I sordi ai tempi del COVID, una categoria invisibile

Dimenticati dalle istituzioni i sordi non possono accedere neanche ai numeri di emergenza messi a disposizione per avere info sul COVID

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Lingua dei segni per i sordi

L’epidemia rende tutti più fragili, più esposti e meno invulnerabili di quanto ci si possa sentire nella normale quotidianità. Ci sono delle categorie, termine orribile per definire un gruppo di persone accomunate da una caratteristica, che in questi momenti diventano ancora più fragili ed esposte di tutti. In più però, queste persone, diventano invisibili, non se ne parla, o meglio, se ne parla ancor meno del solito, non ci si cura delle loro esigenze, che diventano ancor più stringenti, perché in ballo c’è la salute e in certi casi la stessa sopravvivenza.

Parliamo dei sordi e della loro vita al tempo del COVID e del lookdown italiano. Abbiamo ascoltato dalla voce dei rappresentanti del Circolo dei Sordi di Albano Laziale, una comunità numerosa e attiva sul territorio, capace di coinvolgere in molte attività, sostenere e accompagnare le persone sorde per le loro esigenze.

“Sembra incredibile, ma per una persona sorda il COVID può non esistere”;

In che senso?

“Nel senso che ci sono persone sorde che sono lasciate totalmente allo scuro rispetto a ciò che succede, alle misure di sicurezza e prevenzione da adottare, dai rischi di contagio. Poniamo il caso che un sordo debba rivolgersi ad uno dei numeri di emergenza messi a disposizione, per chiedere consigli su cosa fare in presenza di febbre o sintomi compatibili col Coronavirus. In assenza di un numero dedicato e predisposto alle videochiamate, la persona sorda non potrà mai ricevere assistenza, in quanto non può comunicare tramite telefono vocale. Se una persona sorda deve recarsi dal medico di famiglia o peggio in una struttura ospedaliera, trovandosi il personale dotato di mascherine non trasparenti, non potrà comunicare con esso, a meno che non vi siano figure capaci di parlare la lingua dei segni, cosa quanto mai rara se non proprio del tutto assente. Vale lo stesso per chi si reca in un supermercato o in banca. A parte la Protezione Civile, sono le stesse istituzioni che spesso dimenticano i sordi quando diffondono video o conferenze stampa in cui si comunicano i provvedimenti straordinari”;

Questo vale per tutti i sordi?

“Si, ma in special modo per le persone sole e anziane. Perché se ci sono parenti o familiari che fanno da tramite nelle comunicazioni ce la si cava, ma se si è soli la vita diventa un calvario in momenti come questi, anche per le cose fondamentali”;

Ma fino ad ora come si è organizzata la vostra comunità?

“Abbiamo attivato degli strumenti con cui trasmettiamo tutte le informazioni, le prescrizioni e le leggi che via via entrano in vigore. Chat whatsapp, videochiamate e rapporti personali di chi si mette a disposizione, ma sempre in via autonoma e non istituzionale. Sembra che le persone sorde non siano cittadini con pari diritti”;

In effetti è quantomeno strano che non si sia pensato almeno di attivare una linea di videochiamata dedicata, con operatori capaci di parlare la lingua dei segni.

“Sono molti, anche se non statisticamente rilevati come tali, i sordi contagiati, alcuni dei quali proprio perché impossibilitati a conoscere ciò che accadeva. I più giovani che vivono i social hanno facile acesso ad alcuni servizi dedicati, possono leggere ed informarsi, ma i più anziani che non hanno accesso alle tecnologie sono completamente tagliati fuori”;

Auspichiamo con forza che nei tanti decreti e nei tanti provvedimenti in via di approvazione possa trovare spazio un pacchetto di misure che colmino questo che è un vero e proprio vulnus ai diritti costituzionali.

Di Andrea Titti

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