Probabile autoritratto giovanile del Vasari a Bologna

Un Manifesto del Neoplatonismo Rinascimentale

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La Cena di San Gregorio Magno firmata e datata 1540,oggi esposta nella Pinacoteca Nazionale di Bologna ,è un’ opera giovanile del  Maestro che fu a lui  commissionata come sappiamo dall’autobiografia del Vasari stesso,il 2 febbraio del 1539, su consiglio di don Miniato Pitti, cosmografo e abate di Monte Oliveto in San Gimignano , suo grande amico e collaboratore , per ornare il grande refettorio del Monastero di San Michele in Bosco di Bologna.La scena nella sua rappresentazione vuole ricordare l’usanza nell’ambito monastico di ospitare a tavola come era solito San Gregorio Magno dodici poveri che rappresentassero così l’ultima cena con Gesù. Tra i protagonisti della scena l’autore ricorda  la figura del Papa Clemente VII come San Gregorio Magno,quel Giulio De Medici figlio illegittimo di Giuliano ucciso nella Congiura dei Pazzi e alle sue spalle Alessandro De Medici ,primo Duca di Firenze che come ricorda l’autore prima di essere assassinato era stato suo committente e protettore in Firenze.Tra i personaggi rappresentati  e nominati   nella stessa autobiografia, il Vasari ricorda  come probabili committenti , l’abate del Monastero di san Michele in Bosco,don Filippo Serragli,e il generale dello stesso ordine don Cipriano da Verona, volti molto ben delineati alle spalle del Pontefice .Tra i nomi citati anche “il Bentivoglio”,figura  storica importante nella storia di Bologna ,quasi certamente quel Sante  che giovanissimo, su investitura di Cosimo il Vecchio , difenderà le sorti della Città di Bologna(vedi affresco  del Vasari in Palazzo Vecchio) nell’atto di colloquiare con un monaco che potremmo riconoscere nel Cardinal Bessarione,fondatore di quella Accademia che si ispirava alla filosofia antica e primo Abate commendatario dell’Abbazia di San Nilo a Grottaferrata. Insieme a queste  figure Vasari ricorda molti principi e signori e anche “molti amici  miei”.Spicca tra questi personaggi appena descritti l’autoritratto giovanile dello stesso autore che ricorda il suo celebre autoritratto della Galleria degli Uffizi. Tra quei  “suoi amici” potremmo riconoscere al centro della tavola il suo maestro e amico Michelangelo Buonarroti con quel caratteristico naso rotto nella  celebre zuffa col Torrigiani, nell’atto di bere il vino da una ciotola tenuta con la mano sinistra. Sempre a tavola al fianco sinistro del Papa, Carlo V  con in capo una sorta di elmo da guerriero ,già Re di Spagna e recentemente incoronato Imperatore proprio li in Bologna dallo stesso Clemente VII (Vedi affreschi   vasariani di Palazzo Vecchio).Ma l’immagine ancora più straordinaria  che l’autore ha voluto immortalare è quella del monaco che è raffigurato nell’atto di versare il vino con  la mano destra  mentre con la sinistra tiene l’incensiere e  viene indicato con un segno della mano dal Papa,che  rappresenta lo stesso fondatore dell’Ordine Olivetano, San  Bernardo Tolomei,raffigurato nel viso così come appare nell’iconografia dell’affresco cinquecentesco  dell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore presso Siena,opera dell’artista Bartolomeo Coda.

Nella  legenda , alcuni dei “molti amici miei” che potremmo riconoscere:

N° 1  Papa Clemente VII

N° 2 Alessandro DE Medici

N° 3 Imperatore Carlo V

N° 4 Michelangelo

N° 5 Autoritratto Giorgio Vasari

N° 6 Cardinal Bessarione

N°7 Sante Bentivoglio

N° 8 Bindo Altoviti

N° 9 Cardinal Ippolito De Medici

N° 10 Pietro Aretino

N° 11 San Bernardo Tolomei

N° 12 Don Miniato Pitti

N°13 Marsilio Ficino