Nicola Gratteri fa il pienone a “Velletri Libris Christmas Edition”

Grande successo di pubblico e di gradimento per il secondo appuntamento della rassegna natalizia “Velletri Libris Christmas Edition”

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Grande successo di pubblico e di gradimento per il secondo appuntamento della rassegna natalizia “Velletri Libris Christmas Edition”, che lungo tutto il mese di dicembre offre una interessante programmazione – con tanti generi letterari diversi e molteplici ospiti – nella suggestiva cornice dell’Auditorium “Romina Trenta” alla Casa delle Culture e della Musica di Velletri. La rassegna è ideata e realizzata da Mondadori Bookstore Velletri-Lariano-Genzano-Frascati-Cisterna e Fondazione De Cultura.

Giovedì 8 dicembre alle 18.30, Nicola Gratteri, saggista e magistrato, ha presentato – dialogando con Emanuele Cammaroto – il suo nuovo libro, “Fuori dai confini. La ‘ndrangheta nel mondo” (Mondadori), scritto con Antonio Nicaso. Un viaggio immersivo nel mondo della criminalità organizzata e in particolare della ‘ndrangheta, una delle forme di mafia meno narrate eppure più temibili. “La ‘ndrangheta”, ha detto Gratteri, “è stata poco narrata, perché meno evidente rispetto a mafie come Cosa Nostra. La prima mafia strutturata in Italia è stata la camorra, e potrebbe essere la prima a scomparire perché è sempre meno organizzata. Cosa Nostra, invece, è famosa perché si è insediata e fatta notare negli USA. La ‘ndrangheta si è radicata molto sul territorio con una certosina organizzazione”. Secondo l’autore e magistrato, sono sostanziali le differenze rispetto ad altre forme di malavita organizzata. La ‘ndrangheta ad un certo punto della sua storia avrebbe avvertito la necessità di fare un “salto di qualità” dedicandosi a commerci più redditizi: “prima viveva di estorsioni, trasporto merci, animali ma non è bastato: voleva contare di più per opere come l’autostrada Salerno/Reggio, le saline, e allora hanno creato una struttura più ampia”. Anche la guerra in Ucraina, la crisi energetica, la pandemia sono occasioni da non lasciarsi sfuggire per una simile organizzazione: “le mafie sono strutture parassitarie, non hanno onore, hanno regole, codici che servono per tenere legati gli affiliati. I capi fanno osservare leggi e regole, tutti gli altri sono sudditi, utili idioti, portatori di acqua al pozzo del capo mafia. I mafiosi sono esseri che non hanno etica o morale, ogni qualvolta c’è un disastro, terremoto o pandemia, le mafie sono presenti, ogni volta che c’è da gestire denaro e potere”.

Un passaggio importante Gratteri lo ha riservato all’assassinio di Marcelo Pecci, in Paraguay: un magistrato di origini italiane lasciato solo che aveva brillantemente condotto diverse operazioni per stanare il traffico di droga. Poi è tornato sull’importanza delle strategie per delinquere: “mentre Cosa Nostra ha pensato di scontrarsi con lo Stato, perché Riina era uno stupido violento e non uno stratega, la ‘ndrangheta ha compreso come la strategia di guerra non sia vincente. Riina ha costretto a reagire lo Stato e lo Stato ha dimostrato che Riina è un perdente. Più volte in Calabria uomini di Cosa Nostra sono venuti per parlare con vertici della ‘ndrangheta che si sono rifiutati di partecipare allo stragismo”.

La corruzione assume, nell’ordinamento della società, un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle mafie: “oggi uno dei motivi per cui si uccide meno è perché è più facile corrompere. Negli ultimi 25 anni abbiamo assistito a un forte abbassamento della morale, siamo più facilmente corruttibili ed è un problema occidentale di venderci e prostituirci in modo più semplice. Non si è più disposti a rinunciare a benefit e tenore di vita e siamo disponibili a mettere firme su un documento in cambio di 5mila o 10mila euro e le mafie non hanno bisogno di uccidere. Del resto se contano più le scarpe firmate che altro, se conta l’apparenza e non è più un valore la cultura, è una conseguenza la corruzione. Un insegnante oggi è uno sfigato perché arriva a scuola con la panda, il modello da seguire è oggi la ragazza seminuda in TV”.

Tantissimi gli spunti di riflessione che il magistrato e scrittore ha “donato” alla platea veliterna, e al termine della presentazione il firma-copie finale e le foto-ricordo hanno concluso l’evento. Gli incontri della rassegna “Velletri Libris Christmas Edition” proseguono e martedì 13 dicembre, stavolta alle ore 21, in Auditorium arriverà Paolo Bonolis per presentare il suo nuovo romanzo. L’ingresso come sempre è libero.