Palazzo Barberini riapre con la mostra “Tempo Barocco”

Palazzo Barberini riapre con la mostra “Tempo Barocco” che inaugura lo spazio espositivo al piano terra completamente rinnovato

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Palazzo Barberini riapre con la mostra “Tempo Barocco” che inaugura lo spazio espositivo al piano terra completamente rinnovato

Una fiaba narra che il principe conquistò l’indomabile principessa offrendole semplicemente “tutto il suo tempo”.

Perché anni, mesi, giorni, ore, sono la durata della nostra vita, esperita assieme alla sequenza degli eventi universali. È il tempo che rende tutto più prezioso, che ci fa guardare alla caducità della bellezza e della gioventù. Ed è al tempo che gli esseri umani sembrano opporsi con ogni mezzo. Anche, e soprattutto, attraverso l’arte, avversando il vecchio Saturno (ma anche Cronos) con la volatilità di Amore o l’energia della Speranza. Dominare il tempo è un’urgenza da sempre: lo è di più nella riflessione sul Barocco che propone la mostra appena inaugurata alle Gallerie Nazionali di Arte Antica, che ripartono per esplorare il Seicento narrato dai massimi maestri dell’epoca.

I capolavori di Pietro da Cortona, Gian Lorenzo Bernini, Poussin e Van Dyck, passando per Domenichino e Guido Reni, inaugurano, al contempo, il nuovo spazio espositivo al piano terra: 8 sale (750 mq) restaurate e restituite al pubblico grazie ad un importante sforzo economico: complessivamente, 952.626 euro.

Sono 40 le tele pensate da Francesca Cappelletti e Flaminia Gennari Santori per la mostra “Tempo Barocco”, il cui filo conduttore è proprio lo scorrere delle stagioni: un concetto che viene indagato in tutte le sue declinazioni (amore, stagioni, bellezza e l’azione) per mezzo di dipinti da musei italiani e internazionali (Uffizi, Capodimonte, Prado, Rijksmuseum, Kunsthistorisches, National Gallery), firmati da artisti vissuti a Roma.

Diviso in 5 sezioni (Il mito del Tempo; Il Tempo e l’Amore; Il Tempo tra calcolo e allegoria; Tempo Vanitas e Fermare il Tempo, cogliere l’azione), il percorso illustra, nelle prime tre, visioni mitiche e Le età dell’uomo; le personificazioni e le metafore del tempo calcolabile, e quelle di Bellezza, Verità, Speranza, Occasione e Eternità. Nella quarta, la Vanitas: le nature morte (con teschi, clessidre, fiori appassiti) e il memento mori. Infine, gli aspetti della teatralità e della meraviglia tipiche del periodo: in questo spazio, i soggetti sono avvinti in azioni drammatiche.

Il Barocco è un sistema di arti che proprio nel Palazzo romano, con la spettacolare volta del “Trionfo della divina Provvidenza” di Pietro da Cortona, scrive la sintesi di alcuni degli aspetti fondanti della sua estetica: teatralità e meraviglia, grandiosità e pathos. La mitologia, qui, si trasforma in rappresentazione ricca di emotività e, per questo, ha tanta presa sullo spettatore.

Fino al 3 ottobre 2021, in occasione dell’esposizione, il tempo di Barberini verrà scandito dai rintocchi di ricercati orologi d’epoca dalla fascinazione fortemente simbolica, esercitata perché è l’orologio lo strumento con cui si può – si vuole – ingabbiare il tempo. Semmai fosse possibile…

Info: www.barberinicorsini.org

 

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