Frascati, a Villa Mercede un dibattito pubblico sulla giustizia in vista del referendum di fine marzo

Sabato 21 febbraio alle ore 17:00, Villa Mercede ospiterà un incontro pubblico dedicato alla riforma della giustizia e alle ragioni del voto SÌ al referendum costituzionale che si terrà il 22 e 23 marzo 2026.

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Sabato 21 febbraio alle ore 17:00, Villa Mercede ospiterà un incontro pubblico dedicato alla riforma della giustizia e alle ragioni del voto al referendum costituzionale che si terrà il 22 e 23 marzo 2026.

L’iniziativa, promossa dal coordinamento locale di Fratelli d’Italia, si propone come un momento di confronto aperto alla cittadinanza, in un territorio – quello dei Castelli Romani – dove le questioni istituzionali e politiche incontrano il dibattito pubblico quotidiano. Interverranno personalità del mondo politico e della società civile per spiegare perché, secondo gli organizzatori, è importante sostenere il alla riforma della giustizia.

«Un’occasione importante per approfondire i temi centrali della riforma e chiarire dubbi in vista del voto», spiegano gli organizzatori dell’evento frascatano, invitando i cittadini a partecipare numerosi.

L’incontro si aprirà con i saluti di Stefano Cesarotti, coordinatore locale di FdI, di Emanuela Mari, presidente della commissione Affari Europei della Regione Lazio, e di Agnese Mastrofrancesco, consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale. A moderare sarà Mattia Ambrosio, vice coordinatore FdI Frascati.

Seguono gli interventi di figure politiche e professionisti del diritto: tra questi Andrea Volpi, deputato FdI, Giovanni Quarzo, capogruppo FdI al Consiglio di Roma Capitale, Pietro Di Tosto, componente dell’Organismo Congressuale Forense, l’avvocato penalista Tiziano Gizzi e Domenico Gramazio, segretario generale del CIS.

L’iniziativa arriva in un periodo in cui sul territorio castellano si stanno moltiplicando occasioni di confronto, sia a favore sia contro il referendum sulla riforma della giustizia, con movimenti civici e comitati che cercano di coinvolgere i cittadini. Per esempio, ad Albano Laziale è nato un comitato per il “no” che organizza incontri pubblici per discutere le ragioni contrarie alla riforma.

Il referendum costituzionale, indetto per decidere sull’approvazione di una legge che modifica l’ordinamento giudiziario e istituisce una Corte disciplinare, è un passaggio cruciale per i votanti italiani e non è richiesto alcun quorum di partecipazione: la riforma sarà approvata se la maggioranza dei votanti dirà sì.