Il Comitato UST dice no al termovalorizatore di Gualtieri

Il Comitato UST parla di rischio tenuta democratica e si appella ai sindaci del territorio

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“Il comitato raggruppa le anime dei residenti intorno alla zona della discarica di Albano, e quindi le zone di Roncigliano, Cancelliera, Santa Palomba, Montagnano, e i villaggi Ardeatino e Valle Caia”. Si legge in una nota diramata dal Comitato per la Ssalute e Salvaguardia del Territorio.
 
“La questione che vogliamo porre è la seguente, il sindaco Gualtieri, precedentemente la sindaca Raggi, oltre ad essere sindaci del comune di Roma sono sindaci anche sindaci di Città metropolitana, in pratica, automaticamente, nel momento in cui viene eletto sindaco di Roma, diventa sindaco di tutta l’intera ex provincia di Roma.
In Città metropolitana si fanno scelte strategiche in campo dei rifiuti,
Questa intera area ha subito due ordinanze per la riapertura della discarica di Albano Laziale, al momento sotto sequestro da parte della procura competente. Contestualmente in questa fase, come tutti sanno, rimbalza la questione di far costruire un termovalorizzatore, alcune notizie lo danno come impianto da costruire nei paraggi, e dunque a ridosso di questa area che è stata per 35 anni ingiustamente sottoposta ad un impatto ambientale di proporzioni inaudite. Rifiutiamo categoricamente questa proposta.
La questione ulteriore che vogliamo porre è che il sindaco di città metropolitana, da queste popolazioni non è stato eletto in quanto diventa sindaco attraverso un automatismo
Abbiamo riportato la sentenza della corte costituzionale N.240 del 7 dicembre 2021, la quale ha posto un problema di legittimità costituzionale in quanto appunto non eletto dalle popolazioni interessate dall’intera città metropolitana
A questo si aggiunge un’ulteriore decisione del governo di nominare Gualtieri commissario in riferimento all’appuntamento del Giubileo anno 2025; in questi poteri vengono assegnati anche quelli per gestire l’emergenza rifiuti di Roma, di fatto costruendo una operazione istituzionale che secondo noi impatta, sul processo gestione dei rifiuti,  con i ruoli e le competenze che spettano alla regione lazio.
I cittadini collocati in questa area, quando hanno eletto il presidente della regione lazio hanno votato in conseguenza di programmi, di idee, e di processi decisionali nel campo dei rifiuti e nel campo complessivo dei servizi nel lazio in termini generali. Anche qui si dota il sindaco attuale di Roma di ulteriori poteri che si sommano ai poteri del sindaco di città metropolitana.
Noi abbiamo una posizione alquanto perplessa, riteniamo che i valori della costituzione della democrazia e della capacità dei popoli di eleggere i loro eletti in funzione dei programmi, delle idee e dei progetti che vengono annunciati, esposti nell’ambito degli appuntamenti elettorali, sono elementi che con questi processi decisionali saltano, non hanno più ragione di esistere.
Facciamo un appello ai sindaci, alla politica di queste aree, a chi rappresenta le istituzioni, di porre un problema di tenuta democratica dei luoghi, dei cittadini e degli elettori di questa area”. Così conclude la nota del Comitato UST.