Quirinale, Berlusconi Franceschini e Mattarella non saranno presidenti

Nicola Gallo fa le carte in vista del voto per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica

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Cortile Quirinale
Il cortile del palazzo del Quirinale

“Se c’è la candidatura di Giulio, la mia non esiste” diceva Arnaldo Forlani all’ambasciatore tra correnti Dc, era il 1992, Paolo Cirino Pomicino. “Se c’è la candidatura dell’amico Arnaldo, la mia non esiste”. Rispondeva Giulio Andreotti, alla Andreotti.

Sono passati 30 anni e quell’episodio, raccontato magistralmente, come suo solito, da Paolo Sorrentino ne “Il Divo” io me lo ricordo bene.

Era la primavera 1992, si doveva designare il successore di Francesco Cossiga, Il Picconatore. Giulio Andreotti, come il Cardinale Siri in tanti Conclave degli anni 60 – 70 e 80, aspirava al coronamento di una carriera ineguagliabile

Quella corsa mi ricorda tantissimo quella di quest’anno. Cominciamo con un atto di ingiustizia: Silvio Berlusconi non sarà Presidente della Repubblica. Partito troppo presto nella corsa, come fece a Marsiglia quando nel 1991, sempre in quegli anni, fece ritirare il Milan a Marsiglia per un difetto nell’illuminazione. Galliani ci mise la faccia, questa volta Tajani.

Galliani è in Parlamento e voterà, le coincidenze.

Ingiustizia perchè il Cavaliere è stato bulimico, il suo stato di salute non lo aiuta, il suo essere Berlusconi lo esclude.

Si parla di recuperare 100 votanti dal centrosinistra massimalista (Pd+M5S+Leu ecc).

Vedremo se ci saranno 400 voti di cdx compatti, io me ne aspetto 300, se va bene, insomma una catastrofe.

Sergio Mattarella non è disponibile a bissare, più M5S lo spingerà più non fidandosi nessuno tra loro di quello che rimane del primo movimento del Parlamento più non avrà possibilità.

Quota bassissima all’auto sabotaggio dello stesso Mattarella alla vigilia del 24, già lo immagino il pezzo di Marzio Breda, quirinalista del Corriere della Sera, nelle ore antecedenti la prima chiama o meglio ancora la quarta.

Per Berlusconi il Capranichetta, il luogo in cui anni fa venne acclamato Romano Prodi per essere poi impallinato, è dietro l’angolo.

Chi non si è mai arreso è Dario Franceschini. Il sempre ministro sono anni che è in campo, che aspetta, che ci lavora.

Nessuno dice che praticamente Area Dem non esiste più, ma il Ministro della Cultura per eccellenza piace alla gente che piace.

Sarà impallinato dopo quando la maionese sarà impazzita. Dal Papete Salvini ha imparato molto, non come Di Maio che è sparito, che usa Conte come Uan (il personaggio di Bim Bum Bam di Paolo Bonolis quando ero piccolo).

Luigino è commovente nel suo essere democristiano campano, figlio di una storia inimitabile, Salvini ha deciso giorni che si cambia musica. Ha capito che Berlusconi non andrà e, volendo fare il Ministro, ha aiutato Draghi a bruciarsi.

Perchè il vero tema della corsa al Quirinale 2022 è che Mario Draghi, favorito con una sua sola alzata di sopraciglia, non vuole fare il presidente della Repubblica. E per nessuna ragione al mondo: più lo obbligheranno, più si impunterà. I mercati lo vogliono a Palazzo Chigi, lui vuole fare il capo dell’Europa. Dell’Italia, parlando la lingua che si sciacqua in Arno “non gli e ne può fregare di meno”. Ha troppo rispetto per se stesso e non vuole fare il monarca.

Diceva quello “che “comandare è meglio che ….”. Draghi ci fregherà a tutti per poi sparire per altri lidi, consapevole che fare il Monti nel 2022 e 2023 non paga e non ne vale la pena.

“Primum vivere” e  non bruciarsi.

Le terzine, tripla rosa:

fascia A

Cartabia, Casini, Letta

fascia B

Pinotti, Cassese, Casellati

fascia C

Fico, Draghi, Mattarella

Perchè:

Cartabia, è donna ministro, rappresenta un area fuori dal tempo, sui diritti, talmente oltre che potrebbe andare bene a tanti.

Quello che impedisce ai grillini di votare è digeribile, la bussola in questa corsa è in questa frase.

Casini è stato il presidente della Camera del centrodestra, è stato eletto con il Pd, è uomo di altri tempi.

Ha anche il covid, è il mio favorito da anni. Se non lo brucia nessuno a oltranza sarà come il migliore dei cavalli.

Letta, Gianni, è il candidato naturale. Il suo problema è Berlusconi.

E’ l’unico che prenderebbe i voti poco sotto a Draghi.

Pinotti perchè è donna, è stata ministro è di maggioranza, da garanzie se esplode il cdx

Cassese perchè in fin dei conti i grillini sono sempre tanti e sarebbe utile anche per un mandato a tempo.

Casellati è presidente del Senato, …,  e ci deve stare, è donna è stata protagonista di un patto similare alla sua elezione. Citofonare Anna Maria Bernini…

Fico perchè è una carica dello Stato, di parte va benissimpo ai giallorossi

Draghi perchè è Draghi, potrebbero prenderlo per sfinimento

Mattarella idem con patate, ma a tempo

Senza quota il franco tiratore che scriverà nel catafalco, perchè lo metteranno statene certo, indirizzato a Berlusconi

“nano maledetto, non sarai mai eletto”

come al povero Amintore Fanfani decenni fa.