Questa mattina, presso l’Aula consiliare “Giorgio Fregosi” di Palazzo Valentini, sede istituzionale della Città metropolitana di Roma, l’iniziativa “L’8 marzo Rinasce”, promossa e sostenuta dal Capo di Gabinetto e dal Vice Sindaco dell’Ente, su iniziativa della Delegata alle pari opportunità Tiziana Biolghini. Sono intervenute la Magistrata Paola Di Nicola, le Consigliere Delegate Manuela Chioccia, Alessia Pieretti e Cristina Michetelli, la Presidente del CUG Enza Pasconcino e la Consigliera di Parità Gianna Baldoni. Al termine dell’evento il saluto della Presidente della Commissione capitolina alle Pari Opportunità, Michela Cicculli.
“Non una mera commemorazione, ma l’inizio di un percorso di ricostruzione della preziosa esperienza che è iniziata anni fa con la Provincia di Roma, allora attiva nelle politiche sociali e vicina ai Comuni e alle realtà del terzo settore. Recuperiamo e restituiamo alle professionalità di questo ente spazio e capacità d’azione. È una giornata dallo spirito collettivo, vogliamo dare una spinta propulsiva e riallacciare una relazione forte con i Comuni e le realtà che hanno così tanto sostenuto le comunità durante la pandemia. Riconsegniamo alla Città metropolitana un ruolo di coordinamento e di costruzione di quella rete che è così importante quando si tratta di contrasto alla violenza e lotta ai femminicidi, sapendo che è anche dalle basi culturali che bisogna iniziare.
Saremo la prima amministrazione nel Lazio che partecipa al bando del Consiglio dei Ministri per la co-progettazione di iniziative di contrasto alla violenza di genere nelle scuole: l’obiettivo comune e condiviso con tutti gli amministratori di questo ente, grazie al Sindaco Gualtieri che ne ha riconosciuto l’importanza e il valore strategico, è tornare a svolgere un ruolo centrale per migliorare la vita delle cittadine e dei cittadini, con un contributo concreto e fattivo nella lotta alle disuguaglianze”. Dichiara Tiziana Biolghini, Consigliera delegata alle Pari Opportunità di Città metropolitana di Roma Capitale.
DANIELA BALLICO: “8 MARZO SIA MOMENTO DI RIFLESSIONE SULLA CONDIZIONE DELLA DONNA DOPO PANDEMIA. LE DONNE STANNO PAGANDO IL PREZZO PIÙ ALTO ALLA PANDEMIA E ALLA GUERRA”
“Dopo oltre due anni di pandemia mondiale seguiti dallo scoppio del conflitto ucraino, l’8 marzo diventa un momento per una riflessione profonda sul prezzo pagato dalle donne a questo tremendo susseguirsi di eventi.
Per questo motivo, come coalizione, abbiamo deciso di non porre in essere alcun evento per celebrare la ricorrenza della Giornata internazionale dei diritti della donna, ma di dare il via ad una raccolta di beni di prima necessità destinati a chi sta sperimentando, di nuovo, gli orrori della guerra”. Queste le parole con cui la candidata del centrodestra, e già Sindaca di Ciampino, Daniela Ballico, ha commentato la scelta di non porre in essere celebrazioni per la Giornata internazionale dei diritti donna in questo 2022.
“Le donne hanno pagato un prezzo altissimo in questi due anni di pandemia, sia in termini di accesso o mantenimento del proprio posto di lavoro, sia per gli effetti del caregiver familiare. Sono infatti quasi totalmente le donne a prendersi cura dei propri cari che hanno bisogno di cure e attenzioni sanitarie, e con la pandemia questo fenomeno si è fatto ancor più gravoso.
Le immagini che giungono dall’Ucraina infine, ci restituiscono il dolore delle donne costrette ad abbandonare le proprie case e la propria terra, prendendosi cura dei propri figli e di chi non è in grado di restare per difendere la propria libertà. Donne fragili e impaurite, che sostengono il peso di salvare quel che resta della propria vita in questi giorni bui.
Alla luce di questi tragici eventi, che segnano anni tra i più difficili dopo gli orrori delle due guerre mondiali, il miglior modo per celebrare la giornata della donna è il silenzio e una profonda riflessione.
Per tutta la prossima settimana, a partire da oggi, presso la sede di Via Trieste 52, chi vorrà potrà lasciare un messaggio di solidarietà e di speranza per l’Ucraina, che raccoglieremo e manderemo all’ambasciata in segno di vicinanza. Contestualmente daremo il via ad una raccolta di generi di prima necessità (farmaci e prodotti per l’igiene) che poi, il 12 marzo, verranno donati alla Croce Rossa Italiana, e saranno destinati a chi in queste ore sta combattendo per il proprio futuro”.
Per la lista di generi di prima necessità, si raccomanda di consultare la pagina Facebook della CRI – Comitato di Ciampino, al seguente link – https://www.facebook.com/cri.” Conclude la nota di Daniela Ballico.
