Inter, Milan, Juventus e Napoli sono le 4 squadre italiane che con tutta probabilità si contenderanno la vittoria della prossima edizione della Serie A. Ogni formazione presenta motivazioni molto differenti in questo preciso periodo storico, ma il valore tecnico è tale da poter sovvertire ogni pronostico. Come noto, le previsioni degli addetti ai lavori e le scommesse sulle partite di calcio si concentrano puntualmente sulle big e in tal senso l’Inter è chiaramente favorita, ma non sempre le griglie di partenza fanno centro. Ciò che è certo è che i vari Simone Inzaghi, Paulo Fonseca, Thiago Motta e Antonio Conte saranno i principali protagonisti del prossimo campionato, che aprirà i battenti il 17 agosto.
Simone Inzaghi
L’ex tecnico della Lazio si è ormai affermato anche sulla panchina dell’Inter, raggiungendo la finale di Champions League al primo anno e conquistando un meritato scudetto nella passata stagione. Il credo tattico del mister è molto chiaro: il modulo è un 3-5-2 in cui i terzini sono chiamati a spingersi avanti per partecipare fattivamente alla manovra offensiva, mentre gli attaccanti godono del sostegno di un trequartista. Un gioco fluido, che in fase di non possesso vede la squadra trasformarsi con un vero e proprio 5-3-2, richiamando i terzini indietro. Inzaghi ha dimostrato a più riprese di sapere essere anche molto versatile e non disdegna il pressing alto. Insomma, trovarselo come avversario è un cruccio per ogni allenatore.
Paulo Fonseca
Se Stefano Pioli faceva affidamento sulla spinta dei laterali, il nuovo tecnico del Milan Paulo Fonseca sa già di poterne fare a meno, come ha dimostrato ai tempi della Roma, quando propose un 4-2-3-1 molto più conservativo. Ad ogni buon conto, è molto probabile che il mister portoghese decida di giocare anche col 4-3-3, così da sfruttare al meglio le individualità dell’organico rossonero. Quello che vedremo a partire dalla prossima stagione dovrebbe essere un Milan a trazione anteriore e Rafael Leao vedrà aumentare esponenzialmente le proprie responsabilità. Zlatan Ibrahimovic e Olivier Giroud non sono più giocatori del Milan, di conseguenza Leao diventa adesso il vero punto di riferimento in avanti. Rimane da capire come sarà registrata la fase difensiva, che nell’ultimo anno ha subito fin troppi goal. Per Fonseca la panchina del Milan potrebbe rappresentare la più grande chance della carriera.
Thiago Motta
Il Bologna ha conquistato una storica qualificazione in Champions League e gran parte del merito va indubbiamente a Thiago Motta, che già ai tempi dello Spezia aveva dimostrato di avere le stimmate del predestinato. Da giocatore era stato spesso criticato pur avendo confezionato una carriera importante, ma da allenatore l’italobrasiliano ha guadagnato comunque la stima e l’attenzione degli addetti ai lavori. Thiago Motta sposa l’idea di un calcio offensivo e pretende che la costruzione della manovra parta dalla difesa. Importantissimi il pressing elevato e il gioco palla a terra. I suoi moduli preferiti sono il 4-3-3 e il 4-2-3-1. A prima vista, il nuovo tecnico della Juventus sembrerebbe avere le idee più chiare rispetto a Massimiliano Allegri, che spesso e volentieri ha cambiato di ruolo ai suoi rinunciando ad attaccare pur di conservare una situazione di vantaggio.
Antonio Conte
Quando si parla di allenatori italiani vincenti, uno dei primi nomi che vengono in mente è sicuramente quello di Antonio Conte. Dopo la gavetta trascorsa tra Arezzo, Bari, Atalanta e Siena, il mister leccese si era seduto sulla panchina della Juventus dando il via ad una serie impressionante di successi, per poi diventare ct della nazionale italiana e allenare all’estero. Conte ha appena sposato la causa del Napoli reduce da una stagione fallimentare e tutti sono convinti che sia lui l’uomo giusto per riportare gli azzurri in alto. La sua metodologia è quasi ossessiva e l’ha portato nel tempo a valutare diversi moduli, tra cui il 4-2-4. Tuttavia, è stato il passaggio alla difesa a 3 nella seconda parte della sua carriera a valergli l’attenzione della critica, peraltro nello stesso periodo in cui Walter Mazzarri, che l’anno scorso era tornato sulla panchina del Napoli, la stava proponendo nel corso della sua prima esperienza con gli azzurri. Conte predilige un ampio possesso palla e la presenza di un centrale difensivo che possa svolgere all’occorrenza i compiti del regista, mentre gli esterni rimangono costantemente impegnati lungo tutta la fascia.



















