In mostra a Palazzo Velli “Fino alla fine del mare”

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Jacopo Di Cera

jacopo di ceraInaugura giovedì 26 maggio alle ore 18:30 presso Palazzo Velli a Roma (Piazza Sant’Egidio 10) la grande mostra di Jacopo Di Cera “Fino alla fine del Mare”, un viaggio figurato e metaforico per raccontare l’errare umano. Il lavoro esposto si compone di trenta immagini a colori dei frammenti intatti degli scafi accatastati nel cimitero delle barche di Lampedusa, stampate in alta definizione direttamente su pezzi di legno delle barche stesse. Nello speciale allestimento realizzato per la presentazione a Roma, sarà possibile rivivere, in una sala adiacente, le stesse sensazioni vissute dall’Artista nel suo cammino di avvicinamento al luogo dove ha realizzato il lavoro, grazie a due grandi trittici “da toccare”, raffiguranti frammenti degli scafi, immagini in movimento proiettate e suoni, per un percorso multisensoriale di meditazione e contemplazione.

Il progetto fotografico di Jacopo Di Cera “Fino alla fine del Mare”, realizzato con il supporto di alcune ONLUS per l’aiuto dei migranti, ha recentemente ricevuto il patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa proprio per la capacità di raccontare quella terra del profondo sud della Sicilia fatta di contraddizioni, di sofferenza, di approdi e di speranza. Centro del Mediterraneo, Lampedusa è la terra di passaggio della contemporaneità ed è, come il viaggio di Ulisse, il viaggio che rappresenta tutta l’Umanità. Un’Umanità in continuo cambiamento, in continuo movimento. Un’Umanità in cerca di una nuova, dovuta opportunità. In questo suo nuovo lavoro Jacopo Di Cera, fotografo milanese con oltre quindici anni di esperienza, vuole raccontare attraverso forme e cromatismi l’errare dell’uomo, in una serie di immagini stampate in alta definizione direttamente su pezzi di legno non trattati prelevati in parte dal cimitero della barche di Lampedusa e rese uniche dall’applicazione manuale di resina fatta direttamente dall’Artista Il legno è il materiale-simbolo di questo movimento, di questo viaggio. È il traghettamento verso un’altra dimensione, verso una seconda occasione. La resina conferisce alle immagini un effetto lucido che ricorda l’acqua, elemento che in sé ha tutti i simboli della nascita e della rinascita.

Legno e Acqua per portare il mare, il viaggio, l’odissea dell’umano errare, fin dentro l’opera. Dai versi di Omero sono state estratte le sei parole chiave del lavoro: il viaggio, l’isola, il legame, la lotta, la salvezza, il ritorno. Per ogni parola chiave sono state scelte cinque immagini che, attraverso il cromatismo, raccontano la storia di migranti. Una modalità di utilizzo della fotografia molto originale, per mostrare come solo utilizzando il colore si possa regalare sorprendenti serie di associazioni visive che spuntano dalla nostra memoria, creando un’archeologia visuale la quale attinge dal nostro presente e dal nostro passato, da fatti di cronaca che raccontano il nostro contemporaneo. “Il punto di vista originale dell’Artista non ci traspone immagini crude, ma attraverso un gioco di rimandi cromatici che si rifanno più all’arte di Mark Rothko e Yves Klein, ci spiega la metafora del viaggio, del naufragio e della salvezza”, ha spiegato Auronda Scalera, curatrice del progetto. La mostra “Fino alla fine del Mare” è una mostra itinerante. Metafora del viaggio dell’uomo, la mostra è partita da Milano, in occasione di MIA FAIR 2016 e, dopo Roma, toccherà tutti i principali porti: Napoli, Capri, Cagliari ed infine Lampedusa.

“FINO ALLA FINE DEL MARE”  è un progetto di Bside in collaborazione con Visiva

dal 26/05 al 6/06/2016 (opening 26/05 ore 18.30)

PALAZZO VELLI EXPO Piazza di Sant’Egidio 10, 00153 Roma

 

 

 

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