I parrucchieri tra le categorie più penalizzate dal lockdown

Abbiamo ascoltato l'esperienza di Marco Accogli titolare del salone di parrucchieri Nuovo Look di Albano Laziale

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Nuovo Look di Marco Accogli

Il salone di parrucchieri Nuovo Look di Albano Laziale è una di quelle attività che si tramandano di padre in figlio. In questo caso, di madre in figlio. Una di quelle attività commerciali che caratterizzano la vita ed il tessuto imprenditoriale e sociale di una città della provincia italiana.

Per molto tempo con sede a Cecchina, da anni si è trasferito nei locali di Via Alcide De Gasperi 17 al centro storico di Albano. Marco Accogli è il titolare dell’esercizio commerciale e da lui ci siamo fatti raccontare come sta vivendo questo momento di lookdown, così duro anche per la sua categoria, che dovrà attendere ancora prima di avere il via libera dal Governo per la riapertura.

“Il momento è molto difficile – ci dice Marco – perché noi dai primi di Marzo non abbiamo avuto più entrate economiche. E ancora non abbiamo indicazioni ufficiali e precise sulla ripartenza. Personalmente ascolto le indicazioni che ci arrivano dalla tv e dai media per orientarmi”.

Il caso di Nuovo Look è un tipico esempio di come le mancate entrate economiche, per un periodo relativamente prolungato, possono mettere in seria difficoltà intere famiglie. Dato che, non di rado, tutti i componenti del nucleo familiare sono coinvolti nella stessa attività.

Hai usufruito di qualche strumento economico messo a disposizione durante la chiusura dalle istituzioni?

“Ho ricevuto il contributo di 600 euro che il Governo ha destinato alle partite iva. Su questo vorrei fare una riflessione. Sul fatto che gli stessi soldi sono offerti allo stesso modo sia a chi come la mia attività ha avuto incasso 0, sia a chi, detentore di partita iva, ma ha comunque continuato a lavorare, anche se a ritmo ridotto. Ho provato ad accedere anche al contributo di 10 mila euro che la Regione Lazio aveva messo a disposizione per le aziende, ma purtroppo, non ostante il mio tempismo, non ho potuto compilare e inviare la domanda, perché il sito Fare Lazio non mi ha permesso di farlo. Credo sia andato in tilt”;

Siete pronti a ripartire?

“Si, siamo pronti a rispettare le disposizioni di distanziamento fisico. Abbiamo tutti i dispositivi di sicurezza personale ed il nostro locale è pronto ad accogliere i clienti nella massima sicurezz. Solo una cosa mi spaventa”;

Cosa?

“Gli orari”;

Ossia?

“Si dice che saremo obbligati alla chiusura alle ore 19. Questo per noi parrucchieri sarebbe un grave danno, perché, considerando i tempi per ogni singolo cliente, per messa in piega, taglio e colore per le clienti, potrei servire due o tre clienti al giorno al massimo”.

Una questione seria, per cui auspichiamo anche da queste pagine che le autorità preposte possano valutare orari differenziati e specifici, che tengano conto delle specificità di ogni attività.

Di Andrea Titti

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