abbiamo provato ad entrare ancora più in contatto con i lettori. Non è la prima volta che organizziamo in prima persona iniziative di sensibilizzazione legate alla disabilità, oppure contro la violenza sulla donna. Possiamo dare voce a chi urla nel silenzio, il nostro compito è mettere in evidenza i problemi così da poter dare un sostegno”.

Di Andrea Titti

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