Borelli riceve un primo pessimo regalo da mettere sotto l’albero di Natale. A confezionargli il pacco è Alessandra Zeppieri e L’Altra Albano, che rompono il tavolo con il Partito Democratico di Albano e dicono no a quella che definiscono come una “imposizione del Pd”.
“Il Partito Democratico di Albano, malgrado la nostra chiara e reiterata richiesta di un confronto che desse pari dignità a tutte le forze politiche, ha scelto la via della non condivisione e, senza avviare un dialogo preventivo, ha proposto la candidatura a sindaco di Massimiliano Borelli. Una scelta che, a nostro avviso, non riflette lo spirito di coesione e partecipazione che dovrebbe guidare ogni progetto politico – amministrativo”. Così in una nota ufficiale pubblicata sui profili social de L’Altra Albano, la lista di sinistra fondata dalla Consigliera Regionale del Polo Progressista e da Salvatore Tedone che fino alla sfiducia sedeva tra i banchi della maggioranza di Borelli a Palazzo Savelli, motiva la decisione di rompere il tavolo con il Partito Democratico di Albano.
“Non abbiamo ritrovato questo spirito neanche nell’incontro che il nostro gruppo politico ha avuto lo scorso 5 dicembre con la delegazione del PD, guidata dal loro segretario provinciale Rocco Maugliani. In questa occasione il PD senza lasciare spazio ad altre possibilità ha imposto il nome di Massimiliano Borelli quale candidato sindaco. Riteniamo che le alleanze politiche non possano basarsi su logiche del tipo: “Noi abbiamo deciso, voi che fate?”. Le alleanze si fondano su contenuti chiari, fiducia reciproca, visione condivisa della città e un programma che risponda ai bisogni reali dei cittadini e delle cittadine e al benessere del nostro territorio. Sarebbe stato indispensabile, piuttosto, prima sgomberare il campo dalle macerie degli errori passati, affrontando con rigore le responsabilità che hanno portato alla crisi amministrativa per poi nutrire la fiducia reciproca, superando logiche di autoreferenzialità o decisioni calate dall’alto. Imporre un modello senza confronto è un passo che non ci corrisponde; è una modalità in cui non ci riconosciamo.
Per questo, con serenità e coerenza, abbiamo deciso di non accettare l’imposizione del PD per le amministrative del 2026. Questa decisione non è un rifiuto alla collaborazione con altre forze politiche, né un atto di chiusura: è un richiamo alla dignità della politica che deve essere pensata non come somma di sigle ma come progetto collettivo di cittadini e cittadine per la città. Scegliamo di proseguire lungo una linea di autonomia e coerenza, aperta a tutte le forze che condividono i valori della partecipazione, del bene comune e della responsabilità collettiva.
Abbiamo dato avvio a scambi e dialoghi con altre forze politiche progressiste e democratiche e nelle prossime settimane il tavolo di confronto si allargherà anche alle forze sociali e associative, nonché ai cittadini e alle cittadine, per definire insieme le tematiche fondamentali di un programma elettorale partecipato, condiviso, chiaro e trasparente e per costruire una coalizione forte e continuare ad amministrare Albano”.
Se il campo largo a livello nazionale e regionale zoppica, ad Albano si riduce ad un piccolo orticello, smentendo ancora una volta la fallace narrazione instillata dai vertici dem sul sindaco vittima di un complotto, confermando al contrario tutte le criticità emerse durante l’ultima consiliatura, che gli stessi esponenti borelliani hanno sempre negato, dimostrando una notevole miopia politica, che poco si confà ad una seriea classe dirigente.
Se oltre al niet de L’Altra Albano venissero infine confermate le indiscrezioni che vorrebbero anche il Vice Sindaco Andreassi fortemente orientato verso la corsa solitaria, per il Pd albanense si potrebbe davvero stagliare all’orizzonte una debacle di proporzioni storiche.



















