Quaranta (Udc Monte Compatri) “Basta degrado a Pantano”

"Subito un presidio interforze per ripristinare la legalità"

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“Il capolinea Metro C “Monte Compatri – Pantano” è diventato un terreno fertile per criminalità e degrado. Un quattordicenne assassinato, aggressioni a minori, spaccio alla luce del sole, furti quotidiani e un senso costante di insicurezza per residenti e pendolari.
Uno scenario inaccettabile in uno snodo strategico per la mobilità tra Monte Compatri e il Municipio VI di Roma. L’UdC Monte Compatri rompe il silenzio e avanza una proposta concreta: l’istituzione di un presidio fisso interforze (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizie Locali) nei locali già esistenti e disponibili all’interno del capolinea, oggi inutilizzati. Una risposta operativa immediata, a costo zero per il Comune, capace di ridare sicurezza e dignità a un’area troppo a lungo abbandonata. Il “Modello Pantano” può diventare un pilastro per la sicurezza urbana e un esempio da replicare in altre periferie a rischio. Chiediamo alle istituzioni – Prefettura, Regione Lazio, Roma Capitale – di attivarsi subito, senza ulteriori ritardi, attraverso un protocollo interistituzionale e il ricorso ai Patti per la Sicurezza Urbana (Legge 48/2017). Chi governa non può più voltarsi dall’altra parte.
Lo Stato deve tornare a farsi vedere, e deve farlo adesso. L’UdC Monte Compatri sarà in prima linea fino a quando questo obiettivo non sarà raggiunto. “Inaugurai questo capolinea nel 2014 da assessore ai Lavori Pubblici con una visione di servizio: oggi usarne i locali per la sicurezza è dare finalmente senso a quella visione.” Lo dichiara Claudio Quaranta – Coordinatore Cittadino UdC Monte Compatri