Venerdì 20 giugno alle ore 11:30, presso Palazzo Sforza Cesarini, verrà inaugurata la mostra “La stanza del Sindaco”.
Le stanze del piano nobile del Palazzo Sforza Cesarini saranno adornate dai quadri donati dagli artisti ospiti dell’Infiorata dal 1982 a oggi, opere preziose fino a oggi custodite dai Sindaci nella loro “stanza”.
La mostra celebra l’equilibrio, che l’Infiorata ha saputo mantenere, tra tradizione e innovazione. Grazie al confronto con artisti esterni, la manifestazione è stata in grado di rinnovarsi senza perdere la propria identità rituale, arricchendosi di nuove prospettive culturali. Questo dialogo tra arte e tradizione ha dato vita a opere che si muovono sospese tra due poli: la dimensione sacra e l’impegno civile. l’Infiorata, infatti, è un’arte effimera ma anche un percorso devozionale che è parte integrante della processione del Corpus Domini.
La mostra, ripercorrendo quarant’anni di relazioni tra artisti ospiti e Tradizionale Infiorata, permette anche di cogliere l’evoluzione del rapporto tra arte e Infiorata negli ultimi decenni: mentre negli anni ’80 gli artisti ospiti si concentrarono sull’iconografia religiosa e la valorizzazione del territorio, a partire dal nuovo Millennio si è iniziato a esplorare codici meno convenzionali, introducendo astrazione e sequenze narrative. A partire dalla seconda decade di questo Secolo, invece, l’attenzione crescente alla sostenibilità ambientale, al radicamento locale e ai valori sociali ha portato gli artisti a rafforzare il legame tra tradizione e contemporaneità.
La mostra “La stanza del Sindaco” è un’occasione di inclusione e condivisione poiché queste preziose opere d’arte, donate dagli artisti alla nostra comunità per arricchire la nostra tradizione più cara, fino a oggi, erano ammirabili soltanto all’interno della stanza del Sindaco mentre oggi, grazie a questa iniziativa, saranno rese fruibili per la cittadinanza tutta e anche per i turisti.
Marta Elisa Bevilacqua
Consigliera di Città metropolitana di Roma, Consigliera comunale e delegata alla Tradizionale Infiorata
L’Infiorata di Genzano di Roma mantiene una tradizione ininterrotta dal XVIII secolo valorizzando annualmente via Italo Belardi con tappeti floreali di grande impatto visivo e simbolico. Dal 1982, la manifestazione accoglie un artista di rilievo, nazionale o internazionale, affinché produca un’opera originale che faccia da fulcro ideale all’evento. In questa scelta, la direzione artistica ha progressivamente ampliato l’orizzonte estetico e linguistico dell’Infiorata, introducendo sensibilità contemporanee e riflessioni attuali. Quest’anno l’Infiorata si vuole relazionare con una forma di arte inclusiva ed effimera quanto lei: la street art interpretata da Lucamaleonte.
Sia l’Infiorata sia la street art condividono la natura pubblica e transitoria delle loro opere: oltre ad essere forme di arte che possono essere fruite solo in spazi comuni, i tappeti floreali, per quanto meticolosi e ricchi di significato, durano pochi giorni, esattamente come molti murales, graffiti e stencil di strada, spesso destinati a essere cancellati, sovrascritti o consumati dal tempo.
Per esaltare la contemporaneità dell’Infiorata, in occasione della sua 247ª edizione, le stanze del piano nobile del Palazzo Sforza Cesarini verranno adornate dai quadri donati dagli artisti ospitati dal 1982 ad oggi per realizzare un “quadro” infiorato e che fino ad oggi sono stati conservati dai Sindaci nella loro “stanza”; grazie al confronto con artisti esterni, l’Infiorata si è continuata a rinnovare senza perdere la propria identità rituale, anzi arricchendosi di nuove prospettive culturali.
I quadri esposti evidenziano il lavoro degli artisti che si è mosso sospeso tra due poli:
- Tradizione rituale e dimensione sacra: l’Infiorata non è solo spettacolo, ma percorso devozionale, parte integrante della processione del Corpus Domini, dove l’arte e la fede dialogano su un pavimento di petali sacralizzati;
- Impegno civile e sociale: incorporando tematiche di pace, diritti umani e coesione, innestandosi nel filone contemporaneo impegnato e narrativo..
La mostra ripercorre un viaggio temporale tra le diverse stagioni dell’arte:
Anni ‘80 – ’90: i pionieri dell’ospitalità artistica hanno iniziato un percorso di conferimento di centralità, offrendo visibilità a linguaggi accademici e figurativi. I temi erano tradizionali: iconografia religiosa o valorizzazione del territorio.
Anni 2000: gli ospiti hanno iniziato a lavorare su codici meno convenzionali, introducendo astrazione e sequenze narrative, pur restando fedeli alla struttura del quadro floreale: superfici regolate e soggettistica simbolica.
Dal 2010 ad oggi: è cresciuta l’attenzione alla sostenibilità ambientale, al radicamento locale, ai valori sociali con cui si deve relazionare il mondo di oggi. Le opere integrate nella cornice dell’Infiorata hanno cominciato a riflettere la comunità e il paesaggio circostante.
Attraverso questo percorso è possibile percepire la linea evolutiva che ha trasformato l’Infiorata di Genzano in un laboratorio sensoriale, rituale e culturale. È qui che l’arte effimera si fa piattaforma di speranza, impegno e identità collettiva: un tappeto di petali che porta con sé domande, sogni, memorie e desideri, ancorati profondamente nella comunità e proiettati verso un’umanità inclusiva e creativa.
Paolo Longo
Curatore della mostra
“Le opere degli artisti ospiti finalmente fuori dalla stanza del Sindaco e a disposizione della comunità. Una mostra che vuole essere un’opportunità per cogliere il valore storico e artistico dell’Infiorata di Genzano ma anche il potenziale e la ricchezza del nostro paese.”
Carlo Zoccolotti
Sindaco di Genzano di Roma



















