Salateatro Vittoria, i numeri della prima stagione a Marino

Marino: la salateatro Vittoria ha riaperto meno di un anno fa dopo lunga chiusura e ristrutturazione. Le dichiarazione della direttrice artistica Sabina Barzilai

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Marino

SALATEATRO VITTORIA, I NUMERI DI UNA PRIMA STAGIONE DA PIONIERI:

OLTRE 40 EVENTI E 4MILA PRESENZE PIU’ FORTI DELLE DIFFICOLTA’  

Marino: la sala ha riaperto meno di un anno fa dopo decenni di chiusura e una complicata opera di ristrutturazione. La direttrice artistica Sabina Barzilai:“Nel secondo anno del progetto Officine culturali della Regione Lazio di cui siamo parte dovremo porre le basi per diventare laboratorio stabile per i giovani under 35”

 

Ben 40 eventi tra spettacoli, giornate di studio, seminari, saggi, presentazioni di libri a tema. Oltre 4mila presenze di un pubblico che ha saputo apprezzare tanto i momenti di teatro sperimentale proposto da compagnie professionali di fama nazionale, quanto gli spettacoli di compagnie teatrali amatoriali locali che nella Salateatro Vittoria sono riuscite a ritrovare quello spazio vitale di socializzazione attraverso la recitazione che è da sempre patrimonio del territorio dei Castelli Romani. Sabina Barzilai, attrice, regista e sceneggiatrice dallo sguardo attento, curioso e profondo sul mondo che la circonda, traccia il bilancio del suo primo anno di direzione artistica del teatro comunale marinese, aperto dopo una ristrutturazione complessa, durata anni che ha visto la struttura, oggi divenuta la salateatro Vittoria, restare chiusa addirittura per decenni e finalmente riaperta non senza difficoltà ma fortunatamente impreziosita nell’immediato dal riconoscimento di “Officina Culturale” della Regione Lazio per il biennio in corso. “La possibilità di proporre al pubblico un cartellone di eventi variegati, fondato su compagnie professionali e amatoriali è stato certamente un punto di forza di questa stagione che ha permesso un ottimo coinvolgimento di quella che potremmo definire la base degli attori locali che nella maggior parte dei casi hanno risposto davvero molto bene, partecipando, incontrandosi tra di loro e scambiandosi conoscenze e esperienze. Di fatto un laboratorio vivo e vero” dichiara Sabina.
La direttrice artistica ci tiene, in tal senso, a ringraziare l’Amministrazione comunale di Marino “in particolare nella figura dell’assessora alla Cultura, Paola Tiberi che si è sempre mostrata sensibile, come anche altri membri della giunta, vicina e realmente partecipe alle sorti della Salateatro Vittoria nel corso della sua prima stagione di vita”. L’obiettivo della seconda stagione, di cui a inizio settembre saranno resi noti il cartellone degli spettacoli e le compagnie ospiti, oltre all’auspicio di superare definitivamente alcuni problemi strutturali che nell’anno inaugurale, come era inevitabile, hanno fatto da corollario – è quello di creare uno spazio specificamente destinato ai giovani under 35, attori e studenti di materie afferenti il teatro. L’obiettivo altrettanto chiarissimo ma dalla prospettiva a più lungo raggio e ad un rilascio inevitabilmente più lento è quello di portare Marino e la sua collettività “al di fuori del provincialismo e della sua chiusura”. Un lavoro che certamente dovrà partire proprio dalla formazione dei giovani e dal contatto diretto tra territorio e artisti di rilievo e fama nazionali che intenderanno esibirsi sul palcoscenico del teatro marinese, pronti con la loro arte a lasciare in dono i semi di una apertura capace al tempo stesso – attraverso il confronto tra esperienze e stimoli – di rafforzare l’identità di un territorio caratteristico e culturalmente ricco come è quello di Marino e dei Castelli Romani, contribuendo virtuosamente a reinserire il bacino culturale a sud di Roma in un circuito appetibile e di interesse per registi e produzioni, come era ai tempi del teatro di rivista, dei grandi attori del cinema e degli scrittori del Novecento che ai Castelli Romani non hanno solo trovato il loro elegante buen retiro ma anche magnifiche ispirazioni, le immagini e i caratteri di quella che poi le loro penne sono riuscite a trasformare in pezzi d’arte. Il manifesto del secondo anno di attività della sala teatro Vittoria, insomma, dopo una stagione pionieristica è quella di costruire i mattoni necessari o, meglio ancora, reperire il materiale per iniziare a gettare le fondamenta di un vero rinascimento culturale per il territorio in cui il teatro abbia il ruolo di palcoscenico, attrazione per il pubblico e i professionisti che giungeranno da fuori ai quali donare l’esperienza di un laboratorio possibile che, credendoci, punta a coltivare l’ambizione di diventare stabile.