Rojatti Italia Viva “Referendum sulla giustizia: battaglie anche nostre”

"A fronte di queste proposte, l'attuale progetto di riforma della giustizia del ministro Cartabia è molto efficace e pragmatico, ma prevede solo alcune limitazioni all’unicità delle carriere (toccando tuttavia altri totem come l'obbligatorietà dell'azione penale).  Ben venga quindi l’iniziativa di nostri militanti (anche ad Anzio) che si stanno mobilitando per partecipare alla raccolta firme.  Le battaglie del referendum riguardano temi garantisti che fanno parte della nostra identità riformista, e questi referendum possono essere anche i nostri". Lo dichiara Raffaella Rojatti, Cantiere Giustizia, Provincia di Roma

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Nobili, Rojatti e Dell'Orso

“Referendum sulla giustizia: battaglie anche nostre

In questi giorni sta partendo in tutta Italia la raccolta firme per sei referendum sulla giustizia che riguardano (fra l’altro) la separazione della carriere e la custodia cautelare, promossi originariamente dai radicali di Maurizio Turco, con il sostegno della Lega di Salvini.

La separazione delle carriere è una vecchia battaglia radicale, del tutto legittima, per l’ammodernamento del nostro sistema giudiziario. L’Italia è praticamente l’unica democrazia occidentale in cui le carriere di pubblico ministero e giudice non sono separate e questo pone problemi culturali, prima ancora che strettamente giuridici. L’abuso della custodia cautelare è d’altra parte una delle cause del sovraffollamento carcerario, oltre che spesso una fonte di sofferenze irreparabili per i cittadini e oneri evitabili per lo Stato.

A fronte di queste proposte, l’attuale progetto di riforma della giustizia del ministro Cartabia è molto efficace e pragmatico, ma prevede solo alcune limitazioni all’unicità delle carriere (toccando tuttavia altri totem come l’obbligatorietà dell’azione penale).  Ben venga quindi l’iniziativa di nostri militanti (anche ad Anzio) che si stanno mobilitando per partecipare alla raccolta firme.  Le battaglie del referendum riguardano temi garantisti che fanno parte della nostra identità riformista, e questi referendum possono essere anche i nostri”. Lo dichiara Raffaella Rojatti, Cantiere Giustizia, Provincia di Roma