Palestra Ungaretti, minoranza presenta un esposto

La Minoranza di Marino Laziale ancora polemica con l'Amministrazione Comunale su struttura sportiva della scuola Ungaretti

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Manifestazione scuola Ungaretti di Marino

I Consiglieri comunali di minoranza hanno dovuto presentare un esposto per portare all’attenzione degli Organi competenti alcune presunte irregolarità sulle procedure adottate dall’Amministrazione comunale sul progetto di costruzione della grande struttura sportiva polifunzionale che dovrebbe sorgere accanto alla scuola Ungaretti. Stefano Cecchi e Cinzia Lapunzina (Costruiamo il Decentramento), Eleonora Di Giulio (Lista Di Giulio), Pamela Ermo (MCD), Enrico Iozzi (UCS), Sabrina Minucci (Laboratorio Rinascita e Lega Salvini Marino), Remo Pisani (FdI), Franca Silvani e Gianfranco Venanzoni (PD), con l’appoggio esterno di altre forze politiche e civiche come Cittadini di Marino, Forza Italia, Idee Nuove, Partito Comunista Italiano e Partito Socialista Italiano, rispondendo all’appello del corpo docente, dei genitori e dei cittadini residenti, hanno firmato ed inviato un esposto ad ANAC, Procura della Corte dei Conti del Lazio, Ispettorato Generale di Finanza, Procura della Repubblica di Velletri, Centrale Unica di Committenza, Prefettura di Roma, Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca e Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Marino.

Nella comunicazione viene spiegato come la struttura, da collocare nella parte antistante il plesso, sia larga mt. 33,80, lunga 38,80 e alta 12,90. Dimensioni gigantesche che oscurano l’entrata dell’edificio scolastico, limitando la luminosità delle aule e privando la comunità scolastica di un importante spazio per attività ludico ricreative. Nessuno studio comparativo dei costi/benefici è presente negli atti di progettazione al fine di escludere la realizzazione di una palestra di dimensioni più contenute, sottolineando ancora come «l’Amministrazione, scavalcando ogni ostacolo procedurale, abbia dato vita ad un percorso amministrativo lacunoso ed illegittimo pur di realizzare una struttura polivalente al posto di una palestra».

Diversi i contesti di irregolarità segnalati. In sintesi, la copertura finanziaria per la realizzazione della struttura, deficitaria rispetto al Piano Triennale delle Opere Pubbliche che prevede un impegno di spesa di 300mila euro, mentre il costo reale dell’opera è di 430mila euro. Differenza di 130mila euro recuperata su vari capitoli destinati ad altre attività: leggasi distrazione delle risorse pianificate dal Consiglio comunale e violazione del Tuel sulle regole preposte agli impegni di spesa. Denunciati nel documento, anche il ricorso a professionalità esterne senza previa analisi delle risorse interne e mancanza di motivazioni in ordine a tale scelta, così come i profili di danno erariale determinati dall’incompleta stima dei costi totali dell’opera. Segnalata anche la violazione del deliberato Anac 32/2014 e del dispositivo della sentenza del Consiglio di Stato 2803/2007 circa la funzionalità del lotto messo a gara. Il progetto esecutivo presentato, scrivono ancora gli esponenti della minoranza, risulta deficitario del parere preventivo dei Vigili del Fuoco sulle vie di fuga che si aprono su corridoi di 3,5 metri, insufficienti ad una corretta evacuazione in caso di pericolo. Manca inoltre il parere del Genio Civile inerente le fondamenta e la tenuta del terrapieno sul quale va realizzata la struttura. Tra le indicazioni fornite agli enti in merito alla procedura seguita dall’Amministrazione per il progetto della struttura polivalente, la non chiara attestazione dell’oggetto dell’appalto, definito manutenzione e non appalto di opera. La palestra, scrivono, doveva essere ascritta tra le nuove opere e appaltata con supervisione da parte della Centrale Unica di Committenza della Città Metropolitana di Roma. Ritenere l’opera una manutenzione ordinaria, ha conseguenze sul bilancio comunale e sullo stato patrimoniale dell’ente, alterando il calcolo del patto di stabilità interno. In ultimo il parere tecnico contrario espresso dal dirigente dell’area Lavori Pubblici di Palazzo Colonna sulla mozione presentata dalla minoranza, dove si chiedeva di procedere con la palestra per la scuola al posto della struttura sportiva polivalente. Nella sua risposta, concludono gli esponenti della minoranza, il dirigente affermava che la procedura di gara si sarebbe svolta in modalità aperta. Asserzione senza riscontro agli atti, dai quali risulta una procedura negoziata ristretta senza previa pubblicazione del bando di gara con conseguente distorsione del mercato. La minoranza unita continuerà a fare ferma opposizione alla costruzione della struttura polivalente, privilegiando e richiedendo con ogni mezzo a disposizione la costruzione di una palestra di dimensioni e costi più contenuti, nell’area retrostante la scuola.