De Carolis, “Elezioni e Sbcr, la confusione del partito della denuncia”

Nota del capogruppo di Nuovi Orizzonti Marco De Carolis

0
1715
Monte Compatri
Monte Compatri

“Superficiali. Solo così possono essere definiti i membri del partito della denuncia, esponenti che si lanciano in analisi tanto ardite quanto sbagliate – inizia così la nota di Marco De Carolis.  Leggo con stupore, finalmente a un mese dalle sconfitte elettorali, i commenti del senatore Pd Bruno Astorre. La frazione di Molara, a Monte Compatri, non è stata affatto abbandonata: gli obiettivi che ci eravamo posti sono stati raggiunti.  Traguardi come il piano particolareggiato, la realizzazione delle fogne, l’acquisizione al patrimonio comunale dell’ex laboratorio delle funi. Il ‘no’ del Parco dei Castelli Romani, invece, non ci ha permesso di costruire la nuova chiesa. Gli elettori hanno premiato il nostro impegno e bocciato i presunti democratici, buoni solo a scrivere esposti. Pollice verso per una coalizione che dal Pd andava all’estrema destra, con la candidatura di Claudio Quaranta; passando per Udc e Ncd: un’accozzaglia ricca di contraddizioni senza un’idea di città, il bene comune da loro tanto sbandierato, ma con l’unico obiettivo di sconfiggere Nuovi Orizzonti. Che, però, per la terza volta di seguito, è maggioranza a Palazzo Borghese – continua così Marco De Carolis, capogruppo della lista Nuovi Orizzonti. Confusione e contraddizioni dimostrate anche sull’elezione del Consiglio di amministrazione del Sbcr. Nel novembre 2016, l’attuale presidente Giuseppe De Righi scriveva di “lodevoli iniziative” per poi criticare le stesse. Prima si elogia il “lavorare tutti insieme”, poi ci si adegua di essere eletti nel Cda senza l’unanimità di tutti i soci. Cosa accaduta per la prima volta nella storia di questa organizzazione. Fatto che dimostra la contraddizione tra parole e azioni. Perché non riconfermare il vecchio board? Perché non chiedere a chi aveva già lavorato egregiamente di ampliare la strategia di condivisione che già esisteva, grazie al lavoro e alla determinazione dell’ex presidente Massimo Prinzi? Domande a cui non avremo risposta, purtroppo, perché la sinistra pensa ancora di essere in campagna elettorale: quella persa con le elezioni di giugno.  Ma che guarda alle competizioni elettorali del 2018, iniziando con il posizionamento di amici degli amici, alla faccia della meritocrazia e della condivisione tanto sbandierate a parole. Confusi, mentono sapendo di mentire. Dimostrando di essere quello che sono, un acronimo: il Partito della Denuncia. E delle false promesse – continua l’ex primo cittadino di Monte Compatri”.