L’Italbasket batte la Croazia, continua la corsa verso Rio

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Eurobasket - Italia Spagna
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Eurobasket – Italia Spagna

Per chi ha lasciato sangue e sudore per un quarto di secolo sulle gradinate del Palaeur/PalaTiziano, Italia Croazia ha un sapore particolare. C’è, infatti, tanta Virtus Roma. C’è il passato remoto, lo stellare Dino Radja seduto sulla panca slava, c’è il passato prossimo, Roko Ukic a disegnare il gioco per i croati, c’è il passato recente, Gigi Datome a capitanare la banda azzurra. Per quanto riguarda il presente Virtus Roma….. non pervenuto. Ed usiamo eufemismi.

Parliamo di nazionale che è meglio. Italia Croazia è quasi uno spareggio. Un pass per la finale. C’è davvero tanto talento sul parquet. E la partita è bella. Con giocate strepitose. Con centri che non bloccano la palla ma la giocano. Con play che non sono ossessionati dal pick and roll. Con giocate strepitose di Belinelli e Gallinari. Ma soprattutto di quel Bogdanovic da Brooklyn che all’intervallo ne mette 16 insieme ad una serie di azioni difensive da urlo. Ma anche di un Hackett in forma NBA. All’intervallo siamo 35 pari. E le sensazioni non sono buone. Abbiamo regalato tanto. E se solo loro ne avessero aprroffittato prendendo i tiri facili concessi sarebbero sopra di 10. Anche stasera contiamo sulle urla di Messina negli spogliatoi. Ma questi non sono la Tunisia, però. Ed, infatti, non c’è nessun parziale clamoroso al rientro sul parquet. C’è solo una squadra che inizia a giocare da squadra. Un Hackett straordinario che limita Bogdanovic alla grande. Un Gallo che c’è quando serve. Una difesa mostruosa. Un coach che azzecca le rotazioni. Un infortunio (Simon) e qualche giovane croato che pian piano si dissolve nel caldo dell’arena torinese. E L’arena per l’appunto. Il calore del pubblico, trascinato in qualche frangente anche da Zorro Belinelli, aiuta e non poco. Ed alla fine la portiamo a casa. 67 a 60 recita il tabellone. Con i croati lasciati al 38% al tiro.

Andiamo in semifinale da primi del girone.  Per conoscere l’avversario dovremo aspettare il risultato di Messico Grecia. Andiamo in semifinale con le polveri un po’ bagnate. Con tanto talento potenziale ma poco realmente espresso sul parquet. Ma anche con tanta umiltà in difesa e con uno spirito di squadra davvero importante. Non è scontato quando ci sono così tanti protagonisti. Ma è condizione fondamentale per diventare grande squadra. Soffrire in difesa. Tutti insieme. Siamo un gruppo. E relativamente al fatto che questa non sia una Italia bella da vedere, rubo una citazione del Vate Bianchini (tanto per rimanere in tema Virtus). I giocatori non sono soldati in parata. Sono soldati in battaglia. Prendiamoci Rio.