Ambiti territoriali ottimali, Rocca di Papa dice no ad Ato 6

L'Assessore Veronica Cimino in una nota dichiara la contrarietà del Comune di Rocca di Papa al trasferimento del territorio ad Ato 6

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Vista di Rocca di Papa

L’8 marzo 2018 è stata pubblicata la Delibera di Giunta Regionale 56/2018, che ridefinisce il perimetro degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) regionali. Con questo atto, viene ridimensionato l’ATO 2 e creato il nuovo ATO 6. Il Comune di Rocca di Papa, insieme ad altri 49 comuni, viene destinato proprio al nuovo ATO.

“Si tratta – dichiara in una nota l’Assessore Veronica Cimino –  di un provvedimento che produrrà pesanti ripercussioni amministrative, ma per il quale la Regione non ha ritenuto di coinvolgere preliminarmente i comuni interessati. Un provvedimento che presenta palesi criticità, sia da un punto di vista amministrativo, sia da quello relativo alla qualità e al costo dei servizi dovuti alle centinaia di miglia di cittadini che vivono in questo ambito.

Infatti, con il passaggio all’ATO 2, la tariffa dell’acqua dei comuni ATO 6 subirà un incremento del 17,6% rispetto alla tariffa applicata a quelli dell’ATO 2. Inoltre, è previsto un peggioramento della qualità dell’acqua sorgiva a favore dell’acqua proveniente dai pozzi.

Non sono stati rispettati i criteri di efficienza, efficacia ed economicità della gestione, nonché l’unità del bacino idrografico contiguo, ovvero aspetti tecnici, ma che devono essere obbligatoriamente rispettati per garantire i servizi al cittadini. Per di più, la Corte Costituzionale (con la sentenza n. 173/2017) ha dichiarato illegittima la creazione di un ambito sub provinciale in assenza di sufficienti motivazioni. Motivazioni che la Regione non ha fornito.

Per questo e per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini, assieme ad altri 20 comuni limitrofi, abbiamo chiesto alla Regione di revocare la Delibera di Giunta n. 56/2018, ovvero il provvedimento con il quale è stato istituito l’ATO 6. Nel frattempo, durante la Conferenza dei Sindaci che si è tenuta ieri, abbiamo dato mandato all’ente d’ambito di procedere all’impugnativa dell’atto in questione presso il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR)”. Conclude Cimino.

 

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