Notrica, “cantare fa bene al corpo, all’anima e alla mente”

Meta Magazine intervista Eduardo Notrica, direttore tra gli altri del Coro Decanter per tracciare un bilancio delle attività 2017 e le prospettive 2018

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Eduardo Notrica
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Eduardo Notrica e il Coro DeCanter

Eduardo Notrica è il direttore del Coro Latinoamericano di Roma, del CaroCoro, del coro giovanile Decanter e di AnimaDelSuono, coro femminile. L’abbiamo intervistato in questo fine del 2017 per tracciare un bilancio dell’attività di DeCanter e le prospettive 2018 del coro tuscolano.

Direttore Notrica, cos’è per lei il Coro Decanter?

“Il Decanter è la punta di diamante del mio progetto musicale nato dall’unione di vari cori inseriti nel portale Spaziocorale.it. Il progetto Decanter è sorto come coro giovanile ma, dopo oramai 6 anni di vita, ha perso la sua veste anagrafica per indossare quella più consona di gruppo vocale di qualità e ricerca. Il coro Decanter è riuscito a crescere e ad affermarsi nella scena corale più interessante e valida, attraversando tutti confini della musica vocale e proponendo repertori innovativi e poco conosciuti, avendo come fine ultimo sempre il più alto livello qualitativo”;

Possiamo stilare un bilancio del suo percorso con il coro ed in particolare dell’ultimo anno della sua attività?

“Ogni anno è diverso, ogni programma ha la sua storia e la sua identità. Mi rimangono impressi nel cuore la sperimentazione del programma Notte presentato a Villa Falconieri. Più che un concerto corale è stata un’ esperienza sensoriale di musica, luci e parole, dedicata ai brani che raccontano dal punto di vista poetico i diversi momenti della notte. Un traguardo importante del Decanter è stato il programma di Canti di Popoli Lontani: musica basca, finlandese e ungherese di radici popolari. Questo programma ha vinto il Primo premio del Concorso Cantagiovani di Salerno e il Premio del Pubblico al Concorso di Cocentaina in Spagna. Un altro progetto di grande valore artistico è stata la versione dell’ Oratorio barocco Jephte di Carissimi, intercalata dalle parole teatrali della tragedia greca Ifigenia in Aulide. Io mi innamoro sempre delle musiche che eseguiamo, come è successo recentemente con i mottetti di Francisco Guerrero, presentati al prestigioso Roma Festival Barocco 2017”;

Quali sono gli ultimi impegni in questo scorcio finale di 2017 del Coro DeCanter? Quali sono i progetti per l’inizio 2018?

“Abbiamo l’onore di poter eseguire nuovamente la Misa Tango per coro e orchestra, insieme al compositore argentino Martin Palmeri, presente appositamente per eseguirla il 23 dicembre alla Basilica di Sant’Eustachio a Roma e a Gubbio il 26 dicembre. Dopo la pausa riprendiamo con due concerti insieme agli altri cori dello Spaziocorale, a Roma e Frascati il 28 e 31 gennaio, con musica barocca spagnola e latinoamericana. Poi ci aspetta una nuova sfida molto impegnativa, nel 2018 ci dobbiamo misurare per la prima volta con i monumenti sonori di J.S.Bach in un programma che dialoga con i suoni del compositore contemporaneo estone Arvo Paert. Concludiamo l’anno musicale a giugno con il consueto Festival Canti di Mezza Estate IV al Teatro Romano di Monte Tuscolo, un appuntamento durante il quale invitiamo altri cori amici ad esibirsi in una cornice di incredibile bellezza, dove siamo abituati a sentire che “le pietre cantano insieme a noi””;

Perchè un uomo o una donna dovrebbe iscriversi al vostro coro?

“Cantare fa bene al corpo, all’anima e alla mente. Esprimersi attraverso il canto collettivo è un modo per istaurare una profonda sintonia con corde importanti di noi stessi e anche per intrecciare la stessa sintonia con quella altrui, attraverso momenti di socialità e divertimento che solo chi prova può essere capace di descrivere”.

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