MUSAC “Un’idea nuova per i giovani a Pavona

L’associazione MUSAC ha presentato il progetto di trasformazione dell’adiacente ex biblioteca di Pavona, in un centro di aggregazione per i giovani

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Area da riqualificare a Pavona

L’associazione MUSAC ha presentato il progetto di trasformazione dell’adiacente ex biblioteca di Pavona, in un centro di aggregazione per i giovani

“UN’IDEA NUOVA PER I GIOVANI A PAVONA

L’associazione MUSAC (Museo di Street Art dei Castelli), tramite il suo presidente Marco Alteri, in occasione del convegno sul cambiamento climatico nell’anfiteatro all’aperto di via Roma, ha presentato il progetto di trasformazione dell’adiacente ex biblioteca di Pavona, in un centro di aggregazione per i giovani. L’idea ha trovato il supporto oltre che dell’amministrazione comunale di Albano Laziale, presente con il sindaco Nicola Marini, anche del Comitato di Quartiere Pavona Uno, rappresentato dal presidente Salvatore Stefanelli, e del parroco don Josè della Parrocchia Sant’Eugenio, che hanno sottoscritto la lettera indirizzata all’ATER, proprietaria dell’immobile.

Per creare uno spazio polifunzionale che possa ospitare laboratori e attività culturali per bambini e giovani, come il doposcuola, laboratori, cineforum, convegni, con spazi per il coworking e per l’attività fisica, i proponenti auspicano l’intervento della Regione Lazio, che di recente ha già deliberato di realizzare un luogo simile a Centocelle, presso i locali dell’ex libreria Pecora Elettrica, bersaglio di ben due incendi dolosi. Si possono inoltre immaginare sinergie ad esempio con Porta Futuro Lazio, il servizio regionale per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro o l’ex GIL di Trastevere diventato nel 2017 un hub dedicato all’arte, per dare vita ad una rete regionale al servizio dei giovani.

La scelta non si pone in contrasto con la possibilità di offrire al suo interno anche servizi comunali come l’anagrafe, infatti la digitalizzazione consente la condivisione degli spazi. La stessa scrivania, attrezzata di connessione internet, può essere impegnata due ore per il rilascio di certificati, poi per lo studio o per un convegno. Questa flessibilità consentirà di ottimizzare l’uso degli spazi pubblici, offrendo più servizi.

La gestione dovrà prevedere la partecipazione delle associazioni del territorio e soprattutto dei giovani, nella convinzione che attraverso la cultura si contrasta il degrado, si attiva quell’ascensore sociale in grado di emancipare le persone dal bisogno e si costruisce una comunità resiliente all’illegalità”. Lo rende noto l’associazione MUSAC e il suo presidente Marco Alteri.

Scarica qui:

Lettera ATER

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