Monitoraggio inquinamento, Andreassi replica a Sinistra Italiana di Albano

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Luca Andreassi consigliere comunale Albano Laziale
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Luca Andreassi consigliere comunale Albano Laziale

Riceviamo e integralmente pubblichiamo la replica del Consigliere Comunale di Albano Laziale Luca Andreassi, ad un comunicato stampa diramato nelle scorse ore da Sinistra Italiana, vertente l’installazione da parte dell’amministrazione cittadina, di alcune centraline per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico in città.

“Pur essendo fortemente convinto – dichiara Andreassi – dell’importanza della partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa, sarebbe piuttosto grave se un’ Amministrazione, qualsiasi Amministrazione, sviluppasse la propria programmazione sulla base dei manifesti affissi dalle forze di opposizione.

Mi riferisco alle considerazioni riportate nel comunicato stampa del gruppo promotore “Sinistra Italiana” che ascrive non meglio specificati meriti all’azione politica della consigliera comunale subentrata al candidato Sindaco Giorgio Battistelli, dimessosi all’indomani della scorsa tornata elettorale. Se non sbaglio credo sia una delle prime uscite pubbliche di questo gruppo politico. Per il futuro mi permetto di dare una serie di suggerimenti.

  1. Prendere sempre visione degli atti e della documentazione. Avrebbero scoperto che sebbene la determina di affidamento sia della settimana scorsa, l’attività in materia parte già dallo scorso anno a seguito di comunicazioni con la Regione Lazio che inquadra Albano nella fascia di rischio di inquinamento denominata fascia B, ovvero una fascia in cui il pericolo non è molto elevato.
  2. Leggere i comunicati stampa fino alla fine. Avrebbero scoperto che il progetto che stiamo sviluppando prevede la mappatura dell’intero territorio di Albano, Cecchina e Pavona con un centinaio di punti di monitoraggio. Quindi è sterile suggerire questo o quell’incrocio o cavalcavia. Perché tutto il territorio verrà mappato e solo allora si valuteranno, numeri alla mano, le aree critiche (ammesso che esistano).
  3. Sapere di cosa si parla. Quando si fa un monitoraggio non si devono andare a monitorare solo le aree ritenute “sensibili” , tipo quelle in cui c’è molto traffico veicolare, ma anche le zone cosiddette “bianche” perché è fondamentale individuare il fondo scala. Inoltre, Qualsiasi valutazione perde di significato senza uno studio preventivo delle condizioni climatiche /ventosità, gradienti termici, stabilità atmosferica) dell’area. Insomma, vedere macchine ferme ad un passaggio livello non dà nessuna certezza che in quel punto ci sia un picco di sostanze inquinanti perchè tale picco potrebbe registrarsi altrove o non registrarsi proprio se c’è una buona capacità di diluizione degli inquinanti da parte dell’atmosfera”.
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