Revocata apertura Mercato Contadino Cava dei Selci

Viene revocata l'Ordinanza numero 72 del Comune di Marino Laziale che riapriva il Mercato Contadino Cava dei Selci

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Mercato Contadino

Revocata riapertura del Mercato Contadino a Cava dei Selci. Ne da notizia l’Ufficio Stampa del Comune di Marino Laziale

Ieri sembrava essersi aperto un primo spiraglio per gli ambulanti del territorio con la riapertura, disposta con ordinanza sindacale, del solo Mercato Contadino di Roma & Castelli Romani, che si tiene solitamente tutti i sabato mattina dalle 8,30 alle 13,30 nel piazzale esterno al Palaghiaccio di Cava dei Selci in Via Appia Nuova, vecchia sede.

Ecco l’ordinanza di sospensione:

“ORDINANZA N. 74 DEL 18/03/2020

OGGETTO:MISURE PER IL CONTENIMENTO ED IL CONTRASTO DEL DIFFONDERSI DEL CORONAVIRUS COVID-19 RIAPERTURA DEL MERCATO CONTADINO
– REVOCA ORDINANZA N.72

Il Sindaco

Il SindacoVisto il DPCM 8 Marzo 2020 recante disposizioni finalizzate alla gestione dell’emergenza da Covid-19 e al contenimento della diffusione dello stesso;Vista l’Ordinanza del Capo di Dipartimento della Protezione civile del giorno 8 Marzo 2020;

Viste le Ordinanze del Presidente della Regione Lazio 8 Marzo 2020 e 10 Marzo
2020;

Visto il DPCM 9 Marzo 2020 recante “misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale” che estende a tutto il territorio nazionale le limitazioni imposte dal succitato DPCM 8 marzo 2020;

Vista la propria ordinanza del 10.03.2020 con la quale si disponeva la sospensione cautelare di tutti mercati sul territorio;Visto il DPCM 11 Marzo 2020, il quale all’art. 1 co. 1 dispone che “sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari”;Vista l’ordinanza n. 72 emessa in data odierna per la riapertura del mercato contadino;

Visti gli artt. 50 e 54 del D.lgs. 267/2000, Visto, altresì, l’Ordinanza della Regione Lazio del 17 marzo, diffusa in data odierna ove si impone ai cittadini di effettuare l’approvvigionamento alimentare nei pressi delle proprie abitazioni o dei luoghi di lavoro e delle disposizioni inerenti la riduzione dell’orario di apertura degli esercizi commerciali non oggetto dei divieti espressi nei DPCM già citati;

Visto il principio di cautela;Ritenuto, a rettifica ed integrazione di quanto espresso nella propria precedente ordinanza n. 72, di far prevalere la tutela della salute del cittadini in quanto il mercato contadino, seppur rientrante tra le attività non oggetto di restrizioni, potrebbe vedere maggiore afflusso di persone in contrasto con le richiamate disposizioni Regionali.

DISPONE

L’immediata revoca dell’ordinanza n. 72 del 18.3.2020

AVVERTE

Che avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso giurisdizionale dinanzi al TAR nel termine di 60 gg dalla comunicazione ovvero ricorso straordinario al Capo dello
Stato entro il termine di giorni 120.Che la violazione di quanto sopra previsto nella presente ordinanza comporta il deferimento all’Autorità Giudiziaria per violazione dell’art. 650 del Codice Penale.

DISPONE

di dare adeguata pubblicità al presente provvedimento mediante la sua pubblicazione all’Albo Pretorio Comunale e sul sito internet;

di incaricare il locale Comando di Polizia Municipale di vigilare sull’esecuzione della presente ordinanza;che copia della presente ordinanza sia notificata a Commissariato PS Marino, al Comando Stazione dei Carabinieri Marino e S. M. delle Mole; Prefettura di Roma; Autorità Sanitaria Locale ASL RMH 6; Associazioni di categoria.

Il Sindaco

Carlo Colizza”

Ricordiamo che il predetto mercato risulta quindi ancora sospeso, in via cautelare, come tutti i mercati sul territorio con ordinanza sindacale del 10 marzo scorso. Il Sindaco aveva, al fine di poter garantire, in un’ottica di bilanciamento fra valori costituzionali, talune tipologie di attività giudicate essenziali, pur nella preminenza della tutela della salute pubblica, emanato ieri, giovedì 17 marzo, l’Ordinanza n. 72 che ora viene revocata.

Alla base della revoca ci sono:

le disposizioni impartite dalla Regione Lazio in merito all’obbligo di fare la spesa vicino casa o lavoro e poi il principio di cautela e la necessità di far prevalere la tutela della salute dei cittadini.

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