Esiste una via che possa definirsi la più bella del mondo?
A mio parere, questa via è quella che collega Piazza Venezia al Colosseo, circa 900 metri che attraversano i luoghi di potere dell’antica Roma.
Inaugurata nel 1932, prima Via dell’Impero poi successivamente rinominata Via dei Fori Imperiali, è diventata il percorso per conoscere ed ammirare la monumentalità dell’Impero Romano.
Voi mi direte, anche percorrendo la strada che congiunge il Circo Massimo con il Colosseo si possono ammirare i luoghi del potere del Palatino, ma per ammirarli occorre entrare nel Parco Archeologico del Foro Romano e Palatino, mentre con una semplice passeggiata lungo Via dei Fori Imperiali c’è la possibilità di riempire gli occhi della bellezza senza tempo delle antiche rovine.
Ma torniamo a noi dopo una breve divagazione.
Ogni anno milioni di persone visitano questi luoghi, effettuando un viaggio a ritroso nel tempo, immaginando come potessero essere, nel loro massimo splendore, edifici come l’Anfiteatro Flavio (o Colosseo) ed il suo Parco Archeologico, il Foro di Cesare, di Augusto, il Tempio della Pace, il Foro di Nerva ed il Foro di Traiano con i suoi Mercati.
Ma l’immaginazione, per quanto fervida, non può bastare ed allora, da qualche anno, è possibile partecipare, da giugno a settembre, alle Passeggiate Notturne ai Fori Imperiali (esiste anche per il Colosseo ma con modalità differenti).
Questo progetto promosso da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si prefigge di accompagnare i partecipanti attraverso questi luoghi, per ammirare la bellezza e maestosità dei Fori mentre il cielo stellato ed un sapiente studio di luci ne amplificano la magia ed il tutto senza il trambusto del giorno.
Si accede in prossimità della Colonna Traiana, in gruppi di massimo 25 persone accompagnati da una guida specializzata, che illustra con una narrazione storico-archeologica i luoghi che via via si attraversano.
La passeggiata dura circa un’ora ed il “viaggio nel tempo” ci porta ad ammirare il Foro di Traiano ed i suoi cosiddetti Mercati, che in realtà ormai sono considerati dagli archeologi degli ambienti amministrativi adibiti alla gestione del Foro. Il Foro di Traiano è l’ultimo in ordine cronologico ad essere edificato ma anche il più maestoso, costruito con il bottino di guerra, sapientemente illustrata sulla Colonna Traiana, contro i Daci (Dacia attuale Romania).
Percorrendo una passerella delimitata da luci segna passo non invasive, arriviamo al Foro di Augusto, dove la guida sinteticamente ci narra chi fosse il condottiero Ottaviano Augusto figlio adottivo di Giulio Cesare, questo per illustrarci cosa avremmo trovato nel Foro se lo avessimo visto ai tempi del suo massimo splendore.
Difronte a noi si mostrano 3 colonne con capitelli e architrave, tutto ciò che rimane del Tempio di Marte Ultore (eretto in onore del Dio Vendicatore) al quale Augusto aveva giurato vendetta verso gli uccisori di suo padre.
Sullo sfondo le mura perimetrali che separavano l’area del Foro dalla Suburra (attuale Rione Monti) che contenevano anche una superba piazza che si ipotizza dovesse avere al centro una colossale scultura di Augusto sulla quadriga trionfale, ma di cui oggi rimane solo un basamento con la scritta “Patri Patriae” ovvero Padre della Patria.
Come lo stesso Augusto ricorda nelle “Res gestae divi Augusti” l’intero complesso fu costruito con il bottino di guerra delle sue campagne militari.
Raggiungiamo il Foro della Pace o Templum Pacis, costruito per volere dell’Imperatore Vespasiano a conclusione delle guerre civili scoppiate per la successione all’Impero.
E’ il terzo in ordine cronologico dopo quello di Cesare e Augusto e prima di quello di Nerva e Traiano, quindi come detto ad inizio percorso, la visita è un viaggio a ritroso che parte dal 112-113 d.C. ed arriva al 46 a.C..
Purtroppo del Tempio non rimane che una ricostruzione (anastilosi) di sette colonne rinvenute negli scavi del 1998-2000 e completata nel 2015, però ci dà l’idea di come potesse apparire in tutta la sua maestosità.
Dalle ricostruzioni archeologiche effettuate si sa che l’area al centro del Tempio era delimitata da colonnati in marmo rosa di Assuan (Egitto), c’erano collezioni di sculture e dipinti oltre ad un giardino botanico.
Ragguardevole era la pianta marmorea di 12×18 metri conservata in un’aula adiacente all’aula di culto, detta Forma Urbis Romae (ora conservata nel Museo della Forma Urbis).
La guida ci accompagna velocemente, 1 ora a disposizione per la visita non permette troppe divagazioni sul tema (anche se interessantissime) verso il Foro di Nerva.
Nel raggiungerlo il percorso ci consente di ammirare il condotto fognario originale della Cloaca Maxima, che dalla Suburra, attraversava il Foro Romano e sboccava nel Tevere (saggio dell’ingegneria dell’antica Roma).
La sua pianta è oblunga a causa degli edifici esistenti del Foro di Augusto, fu iniziato dall’Imperatore Domiziano che non vide mai la sua realizzazione in quanto assassinato.
Il suo successore Nerva fece completare e lavori dal quale il Foro prende il nome.
Del Foro si vede ben poco visto che la sua parte centrale si estende sotto Via dei Fori Imperiali, visibile è ciò che resta del Tempio di Minerva.
Siamo quindi arrivati al Foro di Cesare, caratterizzato da una immensa piazza di 100×50 metri pavimentata con lastre di travertino e portici con colonnati su 3 lati ed il Tempio di Venere Genitrice sullo sfondo. Purtroppo la demolizione per il recupero dei materiali da costruzione avviata nei primi secoli del Medioevo ha lasciato ben poco, da documentazione storica già nel X secolo la piazza era occupata da campi coltivati ed abitazioni rurali.
Menzione anche per la Curia, sede del Senato Romano, che vediamo dalla parte posteriore mentre si può accedere visitando i Fori Romani.
Siamo giunti alla fine della visita, salutiamo la guida ringraziandola per averci raccontato, limitatamente al tempo concesso per la passeggiata, dal punto di vista storico ed archeologico ciò che abbiamo potuto ammirare.
Recensione di Marco Cleri, archeologo





















