Frascati, lettera aperta alla candidata Sindaca Francesca Sbardella sul programma

"Cara candidata, chi scrive è un cittadino che abita a Frascati da 25 anni, elettore storico del PD, seppur mai iscritto ad alcun partito politico".

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Riceviamo e pubblichiamo da un cittadino anonimo di Frascati una “lettera aperta alla candidata Sindaca Francesca Sbardella

Cara candidata,

chi scrive è un cittadino che abita a Frascati da 25 anni, elettore storico del PD, seppur mai iscritto ad alcun partito politico. Ho appena finito di studiare le 64 pagine del Suo programma elettorale, compreso l’ulteriore inserto di due facciate A4, certamente ben scritto ma dal quale si evince l’estremo personalismo visto che non compare mai la parola squadra ed il noi assume un tenebroso significato maiestatico. La sintesi del programma ruota tutto intorno alla parola DIGNITA’, e ogni iniziativa viene illustrata e giustificata per ridare dignità alla città. Conosco bene la lingua italiana e il significato della parola dignità: non mi pare che Frascati manchi di dignità e personalmente mi sento offeso, visto che anche io dovrei considerarmi indegno e colpevole di rendere Frascati non degna. Al tempo stesso, se vogliamo focalizzarci sulla dignità, resto perplesso di fronte ad una serie di questioni:
• Perché Lei utilizza nel Suo programma 112 nomi senza volto, visto che non ne pubblica mai le fotografie né sul programma né sulle plance elettorali? Era davvero il caso di aprire
l’opuscolo con una foto di gruppo (la sola dalla quale si evince che Lei non corre da sola….)
con una vistosa freccia rosa ad indicare che è Lei, proprio Lei, indiscutibilmente Lei, la
candidata sindaca?
• Perché Lei collega così tante volte i Suoi progetti alla collaborazione della Regione Lazio,
quasi che la Regione li faccia approvare solo se proposti da una candidata del medesimo
partito del Presidente? La mia stima nei confronti di Nicola Zingaretti, che conosco
personalmente, lo esclude….
• Perché nel Suo programma in cui le idee vengono presentate ordinatamente e in maniera
sufficientemente sintetica, non compare mai un numero, non viene quasi mai elencata
una proposta concreta?
Finisco con le sue stesse parole: “Non si governa per se stessi, si governa per la comunità….la dignità si restituisce ad una città quando al centro si mette il cittadino…”, quel cittadino che, mi perdoni, all’interno del suo programma non ci si ritrova proprio, pur essendo già degno di starci”.

 

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