I bambini sono una delle categorie che più stanno soffrendo questo periodo di lockdown. Non in termini economici, perché ancora nel circuito dell’economia e delle responsabilità che esso comporta non sono entrati, ma in termini psicologici e di percezione della realtà. Hanno dovuto subire uno shock che non abbandonerà facilmente il loro immaginario e in molti casi lascerà il segno.
Il non poter uscire, il non potere avere rapporti con i coetanei, ne a scuola ne con gli amichetti, modifica il carattere in un momento importante della loro crescita psicofisica. Questo vale ancora di più per i bimbi più piccoli in età scolare.
Si modifica la loro gioia di vivere, la curiosità di scoprire il mondo e di rappresentarlo. Il solo legame genitoriale non può bastare, perché viene a cambiare il loro spazio di fantasia, restringendone gli orizzonti.
Ecco perché è importante soffermarci a riflettere su come accompagnare i bambini in questo passaggio imprevisto e delicato della loro formazione.
Anche un gesto simbolico come quello promosso da un gruppo di cittadini di Albano può essere utile a questo scopo. Se non altro per non dimenticare una categoria come l’infanzia, che non ha voce, non può protestare, non può rivendicare diritti e bisogni.
Vale ancora di più quando ci si occupa di bambini che vivono in situazioni di precarietà economica, già da prima e oltre la pandemia.
Per questo, i suddetti cittadini, attraverso i servizi sociali di Albano, hanno preparato e donato ad un gruppo di famiglie, indicate dai servizii sociali comunali, “La Valigetta dei Sogni”: un piccolo kit fatto di album da disegno, colori, pennarelli, gomme, temperini, adesivi e alcuni gadget.
Un modo, simbolico appunto, per ridare ai bambini un pezzo della loro fantasia ingrigita dalla quarantena forzata.



