IL CENTRO PER MARINO CON LE PAROLE DI EDOARDO SANGUINETTI DEDICA LA GIORNATA ALLE DONNE UCRAINE
“Le donne sono il simbolo vivente della pace. Una pace praticata e quasi mai riconosciuta nella battaglia della quotidianità di ciascuno di noi. Le donne sono la trincea. Della serenità, della bellezza, dell’armonia che, nonostante le brutture del mondo, non si arrende e vince.
Per questo abbiamo scelto la bellissima ‘Ballata delle donne’ di Edoardo Sanguineti. Con il pensiero alle donne ucraine, testimone viventi dell’atrocità della guerra presente e messaggere di speranza per l’umanità futura. Loro che coi loro piccoli, da sole, riescono a lasciarsi la guerra alle spalle. A noi tutte e tutti il dovere di accoglierle, ristorarle, ascoltarle nella loro richiesta di aiuto per la loro patria che solo il ritorno della pace potrà esaudire”. Cosi in una nota il consigliere comunale Roberto Raparelli e i membri del Direttivo del Centro per Marino, Otello Bocci, Umberto Minotti, Marco Ottaviani in occasione della Giornata Internazionale delle Donne.
“Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, ti prendo per mano”.
(Edoardo Sanguineti)
DONNE FUORI DAL SILENZIO: “DONNE PRIME VITTIME DELLA GUERRA”
“Quest’anno avremmo voluto dedicare l’8 marzo alle donne afghane, al loro dramma e alla loro resistenza contro il regime dei talebani. Ma un’altra tragedia, purtroppo ancora più vicina a noi, ha sconvolto il cuore dell’Europa: la guerra in Ucraina. Forse solo nel peggiore degli incubi a due anni di devastante pandemia succede una guerra lacerante contro la democrazia: questo purtroppo è lo scenario al quale stiamo assistendo in questi tristi giorni. Ed ancora più tristi delle tragiche immagini e dei racconti che i media ci propongono h24 (per fortuna…), ci sono le dichiarazioni dei neo specialisti di guerra, politica estera ecc… che dilagano in ogni dove, fornendo le più varie spiegazioni e giustificazioni”. Lo scrive in una nota “Donne Fuori dal Silenzio” in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
“Ogni opinione, a patto che sia democratica e antirazzista, è legittima, ma solo dopo aver condannato la Russia e sostenuto l’Ucraina, SENZA SE E SENZA MA. Ora c’è bisogno di fare, di solidarizzare, accogliere e proteggere e, soprattutto, mettere in campo qualsiasi azione per FERMARE LA GUERRA. E non dimentichiamo, solo perché geograficamente più lontane da noi, tutte le altre guerre, quelle cosiddette “a bassa intensità” o quelle ormai purtroppo “croniche”, alle quali non prestiamo più neanche un minuto di attenzione, che si combattono da anni e che uccidono centinaia di migliaia di persone ogni anno e causano milioni di profughi e rifugiati. E le tragedie che queste guerre comportano soprattutto sulle donne: i report che giornalmente arrivano dall’Afghanistan descrivono ancora violenze disumane per tacitare il loro dissenso, tanto che alcune di loro preferiscono uccidersi piuttosto che cadere vive nelle mani dei talebani; ma ricordiamo anche le donne siriane o di altri paesi arabi, ormai da anni costrette all’esilio e ai campi profughi. Ecco, noi oggi vogliamo riprendere le parole di Gino Strada, fondatore di Emergency, pronunciate quando ricevette nel 2015 il Right Livelihood Awards, il “Nobel alternativo” riconosciutogli per «la cura delle vittime delle guerre»: «…La guerra, come le malattie letali, deve essere prevenuta e curata: va abolita. (…) Ogni guerra ha una costante: il 90% delle vittime sono civili, persone che non hanno mai imbracciato un fucile. Che non sanno neanche perché gli arriva in testa una bomba. Le guerre vengono dichiarate dai ricchi e potenti, che poi ci mandano a morire i figli dei poveri».
Aggiungiamo una riflessione: sono quasi sempre le donne a pagare il peso più grande in ogni guerra fin dagli albori dell’umanità: alle donne è sempre toccato il compito della cura in ogni aspetto, bambini, anziani, casa, feriti. Hanno dovuto sostituire gli uomini “impegnati” in battaglia, hanno sopportato ogni tipo di violenza, soprattutto gli stupri “etnici”.
E proprio per questo diciamo, con le parole di Svetlana Aleksievič, scrittrice bielorussa nata in Ucraina, premio nobel 2015,: “La guerra non ha un volto di donna”, ma le donne faranno la loro parte per solidarizzare, aiutare, cercare di fermare la guerra.
Invitiamo tutte a ricordare il nostro 8 marzo con una donazione a Save the Children o alla Croce Rossa”. Conclude la nota.
https://www.savethechildren.it/dona-fondo-emergenze#form-start
https://cri.it/emergenzaucraina/



















