M5S, “Casali della Marcandreola, Regione Lazio dice no”

Sull'azione di prelazione sui Casali della Marcandreola a Ciampino nota dell'M5S della città alle porte di Roma. Attacco dopo il no della Regione Lazio

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Foto di gruppo di portavoce e attivisti del M5S Ciampino

“L’Ufficio di Gabinetto della Regione Lazio ieri ha sbattuto la porta in faccia al Consiglio Regionale e ai cittadini di Ciampino sull’azione di prelazione per l’acquisizione dei Casali fortemente voluta da associazioni, da numerose forze politiche del territorio e da tantissimi singoli cittadini che hanno espresso chiaramente la loro volontà. Nonostante l’indirizzo espresso dal Consiglio regionale rispetto la volontà di tutelare e acquisire l’area tramite la prelazione, la Regione Lazio si disimpegna con quelle che a noi paiono scuse inaccettabili. Con una nota di risposta alla delegazione di giovedì scorso 27 settembre, il capo di Gabinetto Albino Ruberti risponde che “…l’operazione di prelazione non è percorribile per ragioni tecnico amministrative che fanno capo ai principi di finanza pubblica… (non ci sono soldi) …e all’assenza di una progettualità che garantisca la funzionalità del progetto… (non sanno che farsene di qualche ‘’rudere’’ all’interno di un’area che il World Monuments Fund annovera tra i siti a rischio e da preservare). Quindi dopo i proclami del PD di Ciampino che voleva fare propria la mozione sull’acquisizione dei casali senza però dar seguito all’impegno con azioni concrete né su Ciampino né in Regione, anche la dirigenza politica regionale PD risponde ‘’picche’’ al Consiglio Regionale. Siamo di fronte ad una negligenza politica senza precedenti che lascia la città di Ciampino mortificata e privata di altri beni storici e paesaggistici nella speranza che siano dei privatia prendersene cura lungi da loro alcuna logica affaristica. Mentre si spera, la cittadinanza, in cerca della propria identità culturale, rimane ancora una volta inascoltata da chi dovrebbe invece trarre spunto dalle istanze sollevate a gran voce per adempiere al meglio al compito di servire il bene comune. Dopo l’IGDO un altro pezzo di storia non sarà pubblico e Ciampino rimarrà davvero solo la città dell’aeroporto: i nostri amministratori locali dovrebbero vergognarsi per la loro incapacità di adottare politiche lungimiranti per il territorio e per aver trasformato la ‘’città giardino’’ in una finta Città senza identità né memoria” dichiarano i Consiglieri uscenti e gli attivisti del MoVimento 5 Stelle Ciampino.